Carpi, Gregorio Paltrinieri: “Il peso dell’acqua” Vita di un campione

“L’acqua non è mia nemica, semplicemente non tifa per me. Tra di noi c’è passione. Non amore. Se ci infuochiamo siamo capaci di realizzare cose meravigliose, però non andiamo sempre d’accordo. Perché...

CARPI. “L’acqua non è mia nemica, semplicemente non tifa per me. Tra di noi c’è passione. Non amore. Se ci infuochiamo siamo capaci di realizzare cose meravigliose, però non andiamo sempre d’accordo. Perché io sono orgoglioso e lei è permalosa. Lo è da sempre. La verità è che ho bisogno di ambientarmi tutte le volte che ci entro. E non sono poche”. Parola di Gregorio Paltrinieri, carpigiano, 23 anni da compiere il prossimo 5 settembre, medaglia d’oro alle Olimpiadi 2016 di Rio nei 1500 stile libero di nuoto. Il campionissimo, che tra una settimana scenderà in acqua ai Mondiali di Budapest, si racconta a tutto tondo, senza risparmiare emozioni, in un libro dal titolo “Il peso dell’acqua” (Mondadori). Nonostante la giovane età, Greg ha esperienza da vendere e ne racconta un po’ in 45 capitoli che si leggono tutti d’un fiato con la stessa scioltezza con cui Greg solca le vasche con bracciate dallo stile personalissimo, quasi sospeso sull’acqua.

Lui, che secondo la diagnosi fatta dagli esperti quand’era piccolo, non avrebbe mai potuto diventare un campione della categoria stile libero, al massimo un ranista, perché ha le braccia troppo lunghe. Il libro si apre con un’immagine che riconduce allo spogliatoio di Rio, pochi secondi prima della gara: Gregorio rimane da solo, nello spogliatoio vuoto, mentre tutti i colleghi sono pronti ai blocchi di partenza. Ma la luce che filtra dalle tapparelle lo riporta alla realtà: il riflesso che sbatte sulla medaglia d’oro che ha conquistato a Rio gli comunica che è stato soltanto un incubo e il poster gigante di Ian Thorpe appeso alla parete gli conferma che stava dormendo nella sua camera, a casa, in via Alberti a Carpi. Greg sorride, sospira, rinasce. Come ogni volta dopo una gara importante. Come quando, durante le vacanze estive quando frequentava le elementari, andò con papà Luca e mamma Lorena alle Eolie e incassò la sconfitta in acqua decisiva. Determinante per tutte le vittorie e i riconoscimenti che avrebbe conseguito in seguito.

La sconfitta contro suo padre. Nelle acque cristalline delle isole al largo della Sicilia Luca, determinante nell’inculcare il “mestiere” del nuotatore a Greg (da anni è direttore di impianti natatori tra Novellara e Carpi) e il figlio si sfidano. A vincere è Paltrinieri senior e da quel momento il piccolo Gregorio sogna di diventare un supereroe per superare le umiliazioni delle sconfitte contro il padre in acqua. «Dovrà vincere con le sue forze» ha detto più volte Luca quando Lorena, mossa a pietà, chiedeva di accontentare Greg allora bambino. «Non sappiamo quale tipo di peso dovrà portare, ma, in questo modo, lo saprà fare con le sue forze» concluse Luca, cesellando una delle ragioni del successo di Gregorio da Carpi. Nel libro, il campione non dimentica un capitolo dedicato al terremoto, fino ad arrivare al finale, a sorpresa, perché “la verità è che non sono mai il luogo o l’importanza di un evento a rendere grande il momento: è il desiderio che si ha di viverlo dando tutto che lo rendono tale”.