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Arriva “L’ElettriCittà” L’inizio del 900 rivive nell’atelier allo Storchi

Con gli attori e i 200 partecipanti alle prove svolte al Florida momenti scenici e corali sulla elettrificazione di Modena

MODENA. Penultimo appuntamento con “Progredire '900. Mappe dal passato, sogni dal futuro”, prima tranche di attività che segna l'avvio di “Un bel dì saremo”, il nuovo progetto di Emilia Romagna Teatro Fondazione con il patrocinio del Comune. Dopo la cena-spettacolo dello scorso martedì, approda stasera alle 21 al Teatro Storchi “L'ElettriCittà. Agli albori (sognanti) della modernità”. Gli attori del progetto al completo - Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell'Utri, Simone Franc ...

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MODENA. Penultimo appuntamento con “Progredire '900. Mappe dal passato, sogni dal futuro”, prima tranche di attività che segna l'avvio di “Un bel dì saremo”, il nuovo progetto di Emilia Romagna Teatro Fondazione con il patrocinio del Comune. Dopo la cena-spettacolo dello scorso martedì, approda stasera alle 21 al Teatro Storchi “L'ElettriCittà. Agli albori (sognanti) della modernità”. Gli attori del progetto al completo - Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell'Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Simone Tangolo - daranno vita a un vivace atelier, assieme ai duecento partecipanti alle prove del 21 e 22 gennaio che hanno avuto luogo al Circolo Culturale Florida e agli allievi della Scuola di teatro “Iolanda Gazzerro”. Invadendo letteralmente ogni spazio del Teatro Storchi - dal palcoscenico ai palchetti, dalla platea alle balconate - si tornerà insieme ai primordi del Novecento, agli agitatissimi dibattiti e alle pionieristiche imprese che tentarono di maneggiare l'elettricità, bene allora in parte ignoto, ma già di notevole interesse comune. Nel lontano 1881, alla Scala di Milano, il teatro italiano salutò l'avvento dell'elettricità, vero simbolo dei “positivi” tempi moderni. Trent'anni dopo sarebbe toccato anche a Modena lasciarsi pervadere in lungo e in largo dal potere silenzioso del cosiddetto “carbone bianco”.

L'atelier, realizzato in collaborazione con Arci - Comitato provinciale di Modena, si sviluppa su un doppio binario, che alterna momenti scenici ad altri corali. A questi ultimi è affidato il racconto del processo di elettrificazione a cavallo fra Ottocento e Novecento, sia nella sua declinazione modenese - con la nascita dell'Aem e l'elettrificazione dell'intera città - sia nella sua declinazione mondiale, con la controversa invenzione del telefono di Meucci / Bell e l'avvento delle prime grandi aziende del settore, dalla Edison alla Siemens. A questi momenti corali fanno da contro canto tre diversi momenti scenici: il primo è tratto da un visionario racconto di Jules Verne che, descrivendo futuristicamente l'umanità alle soglie dell'anno 3000, tanto ci dice su come l'elettrificazione abbia plasmato in fretta l'immaginario collettivo. Il secondo episodio è dedicato all’utopia della città elettrica, che sogna di liberarsi dai fumi insalubri dello smog, mentre l'ultimo episodio narra del primo grande black-out di Parigi nel 1907. Le reazioni di panico che scaturirono all'epoca sono il perfetto contrappunto delle smanie elettro-futuristiche: la città del '900 è presto dominata dal potere elettrico. Sullo sfondo immagini storiche e non solo, scovate grazie ai partner del progetto, Biblioteca Poletti, Fondazione Fotografia Modena, Museo della Figurina. Ingresso libero fino esaurimento posti |unbeldi@emiliaromagnateatro.com | 0592136011