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«Nella nostra sfida per il futuro parola d’ordine è responsabilità»

Quando mi è stato chiesto di scrivere queste righe unendo Csi, il Centro Sportivo Italiano che rappresento, e la città di Modena, ho rivissuto il cambiamento che in tanti anni di associazione e di...

Quando mi è stato chiesto di scrivere queste righe unendo Csi, il Centro Sportivo Italiano che rappresento, e la città di Modena, ho rivissuto il cambiamento che in tanti anni di associazione e di vita della città abbiamo favorito. Favorito e non subito perché se il cambiamento della società, tra crisi e difficoltà, ha coinvolto tutti senza possibilità di scelta, discorso diverso è per il cambiamento di ruolo di una associazione come la nostra all'interno del tessuto sociale modenese. Ci sia ...

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Quando mi è stato chiesto di scrivere queste righe unendo Csi, il Centro Sportivo Italiano che rappresento, e la città di Modena, ho rivissuto il cambiamento che in tanti anni di associazione e di vita della città abbiamo favorito. Favorito e non subito perché se il cambiamento della società, tra crisi e difficoltà, ha coinvolto tutti senza possibilità di scelta, discorso diverso è per il cambiamento di ruolo di una associazione come la nostra all'interno del tessuto sociale modenese. Ci siamo fatti diverse domande, ci siamo appoggiati alla solidità della nostra storia, fatta di valori e impegno, e abbiamo provato a giocare una sfida per il futuro che avesse come parola d'ordine la “responsabilità”.

Essere un attore sociale sul territorio, al giorno d'oggi, significa per forza far crescere quel senso di coesione che deve animare chi ha il compito di dare risposte. Non è stato facile per noi trovare le soluzioni giuste, forse non le abbiamo ancora messe in pratica tutte. Ci siamo però messi in gioco cercando di restituire a Modena quanto la nostra città ci ha dato negli anni, prima tra tutti la possibilità di poter incontrare persone, tutti i giorni, nel loro momento più spensierato: lo sport. Questo dice la nostra storia. Oggi, però, lo sport non può più essere vissuto come semplice divertimento. Oggi lo sport ha un valore che tutti dovrebbero comprendere: lo sport unisce, integra, educa, diverte, fa crescere, insegna. Potrei continuare. Questa è la nostra sfida da vincere: far comprendere a tutti quanto lo sport possa fare per cambiare in meglio questa società. Tanto ha già fatto, tanto potrà fare. Quando siamo nati, 70 anni fa, l’Italia cominciava a rinascere. Lo sport ha ricostruito il legame tra le persone, ha ridato speranza, ha creato le comunità. Oggi queste comunità sono di nuovo messe a dura prova e anche una città storicamente ricca - di stimoli e intelligenze, prima ancora del pil - come Modena, ha bisogno di tessere una nuova rete. Non mi piace pensare ad una rete di salvataggio, piuttosto mi immagino una rete elastica che ci spinga verso l’alto, o una rete nella quale segnare un bel gol, una rete da superare con una schiacciata, una rete nella quale fare canestro. Per anni siamo stati questo: abbiamo fatto divertire e giocare le persone della nostra città. Oggi abbiamo l’obbligo di guardare un po’ più lontano, spinti da quella rete, uniti da una nuova rete di relazioni che metta in fila i bisogni e sia in grado di dare risposte. Utilizzando lo sport come mezzo per vivere bene e meglio. Un concetto che per anni è stato espresso nel nostro slogan, che ha accompagnato questo “cambiamento responsabile”: Csi, integratore sociale a base di sport.

Stefano Gobbi

presidente provinciale

Centro Sportivo Italiano Modena