La Romea Nonantolana: convegno sul futuro di un cammino storico

L’Associazione Via Romea Nonantolana si presenta, sabato 21 gennaio, con un convegno che si terrà presso il Monastero Benedettino di San Pietro, a partire dalle 10. Non casualmente è...

MODENA. L’Associazione Via Romea Nonantolana si presenta, domani sabato 21 gennaio, con un convegno che si terrà presso il Monastero Benedettino di San Pietro, a partire dalle 10. Non casualmente è stato scelto questo luogo, poiché la strada Nonantolana nasce nell'VIII secolo proprio per collegare la potente abbazia benedettina di Nonantola al monastero di Fanano, in modo da garantire al regno longobardo una via di comunicazione con Roma al riparo dalle incursioni del vicino impero Bizantino.

L'evento, patrocinato dai comuni di Modena e Nonantola, vedrà alternarsi alcuni interventi e spazi di dibattito. Interverranno l'architetto Giulia Luppi che, dopo un inquadramento storico artistico delle bellezze del cammino, cederà la parola a Matteo Gualmini, cartografo e progettista degli interventi di recupero e valorizzazione della Romea Nonantolana. Grazie a don Raimondo Sinibaldi, animatore del progetto via Romea Strata, rete di Cammini che connette il nordest europeo con il territorio modenese, non mancherà uno sguardo al processo di rinascita della passione dei cammini a livello internazionale, perché la Romea Nonantolana nei suoi quasi 13 secoli di storia è sempre stato uno snodo centrale fra il centro-nord Europa e l'importante percorso oggi noto come via Francigena.

Ed infine sarà Stefania Grenzi, vicesindaco di Nonantola a spiegare gli importanti interventi degli Enti Locali che nel corso di quasi vent'anni hanno portato alla riscoperta dell'antica via di pellegrinaggio. «La via Romea Nonantolana è un patrimonio culturale che appartiene a tutti noi - spiega il presidente dell'associazione Massimiliano Forni - e solo insieme, con un impegno collettivo, possiamo sperare di animarla di vita rinnovata». Come ogni organizzazione, l'associazione via Romea Nonantolana nasce con scopi ben precisi tra i quali i più significativi sono: la cura del percorso, l'identificazione di luoghi per alloggiare i viaggiatori e il reclutamento di volontari che si preoccupino dell'ospitalità.

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