Modena. 1956/ Palazzo di Giustizia venduto alla Cassa E in città è polemica

 S’infiamma il dibattito e il Presidente della Banca rassicura Incertezza sul futuro di piazza Grande e sul suo parcheggio

MODENA. Comincia il dibattito su Piazza Grande, perché il Palazzo di Giustizia è stato venduto dal Comune alla Cassa di Risparmio, che lì erigerà la sua nuova sede. Le discussioni sul nuovo edificio saranno molto “vivaci”, e l’onorevole Alessandro Coppi, allora Presidente della Cassa, così si esprime a un giornalista della “Gazzetta”: “Penso che la cittadinanza possa nutrire la certezza che la Cassa di Risparmio intende compiere opera che abbia a resistere “al tempo”.

Voglio dire che porrà il massimo impegno per darsi una nuova sede che sia “in armonia con gli altri edifici monumentali prospicienti la Piazza”. Quando si pensi che tali edifici monumentali si chiamano Duomo e Palazzo del Comune è dato farsi un’idea della difficoltà dell’impresa. Speriamo di riuscirci per noi e anche … per i posteri”. E si apre giustamente il dibattito sul parcheggio di auto in Piazza: più di 200 automobili ricoprivano l’acciottolato, e qualcuno aveva addirittura proposto di collocarvi un distributore di benzina! Al ponte di Sant’Ambrogio, di notte, si ruba un’auto a persone generose.

Una “Belvedere” con due bolognesi a bordo giunge nei pressi del ponte e vede una “Topolino” ferma con il cofano alzato e tre persone che si danno da fare con il motore. Si fermano e chiedono se occorre aiuto. I tre sfoderano la pistola e rubano la “Belvedere”. A Mirandola vengono fermate, denunciate e inviate con il “foglio di via” a Roma, loro luogo di residenza, due donne che truffavano le persone di buon cuore. / SEGUE A PAG. 22
Dicevano di essere parte dell’Azienda consorzio lavoratori ex-tubercolotici, portavano un distintivo con una doppia croce sormontata da una colomba e da un ramoscello d’ulivo. Vendevano saponette a 150 lire (costavano circa 20 lire) a scopo di beneficenza, così dicevano, e molti avevano abboccato.



Il Portico del Collegio è per i Modenesi un “salotto all’aperto”. Il Consiglio d’Amministrazione del Collegio decide finalmente di togliere i tabelloni pubblicitari in lamiera che deturpavano le 32 colonne del porticato, e stabilisce anche che le inquadrature marmoree dei 30 negozi (allora questo era il loro numero) vengano ripulite. A molti Modenesi però non va giù la totale trasformazione subita dallo storico “Caffè Nazionale”. Lì c’era la Saletta degli Amici dell’arte.

E ci si lamenta perché il monumento alla Libertà in Piazza San Domenico, che Silvestro Barberini (1854-1916) aveva realizzato a spese di Gaetano Moreali nel 1889 (“Ai generosi del già ducato di Modena che nel 1821 e 1831 sfidando patibolo carceri esilio promossero la nazionale riscossa il Municipio modenese inaugurò nel giugno 1889 questo monumento sorto a proposta ed a spese di Gaetano Moreali”), e che era stato distrutto durante il fascismo, resta uno scheletro di marmo. Bisognerà attendere il 1972 per vedere la scultura di Marino Quartieri (“Questo monumento dedicato alla libertà distrutto dai fascisti negli anni delle tenebre e dell'antirisorgimento fu restituito alla città per voto unanime dei Consigli comunale e provinciale su proposta del comitato modenese per le celebrazioni del XXV anniversario della liberazione. Modena 2 giugno 1972”).

Arrivano a Modena all’Aerautodromo i piloti del Rallye del Cinema, e pranzano da Fini. C’erano Rossana Podestà, Alberto Rabagliati, Isa Barzizza, Rossano Brazzi … Ma le “star” sono naturalmente Mike Bongiorno e Sophia Loren.

E sempre all’Aerautodromo pochi giorni dopo si sfiora la tragedia. Un reattore militare “T 33” sorvola la nostra città; qualcosa non funziona e il pilota tenta un atterraggio di fortuna nella pista centrale. L’apparecchio tocca terra ad alta velocità, le ruote del carrello esplodono, e l’aereo si ferma a pochi metri dal muro di cinta. Scendono salvi i due piloti americani. Ma purtroppo non accade sempre così. Pochi giorni dopo uno dei quattro reattori militare “F 84” della nostra Aeronautica che sorvolano la città precipita tra Cittanova e Marzaglia. Muore il pilota: era di Brindisi, e aveva 24 anni. Si incendia un fienile e due case vengono danneggiate. Intervengono, oltre ai Vigili del Fuoco, anche i due piloti americani che si erano appena salvati.

Forse la causa è stata il maltempo. Piove infatti ormai da due o tre giorni, mezza Modena è allagata e non si contano le frane in montagna. In Cittadella alcune carovane del “luna park” sono state trasformate in vere zattere galleggianti. Un giornalista della “Gazzetta” va al luna park deserto per la pioggia per intervistare Tamara, una ragazza di 19 anni che sul suo piccolo palcoscenico si lascia stringere il corpo e si lascia baciare dai suoi serpenti. Lei mostra i suoi “gioielli”, e all’improvviso un boa lungo tre metri le si avventa contro e la morsica sotto una ascella. Fortunatamente esce solo un leggero fiotto di sangue!

Si avvicinano le elezioni amministrative, che si terranno alla fine di maggio, il 27-28. I partiti che concorreranno sono sei: P.C.I., P.L.I., M.S.I unito al P.N.M., il P.S.D.I., la D.C. e il P.S.I. E la Giunta Municipale assegna ai partiti 62 spazi per ciascuno, di metri quadrati 2x1, per le affissioni. E assegna però altri 62 spazi a Enti che non partecipano direttamente alle elezioni, ma la cui propaganda è lecita in base alla nuova legge elettorale: Lega degli Amministratori Socialisti; Partito Repubblicano Italiano e Famiglia Artigiani Modenesi; Comitato Civico e A.C.L.I.; Amici della Libertà; Associazione Agricoltori, Pace e Libertà, Centro di difesa libertà economiche; C.G.I.L.; Associazione Provinciale Coltivatori Diretti; Partigiani della Pace; C.I.S.L.; U.I.L.; A.L.P.I. e Coltivatori diretti; C.I.S.N.A.L. e F.U.A.N.; A.N.P.I.; Associazione Artigiani e Piccoli Operatori; U.D.I. e Lega Comuni Democratici; Federazione Cooperative.

Oggi le disposizioni sono molto diverse.

La “Gazzetta”, come ormai i lettori di queste pagine sanno, non era certo “di sinistra”. Basta leggere questa presa in giro sulla manifestazione per le strade di Modena della festa del 1° Maggio: “Lasciamo perdere le ragazze motocicliste e le altre parate da circo equestre dove la ingenuità degli organizzatori e della troupe possono suscitare tutt’al più un bonario sorriso. Ciò che invece suscita l’aperta ilarità sono le mascherate allegoriche. Un negro brandisce la bandiera americana, mentre dall’altra un cinese regge quella della Cina di Mao. Falso il negro naturalmente e falso anche il cinese.

Al negro “americano” dopo un po’ colava la fuliggine dal volto, così come ricordiamo d’aver visto nei film di Ridolini. E naturalmente ci sarebbe stato da ridere se un pensiero troppo malinconico non avesse distrutto tutto l’effetto spassoso della carnevalata. Un falso negro tiene il vessillo americano, un falso cinese quello della Cina comunista. Ma quanti sono nel P.C.I. i falsi italiani che pretendono di sventolare la bandiera d’Italia? Ad essi non cola la fuliggine dal viso né il verdognolo dalle guance, perché le loro facce sono di un bronzo autentico che non si scolorisce per il caldo o la pioggia.

Certo, sono molti, ma non più tanti come quelli di un tempo. Bastava dare un’occhiata a Piazza Matteotti per notare come i vuoti prevalessero sui pieni”. Ma chiudiamo con un episodio e un avvenimento diversi l’uno dall’altro. A Castenuovo Rangone la polizia fa irruzione, pistole alla mano, verso mezzanotte, nel retro del ristorante della stazione. Si giocava a poker clandestinamente. E al Teatro Comunale la compagnia di Paolo Stoppa e Rina Morelli recita con grande successo “Morte di un commesso viaggiatore”, di Arthur Miller (che sposò Marilyn Monroe il 29 giugno di quell’anno). Fra gli attori recitano due giovani, Marcello Mastroianni e Franco Interlenghi.

Una ragazza entra, si dirige verso lo sposo, lo prende per il bavero e lo schiaffeggia. I promessi sposi convolano ugualmente a nozze!
Siamo ancora d’estate, e a Porto Garibaldi a 300 metri dalla spiaggia un moscone si rovescia facendo cadere in acqua una ragazza modenese e il giovanotto che l’aveva noleggiato. Accorre in aiuto un bagnante, che però si trova anch’esso in difficoltà. Arriva il bagnino che salva la ragazza che, priva di sensi, stava per annegare. I mancati soccorritori le avevano però fatto cadere il “due pezzi”, e il bagnino si toglie la camicia per trasportarla a riva lontano dagli sguardi indiscreti dei curiosi.

È stata fortunata. Moltissimi erano gli inesperti di nuoto, o gli incauti che facevano il bagno nei canali o nelle cave della nostra provincia. In due mesi lì annegano dieci persone.
Una corriera della ditta Macchia in servizio sulla linea Modena-Abetone, partita da Modena alle ore 7,40, era giunta a Serramazzoni in perfetto orario con i suoi 54 passeggeri. Dopo pochi minuti di sosta ripartiva verso Pavullo. Dopo appena 200 metri precipitava da una scarpata sulla destra, ribaltandosi più volte e fermandosi 400 metri più sotto con le ruote in alto. Muoiono cinque persone e quasi tutti gli occupanti restano feriti, anche gravemente. Probabilmente si era rotto lo sterzo.


A Finale Emilia più di 40 persone vengono ricoverate in ospedale per intossicazione, e un bimbo di due anni muore. Il giorno dopo gli intossicati salgono a 100. Si sospetta che la causa sia da ricercare nell’acqua dell’acquedotto, ma gli esami non danno esiti. Fortunatamente in pochi giorni tutti gli ammalati si riprendono.
Si svolgono gli esami di Stato, e i risultati sono bruttissimi. Al Liceo “Muratori” i promossi sono soltanto 31, i rimandati ben 39, e 10 i respinti. Al Liceo “Tassoni” su 68 candidati ben 40 sono rimandati, e 6 respinti.
E il 30 agosto muore Alessandro Coppi, un personaggio di grande rilievo per la storia cittadina di tutti questi anni. Cattolico, era stato rappresentante della D.C. e Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale, deputato in Parlamento. Lascia otto figli. —

ROLANDO BUSSI