Modena. Finanza e squali: Paragone racconta il grande inganno

Secondo appuntamento, alle 21 di martedì, al Teatro Michelangelo di Modena, con la rassegna di “Teatro Civile”. Gianluigi Paragone presenta “Gang Bank”

MODENA. Secondo appuntamento, alle 21 di domani, al Teatro Michelangelo di Modena, con la rassegna di “Teatro Civile”.

Gianluigi Paragone presenta “Gang Bank”, un racconto satirico sul mondo della finanza e delle banche, sulla disinformazione della gente comune e sulla fiducia mal riposta in istituzioni che dovrebbero difendere i nostri interessi.

Obiettivo? Fornire al risparmiatore la conoscenza e le informazioni necessarie per meglio comprendere le banche ed i mercati finanziari: se sul mondo della finanza si abbattesse solo metà della indignazione che si ha contro i politici, forse qualcosa cambierebbe. Eppure la gente continua a pensare che solo la Casta rappresenti il male.

Malgrado il contenuto “Gang Bank” non risulta mai pesante. È uno spettacolo composto da slide e contributi video che aiutano la comprensione, ha il tipico stacchetto musicale dei varietà di una volta che ti fa anche sorridere perché è inserito in un contesto così inverosimile eppure reale e non manca ovviamente l’arguto umorismo del giornalista autore.

Verso la conclusione si intravede un po’ di speranza nel ritorno alla manualità dopo tutto questo meccanismo digitale, uno sguardo alla concretezza e anche una proposta di soluzione: la Banca faccia la Banca, lo Stato faccia lo Stato, in una condizione in cui si possa intervenire attraverso processi democratici dove il cittadino può ancora valere qualcosa.

La banca sale sul palco.

«Lo spettacolo è il racconto giornalistico di una vicenda che ho analizzato, studiato a lungo in televisione e che vuole, con un linguaggio semplice e accessibile, far capire l'inganno della finanza La finanza è già entrata nelle nostre vite e ci entrerà sempre di più se pensiamo a quanti debiti stiamo accumulando. Cercherò di far capire qual è l'inganno della finanza e come, attraverso il debito e l'indebitamento, si stanno prendendo anche la nostra vita. E' un danno per il portafoglio ma è soprattutto un furto che riguarda la nostra esistenza».

È un intreccio un po' perverso tra politica e finanza?

«Si, nel senso che la politica fa da palo alle scorribande della finanza».

Lo spettacolo è diventato anche un libro.

«È nato prima lo spettacolo, poi il libro e adesso questo monologo che è un'altra cosa».

Lo spettacolo si avvale anche di filmati?

«Certo. C'è l'inganno della politica, l'inganno della finanza, c'è una spiegazione semplice di tutto quello che è l'attualità in questi mesi. Parlerò della valuta e della pericolosità di queste nuove monete».

Non si salva nessuno?

«La finanza galleggia e a rimetterci le penne è l'economia reale, gli imprenditori e i lavoratori. Cerco di spiegare loro la pericolosità di questi banditi che non fanno mai capire la gravità della situazione».

La finanza vale più della politica?

«La finanza è padrone della politica. Chi crede che i politici siano all'origine dei nostri mali non ha capito nulla. La politica fa da palo alla finanza».

Hai detto in una intervista che in Italia vige il sistema del saccheggio.

«Mi sembra sotto gli occhi di tutti. Il saccheggio del risparmio è cosa nota, il saccheggio del bene collettivo è evidente».

C'è un futuro per l'Europa?

«L'Europa è un grande inganno, basti pensare a chi la dirige. Evidentemente la gente non lo sa e io cercherò di spiegarlo nel corso del mio spettacolo».