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Modena/ 1953. S'accende la politica Mondo sotto shock per la morte di Stalin

Commemorazioni al Comunale e sedi del Pci listate a lutto Ressa all'Odeona per una riunione sulla legge elettorale

MODENA. Le calze di “najlon” non usano più, ma in un negozio in Via Torre, nell’intervallo del pranzo, usando una chiave falsa i ladri ne asportano per ben 200.000 lire. Gli incendi erano frequenti, in gran parte per disattenzione. Così accade in Via Sant’Eufemia, provocato da una stufa. Bruciano, anche qui all’ora di pranzo, moltissime paia di scarpe.

Oggi ci si lascia convincere facilmente ad acquistare un “Gratta e vinci” o, ancor peggio, a spendere alle “slot machines”. Nel 1952 in un int ...

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MODENA. Le calze di “najlon” non usano più, ma in un negozio in Via Torre, nell’intervallo del pranzo, usando una chiave falsa i ladri ne asportano per ben 200.000 lire. Gli incendi erano frequenti, in gran parte per disattenzione. Così accade in Via Sant’Eufemia, provocato da una stufa. Bruciano, anche qui all’ora di pranzo, moltissime paia di scarpe.

Oggi ci si lascia convincere facilmente ad acquistare un “Gratta e vinci” o, ancor peggio, a spendere alle “slot machines”. Nel 1952 in un intero anno i Modenesi hanno speso 156 milioni al Lotto, e 350 milioni alle ricevitorie del Totocalcio e del Totip. E sempre alla fine del 1952 si ritira a Roma il vescovo di Carpi, Federico Dalla Zuanna (morì nel marzo del 1956). Il nuovo vescovo fu Artemio Prati, che rimase in carica fino al 1983. Ha prestato giuramento di fronte al Presidente della Repubblica Einaudi, secondo la formula di rito, giurando fedeltà allo Stato nell’espletamento delle sue funzioni di vescovo.

Al cinema “Odeon” “gremitissimo in ogni ordine di posti (molte persone si sono trovate nell’impossibilità di entrare nel locale, a causa della ressa)” (così scrive la “Gazzetta”) si svolge una riunione per illustrare la legge elettorale. Parla per primo il professor Gian Paolo Feltri, segretario provinciale della D.C. (diventerà poi il Presidente della Cassa di Risparmio e sarà anche mio professore di greco e latino al Liceo “Muratori” qualche anno più tardi).


“Questo chiasso che si fa contro la nuova legge elettorale non è altro che una cortina per mascherare la prossima sconfitta … La legge elettorale porterà anche il vostro bene, comunisti e socialisti: per cinque anni ancora non sarete impiccati come invece è successo a Praga” (il riferimento è a Vladimir Clementis, Ministro degli Esteri cecoslovacco, giustiziato nel dicembre 1952). E l’onorevole Bartole aggiunge: “Come la legge sul Patto Atlantico ci ha difesi da Stalin, questa ci difenderà da Togliatti”.



Così era il clima politico.

Ma c’è anche un obiettore di coscienza, un ragazzo nato a Piumazzo, ma residente a Castelfranco. Viene processato due volte e condannato due volte a un anno di reclusione.

Noi abbiamo vissuto la tragica alluvione del Polesine, ma durante la notte tra il 31 gennaio e il 1º febbraio 1953 le provincie della Zelanda, dell'Olanda meridionale e del Brabante settentrionale furono investite dalla tempesta. Molte dighe cedettero e vaste aree, sia tra le isole che sulla terraferma, furono rapidamente allagate. A causa dell'inondazione 1.836 persone persero la vita nei Paesi Bassi, mentre 72.000 persone dovettero essere evacuate.

Ma ci sono anche notizie straordinariamente positive, che appassionano il mondo. Alle 11,30 del 29 maggio Edmund Hillary e Nergay Tenzing raggiunsero gli 8.884 metri della cima dell’Everest e qui, dopo aver piantato la bandiera britannica, si trattennero per 15 minuti.



Ma la neve, il freddo e il ghiaccio sulle strade colpiscono anche Modena. “Sulla Via Emilia stamani il traffico era semi-paralizzato. Molte auto e soprattutto grossi autocarri hanno dovuto fermarsi per non correre il rischio di finire nel fossato … Un’ambulanza della C.R.I. che percorreva a velocità elevata Viale Vittorio Veneto, trasportando un fanciullo moribondo, si è scontrata con una “Topolino” proveniente da Carpi. Gli occupanti dei due veicoli non hanno riportato ferite gravi, ma l’ambulanza è rimasta gravemente danneggiata. Il bambino è stato trasportato in braccio all’Ospedale”. Sulle montagne le corriere dell’“Impresa Macchia” sono giunte solo fino a Serra e a Pavullo con molta fatica, ma non hanno potuto proseguire per Sestola, Fanano e l’Abetone. Anche il grande Zeno Colò è rimasto bloccato dalla neve. Un buontempone avrebbe potuto esclamare: “Poteva scendere con gli sci!”.

Sandrone come al solito arriva dal “Bosco di Sotto” con la Pulonia e Sgorghiguelo e fa il suo “sproloquio” dal balcone del Palazzo Comunale, un discorso la cui origine risale alla seconda metà dell’Ottocento. Soltanto eventi o situazioni di particolare gravità hanno impedito a Sandrone di venire in città e pronunciare il suo discorso. Una prima pausa ci fu negli anni della Grande Guerra, una seconda, ancora più lunga, si ebbe invece durante il fascismo, che a partire dal 1929 costrinse la maschera a pronunciare il suo “sproloquio” soltanto l’ultima domenica di Carnevale dal balcone di Palazzo Solmi. Antonio Goldoni, l’interprete di Sandrone, fu invitato a presentarsi al palazzo del Littorio dove gli venne comunicato che alcune battute sui fascisti non erano piaciute. Cadde così il silenzio sul Carnevale modenese e Sandrone poté tornare a parlare soltanto dopo la Liberazione, nel 1946, quando per la prima volta tenne il suo “sproloquio” in Piazza Grande sulla “Preda Ringadora”. L’anno successivo salirà sul balcone del Municipio senza scenderne più.

Ma in quell’anno 1953, mentre parla davanti alla folla, alcune centinaia di manifestini contenenti frasi contrarie alla legge elettorale e al governo piovono sul pubblico. Erano stati lanciati dalla Ghirlandina, e il colpevole, un ragazzo di 18 anni, viene denunciato alla Magistratura per diffusione di manifesti non autorizzati.

“Deve la moglie abitare col marito?”. Oggi una risposta positiva sarebbe assolutamente incostituzionale. Eppure in febbraio il tribunale assolve con formula piena un imputato di lesioni ai danni della moglie. Pur essendo nato un figlio dal matrimonio, la moglie preferiva abitare con i propri genitori, e l’imputato si era difeso dicendo: “Ma io volevo solo che abitasse con me”. SEGUE A PAG. 22