San Felice. Calcio e politica Legami e aneddoti di una “partita” tutta italiana

“Prima Repubblica Football Club” , il racconto del giornalista sanfeliciano Lorenzo Longhi

Dalla rivoluzione di Togliatti, che proprio non si poteva fare senza sapere il risultato della Juve, alla partita della vita di Pomicino - napoletano, ma calcisticamente milanista - che si presentò davanti ai cancelli della Rai con amici e parenti per vedere Milan-Napoli a bassa frequenza nella stanza del direttore (e promettendo poi di fare lo stesso due settimane dopo per il derby, anche perché «lo fanno tutti»). In mezzo, una serie di aneddoti tra il curioso - come lo storico legame tra i dirigenti del Pci e la squadra della famiglia Agnelli - e il tragicomico, come l’interrogazione parlamentare del deputato missino Giulio Maceratini sul… rutto con il quale Paul Gascoigne risposte a un giornalista che aveva tentato di forzare il silenzio stampa della Lazio. Anche perché, come scrisse Antonio Gramsci - simpatizzante juventino anche lui, assicurano gli storici comunisti - calcio e politica sono sempre stati strettamente legati: «Una partita di football - scriveva nel 1918 - è un modello della società individualistica. Vi si esercita l’iniziativa, ma essa è definita dalla legge, le personalità vi si distinguono gerarchicamente, ma la distinzione avviene non per carriera, ma per capacità specifica, c’è il movimento, la gara, la lotta, ma esse sono regolate da una legge non scritta, che si chiama lealtà, e viene continuamente ricordata dalla presenza dell’arbitro».

Due mondi, quello della politica e quello del pallone, che Lorenzo Longhi, giornalista modenese e collaboratore di “Corriere dello Sport” e “Avvenire”, racconta in “Prima Repubblica Football Club” (edito da Ultra Sport), uno sguardo sulle porte scorrevoli che hanno diviso politica e sport tra il 1948 e il 1994. Se l’introduzione illustra le “formazioni iniziali” degli storici partiti italiani, nel primo tempo si parte con gli aneddoti «che legano partiti e parlamentari al calcio - scrive il giornalista di San Felice - storie che rappresentano chiaramente un clima di… inciucio fra i due mondi. Insomma: fasi di gioco decisamente intense, in equilibrio - e spesso in bilico, o meglio in fuorigioco - fra arco parlamentare, spalti e segrete stanze di partito».


Quindi, dopo una breve pausa, spazio al secondo tempo, «che mette in campo le fasi decisive dell’incontro: i gol. E i gol - scrive ancora Longhi - nella Prima Repubblica arrivano con le elezioni: sono state scelte così, arbitrariamente, sette particolari tornate elettorali capaci di dare un senso all’intera cronaca, segnalando prodezze e virtuosismi, fallacci e dubbie decisioni arbitrali». —

LUCA GARDINALE