Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Alla Galleria Decò opere di Giuseppe Graziosi e dipinti Mario Venturelli e Margherita Franchini

VIGNOLA Scultura e pittura di Giuseppe Graziosi (Savignano 1879 – Firenze 1942) e pittura di Mario Venturelli (Modena 1925 – 1999) e Margherita Franchini nella mostra, fino al 30 settembre, alla...

VIGNOLA

Scultura e pittura di Giuseppe Graziosi (Savignano 1879 – Firenze 1942) e pittura di Mario Venturelli (Modena 1925 – 1999) e Margherita Franchini nella mostra, fino al 30 settembre, alla Galleria Decò. Artista “totale” si conferma Graziosi (19 volte alla Biennale di Venezia) con le sue opere pittoriche, scultoree e grafiche meditate nella loro specificità e nel quadro di rapporti con la natura, come il campo dorato, pioppi, dolce acqua. Il paesaggio urbano, come “Impressioni romane ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

VIGNOLA

Scultura e pittura di Giuseppe Graziosi (Savignano 1879 – Firenze 1942) e pittura di Mario Venturelli (Modena 1925 – 1999) e Margherita Franchini nella mostra, fino al 30 settembre, alla Galleria Decò. Artista “totale” si conferma Graziosi (19 volte alla Biennale di Venezia) con le sue opere pittoriche, scultoree e grafiche meditate nella loro specificità e nel quadro di rapporti con la natura, come il campo dorato, pioppi, dolce acqua. Il paesaggio urbano, come “Impressioni romane”, reca memorie storiche di un’antica civiltà. Il maestro modenese, che ha insegnato in diverse Accademie, sa benissimo che l’arte deve nutrirsi pure della confluenza delle diverse tecniche. Così egli affronta con estrema bravura anche la scultura, trovando le sorgenti nella civiltà contadina, di cui si sente fortemente partecipe, come raffigurano la contadina con maialino, la mucca, gatto con piccolo. In mostra una matrona romana con pomo, quasi ad indicare che l’arte deve saper coniugare cultura alta e bassa. Di eccellenza del segno si sostanziano le sue incisioni.

Nella terra Venturelli scopre qualcosa di profondo e di basilare per la sua pittura che si sostanzia dei colori palpabili, densi, la cui fisicità sembra corrispondere a quella della natura che circondava la casa a Villa Freto di Tre Olmi. La materia si fa energia, tessuto di vita dell’artista che rende visibile forme e strutture della sua “terragna” vitalità, della sua esuberanza. Senza dimenticare che la sua arte si approfondisce nel solco tracciato dalla “Scuola romana” (Mafai e Scipione), da Van Gogh, Nolde, Kirchner, Ensor e Kokoschka. Il colore è brivido della sostanza interiore del bosco d’autunno, delle colline di Savignano, di composizioni di frutti dove ogni particolare riceve una vivace ingegnosità.

La pittura trova un respiro connettivo con la natura anche nei dipinti di Margherita Franchini, che di Venturelli è stata allieva all’Accademia di Bologna. Si assiste nelle sue opere ad un tripudio cromatico, quando l’artista di Vignola impiega sia l’olio che la tempera e l’acquarello. I campi di grano, lavanda, i fiori anche in vasi assumono una coralità d’immagine. I fondali marini consentono un incontro straordinario con elementi di flora e di fauna di disincanta visione. La pittrice pare mirare ad una bellezza intensa delle cose, con il colore che esplode per ricordare il pulsare della vita. La figurazione di espressione compiuta è capace, facendo affiorare un clima di serenità, di abbracciare il senso della realtà definita nella nozione di intimità, di dolci sentimenti. —