Modena. Quando villa San Donnino diventò uno dei set di Novecento di Bertolucci

Bernardo Bertolucci con la sua regia ha immortalato per sempre anche luoghi modenesi, in particolare villa San Donnino che appare in numerose scene del suo capolavoro “Novecento”. 

MODENA. Bernardo Bertolucci con la sua regia ha immortalato per sempre anche luoghi modenesi, in particolare villa San Donnino che appare in numerose scene del suo capolavoro “Novecento”. Oggi l’edificio liberty a due passi da Modena sud, ancora mantenuto come alle origini dai proprietari, è al centro di uno scontro legato alla futura bretella che congiungerà tangenziale di Modena e casello autostradale. Ma la sua importanza è soprattutto storica, alimentata anche dagli spezzoni degli interni che appaiono nel film. Si vedono qui i famosi interpreti, due giovanissimi Robert De Niro Gérard Depardieu e una bellissima Dominique Sanda (Ada Fiastri Paulhan) nell’atrio di villa San Donnino che oggi è detta villa Lonardi dai proprietari della nota acetaia.

Nel film di Bertolucci la villa era l’abitazione dello zio Ottavio interpretato da Werner Bruhns e in particolare le riprese si soffermano sul maestoso ingresso e sull’ampia scalinata a giorno che i proprietari mantengono ancora come un tempo.

Quando si girarono le scene del film, nel 1976 (musiche di Ennio Morricone e fotografia di Vittorio Storaro) con De Niro e Depardieu, la casa, con tanti cittadini impegnati come comparse, venne messa a soqquadro per una decina di giorni.

Dopodiché il set si spostò in altri luoghi amati dal regista, non lontani dalla nostra città, come la natia Parma, Reggio, il santuario delle Grazie di Curtatone nel Mantovano, Suzzara, Poggio Rusco, fino al noto Palazzo Canossa di Mantova. Villa San Donnino, vincolata come bene architettonico e artistico, è uno dei massimi esempi liberty in Italia, costruito tra il 1910 e il 1911 su progetto di Aroldo Bonzagni, tra i primi firmatari del manifesto futurista. Committente fu Claudio San Donnino, brillante rampollo di una famiglia di origine ebraica, tra i fondatori nel 1912 del Modena Football Club. 

Profondo il cordoglio per la morte di Bertolucci. In una nota il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore alla Cultura Massimo Mezzetti scrivono, “È un lutto gravissimo per la cultura mondiale, anche per quell’Emilia Romagna che Bertolucci ha saputo dipingere così magistralmente cogliendone l’essenza”. —

Stefano Luppi