Modena 1950/ Ferragosto, Telesforo Fini porta i dipendenti dal Papa

La città ormai è uscita dall’emergenza post-bellica e il tasso di natalità cresce

Gli incidenti sul lavoro sono purtroppo ancora oggi molto frequenti, e lo erano ancora di più in quegli anni. Alle Fonderie Corni alla Sacca un operaio, “mentre stava sorvegliando una pompa centrifuga, si accorgeva che il funzionamento del motore era irregolare. Verificava il galleggiante poi toccava il filo che porta la corrente al motore. Probabilmente un tratto di questo era scoperto, e l’operaio veniva investito dalla corrente elettrica, e sempre attaccato al filo gettato nell’acqua.

Due altri operai che avevano assistito alla scena si precipitavano per portare soccorso al compagno di lavoro, ma per poco il loro gesto generoso non si trasformava in una sciagura di ancora più vaste proporzioni. Infatti i due coraggiosi compagni venivano essi pure investiti dalla corrente elettrica, e per quanti sforzi facessero non riuscivano a staccarsi dal corpo del compagno che si dibatteva nell’acqua. Finalmente il cavo elettrico si spezzava e i tre potevano liberarsi”.

Ma per il primo operaio non c’era più nulla da fare. Lascia la moglie e tre figli. Sono terminati gli esami di maturità. Al Liceo “Muratori” si sono presentati 88 giovani (65 interni e 23 privatisti): 32 sono stati dichiarati maturi, 9 sono stati respinti e 47 dovranno riparare nella sessione autunnale (quando toccò a me, io andai a ottobre in matematica e scienze). Nessuno dei 31 ammessi respinto invece al Liceo “San Carlo”: non c’erano privatisti.

Allo scientifico “Tassoni” i candidati sono 114 (79 interni e 35 esterni): solo 25 sono dichiarati maturi, 24 sono respinti e ben 65 sono rimandati ad ottobre. Quando c’era Fini! Il giorno di Ferragosto la ditta del Cav. Telesforo Fini (era nato il 21 ottobre 1888) ha offerto a tutti i dipendenti del ristorante, dei negozi e del salumificio una gita a Roma in aeroplano. Partiti da Bologna, perché per problemi tecnici l’aereo non ha potuto partire e atterrare a Modena, atterrati a Roma alle 7,30, sono stati ricevuti dal Papa a Castelgandolfo in udienza particolare. Al Papa è stato offerto in dono un bellissimo cestino contenente le specialità della nostra città: zampone, tortellini e lambrusco. Il servizio passeggeri sul nostro Aerautodromo inizia domenica 10 settembre (non durerà però a lungo).

Alle 7 del mattino atterra un D.C.3 delle “Avio Linee Italiane”. Salgono a bordo 23 persone, tra cui due ragazzi. L’aereo compie alcuni giri a bassa quota in segno di saluto, e poi si dirige a Ciampino. Ritorna il giorno dopo, per portare un altro carico di passeggeri a Milano. Nel campionato 1948-49 il Modena Football Club era retrocesso in Serie B, e lì resterà. Tornò in Serie A solo nel 1962, e lì giocavano Cinesinho e Albert Brülls, per poi retrocedere fino alla Serie C nel 1978. Nel 1950 il “Modena” era in grave crisi economica (come oggi, purtroppo!), e l’8 agosto i giocatori si presentano per l’inizio degli allenamenti, ma poi se ne vanno. Scioperano perché le promesse sulla liquidazione degli ingaggi non sono state mantenute. Un grave incidente si verifica alla Madonnina.

Una Fiat 1500, “mentre procedeva alla velocità presumibile di 120 chilometri all’ora, è stata investita in pieno da un autocarro di proprietà dei cantieri navali Marchegiani e Sciarra da San Benedetto del Tronto. L’auto stava sorpassando un’altra vettura e l’urto è stato inevitabile. I passeggeri sono gravissimi”. Il guidatore morirà poco dopo.

La signora rimasta ferita “è tale Ebe Flaisman di nazionalità ungherese, residente a Roma. La signora Flaisman era ospite del Grand Hotel Terme di Salsomaggiore del quale è cliente da parecchi anni. Questa mattina, dovendosi recare urgentemente a Bologna, aveva chiesto in prestito la 1500 a un altro cliente dell’albergo, e l’autista del garage dell’Hotel era stato incaricato di accompagnare la signora a Bologna”.

A Carpi a metà settembre arriva a tenere un discorso nel “Cinema Teatro Corso” il Ministro degli Interni Mario Scelba. “Davanti ad attenderlo erano le maggiori autorità della Provincia, il Prefetto, il Questore, il Maggiore dei CC, Modugno, gli onorevoli Bartole e Coppi, l’on. Dossetti vice Segretario Nazionale del Partito, gli esponenti della D.C. Provinciale, ecc. La folla, numerosissima ai lati della via, ha lungamente applaudito il Ministro al suo giungere” (Su questo passo della “Gazzetta” ho qualche dubbio: il Sindaco di Carpi dal 1946 al 1970 fu Bruno Losi, e alle prime elezioni comunali il P.C.I. ottenne 12.968 voti (62,4%), il P.S.I.U.P. 3.650 voti (17,6%) e la D.C. 3.725 voti (17,9%), e l’eccidio delle Fonderie Riunite non era un ricordo del lontano passato).



Sfogliando il giornale sono rimasto davvero colpito da una intera pagina, a metà settembre, pagata dalla Coca-Cola. Il titolo a grandi caratteri suona così: “Una propaganda sleale contro un’industria italiana”.

“È ora di parlar chiaro! Troppe voci false e tendenziose sono state messe in circolazione sul conto di un’industria nazionale: la Coca-Cola in Italia. Si tratta di una vera campagna denigratoria, alimentata da una concorrenza sleale, che non ha esitato a chiamare in aiuto anche la politica, fabbricando le menzogne più indegne. Sono state pubblicate e diffuse notizie diffamatorie perfino nei riguardi della qualità di questa bibita che esiste già da 64 anni ed è bevuta in tutto il mondo … La concorrenza sleale non ha esitato a diffondere la voce che in Italia la Coca-Cola è un’industria straniera, mentre di straniero c’è soltanto la formula con poche materie prime che non si possono trovare in Italia. La Coca-Cola è un’industria sorta per iniziativa italiana, con capitali e lavoro esclusivamente italiani. Italiani sono tutti i collaboratori delle fabbriche d'imbottigliamento, dai dirigenti agli operai, italiana la massa delle materie prime impiegate per la fabbricazione della bibita, italiane le Ditte che forniscono alla Coca-Cola tutti i prodotti ed i servizi di cui essa ha bisogno. Denigrare la Coca-Cola significa denigrare un’industria nazionale, che dà lavoro a decine di migliaia di italiani. Ma il pubblico non si lascia fuorviare e a questa sleale campagna risponde dimostrando sempre più di preferire la Coca-Cola, la bibita più diffusa del mondo”.



Come dimostrano alcune delle immagini qui pubblicate, indubbiamente la concorrenza della Coca-Cola era fortissima, con vistosa pubblicità su tutti i locali pubblici.

Quando a Modena in quegli anni fu inaugurato lo stabilimento di imbottigliamento in Via delle Suore alla Sacca, feci la fila non so quante volte, e non ricordo quante bottiglie ho bevuto: tante!

Si avvicina il “Miracolo economico”.

La guerra aveva comportato un elevatissimo costo in vite umane, calcolato attorno alle 450.000 persone. A tale cifra, già di per sé considerevole, va aggiunto l’alto numero dei feriti, dei mutilati e dei bambini rimasti orfani. La situazione era stata ulteriormente aggravata dagli spostamenti forzati di popolazione che si erano verificati tra il 1945 e il 1950, coinvolgendo molte migliaia di ex soldati – che rientravano in patria dai lager nazisti o dai campi di prigionia alleati – e decine di migliaia di civili – in fuga dai territori dei Balcani un tempo appartenenti all’Italia.



La fase dell’emergenza postbellica si era conclusa intorno al 1949, quando tutti gli indicatori economici si riportarono ai livelli d’anteguerra e in qualche caso addirittura li superarono. Nel 1950 venne registrato un primo significativo innalzamento dei valori demografici. La crescita demografica venne favorita da vari fattori, come la contrazione del tasso di mortalità – il rapporto tra le morti e la popolazione totale – sceso dal 14,28‰ del 1937 al 9,72‰ del 1950, e dagli elevati livelli mantenuti dal tasso di natalità.

Tutto ciò è dimostrato facilmente anche a Modena dallo sviluppo vertiginoso di automezzi, motocicli e biciclette, e le strade, sia pur migliorate e in larga parte asfaltate, non reggono. Gli incidenti sono all’ordine del giorno, e i cittadini si lamentano: più semafori, e multe più salate!



Ma anche Piazza Grande non sta bene!

Lunedì 28 agosto “il lato est della Piazza, quello attiguo alla Loggia che preferibilmente dovrebbe essere lasciato completamente libero, è invece occupato da posteggi per cicli e moto e, fra l’uno e l’altro, da due baracche fisse dove si vendono cocomeri; il lato sud è occupato da un posteggio permanente per automezzi; lì all’inizio di Via Albinelli sono stati notati ben 17 carretti a mano, in maggioranza con frutta, più un venditore di cocomeri. A ovest e a nord tre ambulanti con ampi ombrelloni e relativo circolo di folla”.

Ingrid Bergman e Roberto Rossellini pranzano da “Fini”, e poi vanno a Maranello a comperare una “Ferrari” (Rossellini ne possedeva già una!).


E i poveri invece raccolgono “cicche”. Un chilo di cicche vale più di un chilo di carne, ma bisogna raccoglierne migliaia.

Ma è da “Pastorino” in Via Montegrappa che arriva tutto il pattume. E qui accade una disgrazia terribile. L’altissima massa di immondizia frana e seppellisce un operaio. Nonostante l’intervento dei colleghi non c’è nulla da fare. L’operaio lascia la moglie e sei figli.


E a Modena viene arrestato il gerente di un deposito di medicinali in Via Falloppia. Trafficava in eroina.

Pio XII il 1° novembre 1950 proclama come dogma di fede l’Assunzione di Maria.

Ma la “Madonna pellegrina”, cioè la statua della Madonna di Fatima (in parte, oltre alla fede, uno strumento di riconquista di fedeli contro la minaccia comunista nel corso della guerra fredda), viaggiava già da lungo tempo in tutta Italia e non solo, e in maggio viene collocata nel Duomo.

Il 5 dicembre giunge a Modena in treno Alcide De Gasperi. “Non appena il treno presidenziale si è fermato in stazione e l’On. De Gasperi è sceso, il Sindaco si è avvicinato all’illustre ospite e gli ha porto il saluto della cittadinanza. Anche le altre autorità hanno salutato il Presidente del Consiglio il quale ha poi preso posto in una “1500” della Prefettura. Al suo fianco si è seduto Alfeo Corassori”. Il discorso fatto dal palco collocato in Piazza Roma davanti al Palazzo Ducale, troppo lungo da pubblicare qui (ma leggibile sulla “Gazzetta” di quel giorno) riflette pienamente la personalità dello statista democristiano.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

(29, continua)