1954. Modena, la grande nevicata copre tutta la città e causa crolli e caos 

Appello per ricostruire il Carro di Tespi, teatro itinerante da rifare il tetto del palasport e la copertura dell’ippodromo

MODENA Appello per ricostruire il Carro di Tespi, teatro itinerante da rifare il tetto del palasport e la copertura dell’ippodromo

I conducenti delle auto e dei camion sono scesi dai veicoli e hanno aiutato i ferrovieri a sganciare il convoglio e a spingere in avanti la motrice, e alla fine hanno potuto transitare. Tre vetture filoviarie hanno subito incidenti, se pur leggeri. Un treno proveniente da Bologna ha avuto un ritardo di ben 422 minuti. Le Scuole elementari restano chiuse fino a che non saranno sgombrati dalla neve i tetti.


Il ghiaccio resta sulle strade per molto tempo, e in Via Saragozza verso mezzogiorno i passanti sentono un gran rumore di vetri infranti. Un autocarro parcheggiato era pian piano scivolato dall’altra parte della strada, e aveva infranto la vetrina di un negozio di tessuti.



Il 3 gennaio Fulvia Colombo annuncia: “La RAI Radiotelevisione Italiana inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive”. L'evento è seguito da 15.000 apparecchi in tutto il territorio nazionale, distribuiti tra abitazioni e bar. Sono le 11 di mattina quando quel piccolo aggeggio dalla forma squadrata (il cui costo è cinque volte superiore al salario medio di un operaio) inizia a trasmettere immagini in bianco e nero. La musica è il finale del “Guglielmo Tell” di Gioacchino Rossini. Quando la musica sfuma arriva la voce del primo volto femminile della storia della TV italiana, che elenca i programmi della giornata.



Si tratta di un palinsesto scarso che apre con la telecronaca dell'inaugurazione delle sedi RAI di Milano, Roma e Torino, cui segue la rubrica “Arrivi e partenze” condotta dal giovane italoamericano Mike Bongiorno. Pomeriggio all'insegna dello sport, con trotto e calcio, e del cinema con la pellicola “Le miserie del signor Travet” (nel cast figurano Gino Cervi e Alberto Sordi) di Mario Soldati. Alle 20,45 va in onda il primo telegiornale, dopo quello sperimentale trasmesso il 10 settembre del 1952. Si chiude con il teatro: viene trasmessa in diretta “L'osteria della posta” di Carlo Goldoni, portata in scena da Isa Barzizza e Leonardo Cortese. Il sipario cala alle 23 e sullo schermo domina il primo monoscopio RAI.

La ripresa economica del nostro Comune nel dopoguerra si manifesta anche attraverso l’edilizia (è pur vero che le case di quel periodo non sono talvolta il massimo dell’eleganza!).

Case rase al suolo, edifici pubblici devastati, strade distrutte, acquedotti e fognature da rifare. Così si presentava Modena nell'immediato dopoguerra. La zona più colpita dai bombardamenti era stata quella adiacente alla stazione ferroviaria, che comprendeva anche il complesso dell'ex Cittadella, stadio e macello a ovest, stabilimenti industriali a nord, abitazioni a sud-est, ma anche il centro storico aveva sofferto. Comincia la ripresa edilizia, con la nascita dei quartieri dell'INA Casa; il primo nucleo del Villaggio artigiano sorge nel 1953 su un'area di 15 ettari, nel quartiere Madonnina. Il primo Piano di Ricostruzione, redatto da Alberto Mario Pucci, assessore ai Lavori Pubblici, guida anche la ricostruzione delle aree di edilizia popolare tra via Ciro Menotti e via Bonacini. Si dovrà però attendere il 1958 per arrivare all'elaborazione di un piano organico per la città.

Ma i dati sono significativi. Nel 1938 a Modena esistevano 7.761 fabbricati ad uso civile, con 24.759 appartamenti. Alla fine del 1953 i fabbricati salgono a 8.462, con 28.520 appartamenti (nel solo anno 1952 i fabbricati costruiti erano stati 99 con 527 appartamenti).

Ma non è solo l’edilizia a testimoniare lo sviluppo dell’economia.

In Provincia circolano ormai quasi 13.000 automezzi, e le vetture sono 6.303. Ma si viaggia prevalentemente su due ruote: le motociclette sono 2.955, ma sono gli scooter a farla da padroni (ben 14.343), come pure i piccoli ciclomotori (15.362).

Dopo la sconfitta alle elezioni del 1953, il 17 agosto si era dimesso Alcide De Gasperi, e lo aveva sostituito fino al 19 gennaio del 1954 Giuseppe Pella. Per un brevissimo periodo (fino al 10 febbraio) diventa Presidente Amintore Fanfani, poi sostituito da Mario Scelba fino al 6 luglio 1955. Diventa Ministro dell’Agricoltura e delle foreste (1954-1955) il modenese Giuseppe Medici (1907-2000), che ricoprirà anche la carica di Ministro del Tesoro (1956-1958), Ministro del Bilancio (1958-1959), della Pubblica istruzione (1959-1960), Ministro per la riforma della Pubblica amministrazione (1962-1963), degli Affari esteri nel 1968 e nel 1972-1973. Un personaggio importante nella storia d’Italia, che dopo aver rinunciato nel 1977 a ricandidarsi al Senato divenne Presidente della “Montedison”. Ma torniamo alla città e ai suoi dintorni.

La vita dei taxisti, specie di notte, non è delle più semplici. Tre persone salgono su un taxi in tarda serata davanti alla Stazione, e chiedono di essere trasportate a San Damaso. Lì giunti, chiedono di proseguire lungo Via Scartazza, poi puntano una pistola e rubano il taxi per compiere un furto. Non vi racconto il resto. Ma sappiate che la sedicenne Anna Roncaglia, che abitava in Via Scartazza 105, mette in fuga i ladri sparando due colpi di fucile dalla finestra della propria camera. E la “Gazzetta” pubblica la foto della fanciulla che imbraccia il fucile! Il 5 febbraio muore Alberto Braglia. Era nato il 23 aprile 1883. Aveva vinto tre Medaglie d’oro nella ginnastica a Londra nel 1908 e a Stoccolma nel 1912. Negli ultimi anni della sua vita venne colpito da arteriosclerosi e ricoverato indigente in un ospizio. La città lo aveva dimenticato, ma i funerali furono imponenti, e nel febbraio 1957 diede il suo nome allo Stadio.

Gli insegnanti sono in agitazione, e si parla di sciopero nazionale. Gli stipendi sono da fame (un professore di Scuola media guadagna soltanto 35.000 lire al mese!), i concorsi non si fanno, e coloro che non sono di ruolo (la maggior parte) vengono licenziati il 30 giugno senza alcuna indennità e riassunti, se tutto va bene, il 15 ottobre, per andare in chissà quale scuola, senza scatti di anzianità. Come campano in quei tre mesi? Ben diverso è il mondo del cinema. In marzo passa per Modena il “Rallye (si chiamava proprio così!) del cinema Roma-Milano-San Remo”. Si comincia ben prima a parlare di chi saranno i concorrenti di questa manifestazione turistica di velocità e di regolarità. Si dice che Walter Chiari ha scelto come sua seconda guida Francesca Bertini, che Miriam Bru avrà come compagno Amedeo Nazzari, che Paolo Marzotto viaggerà con Yvonne Sanson, e che addirittura Ava Gardner avrà come copilota Josef Mankienvicz (scritto proprio così!). Sandrone fa il suo solito “sproloquio” dal balcone del Palazzo Comunale, e dopo aver sottolineato che il suo viaggio dal “Bosco di Sotto” è stato reso complicato dalle troppe buche, ha accennato alla demolizione dei “Tre Re”, perché i re non sono più di moda ...

Chiudiamo questa puntata con una notizia straordinaria e commovente. Nel luglio del 1945 era giunto a Modena lacero e affamato, e con la mente in disordine, un sordomuto. Fermato da agenti della Polizia partigiana modenese, incapace di indicare le sue generalità e il luogo di residenza, era stato ospitato come “sconosciuto” nella Casa Provinciale di Riposo, e lì era rimasto per nove lunghi anni. Il direttore prof. Ernesto Paglione non si era mai dato per vinto, e aveva fatto pubblicare su vari quotidiani la fotografia del suo ospite. Colui che gli inservienti della Casa di Riposo chiamavano “Martino” si chiamava invece Giuseppe Ricci, originario di Latina. La foto viene riconosciuta dai parenti, che lo riportano a casa.

ROLANDO BUSSI

bussirolando@gmail.com