Così Vignola ricorda Francesco Selmi scienziato e patriota

Non è solo un luogo comune il detto “Nemo propheta in patria”. Nell’era del bombardamento massmediatico poco alla volta stanno svanendo dall’immaginario collettivo figure di grandissimo...

VIGNOLA. Non è solo un luogo comune il detto “Nemo propheta in patria”. Nell’era del bombardamento massmediatico poco alla volta stanno svanendo dall’immaginario collettivo figure di grandissimo spessore che spesso rimangono per lo più il nome di una via, di una piazza, di una scuola, anche se in molti casi si tratta di veri titani della nostra civiltà. E se questo vale per personaggi come Jacopo Barozzi o Ludovico Antonio Muratori, capisaldi della cultura occidentale, pare non possa essere altrimenti per un Francesco Selmi, protagonista assoluto di un periodo storico come l’età risorgimentale, oggi tendenzialmente avvolto da un nebuloso oblio.

Invece, duecento anni fa a Vignola nasceva questo grande scienziato, (studioso di chimica tossicologica, fu il fondatore della chimica legale, ma anche l’inventore della pila a triplice contatto), patriota e insigne letterato (animatore dei moti del 1848 e del ’59, figura di spicco nel neonato Regno d’Italia, fra i fondatori della Deputazione di Storia Patria delle province emiliano-romagnola): uno dei protagonisti della vita politica, scientifica e culturale italiana tra il 1840 e il 1881, anno della sua morte.


È così che per ricordare questa importante figura, domani sera alle 21, nella vignolese Piazza dei Contrari, La Fondazione di Vignola ha organizzato “La tenacia è più forte dell’esilio.Un racconto della vita di Francesco Selmi, vignolese illustre”, una serata in cui saranno recitati da Andrea Santonastaso ed Enrico Corni brani dagli scritti politici e scientifici dell’illustre scienziato/letterato, estratti dalle vivacissime e inedite lettere inviate alla moglie Marietta tra l’aprile e l’ottobre del 1859 (periodo in cui Selmi fu uno dei protagonisti della sollevazione che portò alla caduta del governo austro-estense di Francesco V e all’annessione dei territori modenesi e reggiani al Regno di Sardegna prima e d’Italia poi). Verranno inoltre lette missive e articoli di giornale relativi a un processo per avvelenamento andato a sentenza nel 1878, in cui i risultati dei suoi studi innovativi sulle sostanze venefiche contribuirono a scagionare un imputato dall’accusa di omicidio tramite avvelenamento.

Con l’intento di trasmettere di Selmi un ricordo che non si limiterà alla pura celebrazione dell’austero scienziato e uomo di cultura interverrà pure Achille Lodovisi, direttore del Centro di Documentazione della Fondazione.
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi