A Modena si parla del... diavolo con otto storie di Camilleri

Ritorna al Teatro Michelangelo la Compagnia Attori&Tecnici con lo spettacolo “Il diavolo certamente”

MODENA. Ritorna al Teatro Michelangelo la Compagnia Attori&Tecnici con lo spettacolo “Il diavolo certamente” in scena da martedì 30 gennaio a giovedì (alle 21). La commedia è tratta dai racconti di Andrea Camilleri, adattamento teatrale di Claudio Pallottini. Con Stefano Messina (anche regista) ci saranno Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Sebastiano Colla, Claudia Crisafio, Mimma Lovoi, Chiara Bonome, Valerio Camelin.

passeggeri, sei perfetti sconosciuti, quattro uomini e due donne, più il controllore, salgono a Palermo sul treno che nella notte li porterà a Torino e s’incontrano nello scompartimento 6 della carrozza 6. Come sempre accade in questi lunghi viaggi, dopo i primi momenti di diffidenza e di silenzio, il ghiaccio viene rotto e si parla del più e del meno. Il più e il meno di questa lunga notte, però, è assai particolare, è il racconto di alcune strane avventure che sono accadute ai nostri protagonisti, o delle quali hanno avuto notizia. Sono strane perché tutte vertono su un unico filo conduttore: il “caso” o meglio ancora il “Diavolo certamente” che ci ha messo lo zampino. I racconti, rappresentazioni nella rappresentazione, diventano il pretesto per discutere sull’esistenza o meno del diavolo; e quando tutto sembra risolversi in una negazione di quest’ultimo, arriva il colpo di scena finale. Lo spettacolo ha debuttato a Roma l'11 gennaio. «È stato accolto benissimo dal pubblico - spiega l'attore-regista Stefano Messina - Io ero molto curioso di sapere come andava visto che ho curato anche la regia. È un commedia molto originale e complessa dal punto di vista della macchina scenica e degli effetti. È una storia molto particolare e volevo vedere la reazione della gente».

Giallo o commedia?

«C'è un po' tutto. Sono dei racconti di Andrea Camilleri, in tutto trentatrè, e noi se abbiamo scelti otto per il teatro».

Come mai i racconti di Camilleri?

«Camilleri è un autore interessante e contemporaneo, e poi è stato il mio insegnante di recitazione in Accademia ed ho un affetto particolare per lui. Quando gli ho parlato di questo progetto ne è stato felice. Poi ci serviva un contenitore dove mettere questi racconti ed abbiamo pensato a sei passeggeri nel vagone del treno Palermo-Torino. Durante il viaggio si intrecciano strane storie. Uno spettacolo molto intrigante».

Le avventure vertono su un filo conduttore: il caso, la coincidenza.

«I progetti, i desideri a volte il caso li stravolge. È il diavolo che ci mette lo zampino e sconvolge un'esistenza. Questo nel bene e nel male. Raccontiamo aspirazioni e progetti degli umani ed alla fine è il caso che ci condiziona. L'unica cosa che possiamo fare è riderci sopra. La scrittura di Camilleri è sempre beffarda, ironica ed intelligente».

Quanto siamo noi stessi a spingere il destino verso l'una o l'altra dimensione?

«C'è chi dice che il caso non esiste ma io non sono d'accordo. Già il fatto di dove si nasce è abbastanza casuale. E se il caso esiste all'inizio probabilmente c'è anche dopo. Ci troviamo sempre davanti ad un bivio, una scelta, un incontro, anche per le storie d'amore. Sono incontri puramente casuali. Alla fine siamo tutti un po' fatalisti e il diavolo lo zampino ce lo mette sempre».

Al teatro Michelangelo sei un ospite fisso. Con che spirito ritorni a Modena?

«È un teatro molto familiare per me il Michelangelo, grazie anche al direttore Berto Gavioli che ci ospita sempre con grande fiducia. Spesso prende i nostri spettacoli senza averli visti e questo mi riempie di orgoglio Siamo riconoscenti al Michelangelo e a Modena che ci accoglie sempre con molto calore».

Nicola Calicchio