Al Dadà di Castelfranco in scena Il casellante di Camilleri

Sul palco del Teatro Dadà di Castelfranco va in scena “Il casellante”, un racconto di Andrea Camilleri che, a fianco del regista Giuseppe Dipasquale, ha collaborato alla stesura del...

CASTELFRANCO. Alle 21 di oggi, domenica 19 febbraio, sul palco del Teatro Dadà va in scena “Il casellante”, un racconto di Andrea Camilleri che, a fianco del regista Giuseppe Dipasquale, ha collaborato alla stesura del testo drammaturgico. Camilleri e Dipasquale proseguono la loro collaborazione dopo il successo delle trasposizioni di altri due racconti di Camilleri: Il birraio di Preston e La concessione del telefono. In scena: Moni Ovadia, Valeria Contadino, Mario Incudine, Sergio Seminara, Giampaolo Romania.

Ne “Il casellante”, che ha debuttato al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2016, si ride e ci si commuove. Gli attori e i musicisti danno fiato, voce e corpo alla lingua dei personaggi creati dalla fantasia di Andrea Camilleri. “Il caselllante” è ambientato negli anni della Seconda Guerra Mondiale e ci racconta la storia di Nino Zarcuto. A causa di un incidente sul lavoro non viene chiamato a far la guerra e si ritrova a fare il casellante in una piccola stazione ferroviaria, accompagnato da sua moglie Minica: due giovani che si amano, amano se stessi e la vita e desiderano un figlio.

Proprio quando il desiderio sta per trasformarsi in possibilità concreta, però, un destino beffardo, atroce e violento interviene a distruggere il loro sogno. Il finale, magico, è in piena sintonia con la scrittura di Camilleri e in particolare con quelle atmosfere metafisiche disseminate nel suo “ciclo mitologico”, al quale il racconto “Il casellante” appartiene. Secondo a “Maruzza Musumeci” e prima de “Il Sonaglio”, “Il casellante” si pone in un rapporto di continuità con l'opera che lo ha preceduto, e diventa allegoria di una nuova metamorfosi, metafora di un modo di ragionare e di vedere la realtà siciliana.

«Una vicenda affogata nel mondo mitologico di Camilleri - così la descrive Dipasquale - che vive di personaggi reali, trasfigurati nella sua grande fantasia di narratore. Una vicenda emblematica che disegna i tratti di una Sicilia arcaica e moderna, comica e tragica, ad un tempo ferocemente logica e paradossale». Biglietti da 18 a 20 euro in vendita alla cassa dalle 20.