Modena. Premio Tassoni all’impegno con Dalla Chiesa e Ballerini

I riconoscimenti al sociologo e al poeta Un omaggio alla memoria per Sanguineti

MODENA. L’impegno civile, etico, politico e la parola poetica funzionale alla comprensione della realtà. . Questa la ragione d’essere che informa il prestigioso premio letterario Alessandro Tassoni giunto sabato alla 13esima edizione. La cerimonia di premiazione si è svolta al teatro San Carlo con la brillante conduzione dell’attore Andrea Ferrari. E non a caso il premio nella sezione narrativa è stato assegnato a Nando Dalla Chiesa, docente ordinario di Sociologia della criminalità alla facoltà di Scienze politiche all’Università di Milano, presidente onorario di Libera, da sempre impegnato sul fronte della lotta alla mafia e ad ogni forma di illegalità, autore del saggio “Per fortuna faccio il prof” edito da Bompiani. Un testo che è un’apologia del sapere scientifico declinato come cultura civile, dove è fortemente rivalutato il rapporto docente-studente lungi dall’essere l’abituale denuncia dei mali dell’università italiana, consapevole che i giovani hanno bisogno di maestri.

“Il tenace senso del dovere - ha affermato Dalla Chiesa sul palco - l’ho ereditato da mio padre Carlo Alberto Dalla Chiesa, vittima della mafia, così come mia madre mi ha trasmesso l’attitudine a sorridere sempre. Il primo vero finanziamento di cui l’istruzione ha bisogno è una grande iniezione d’amore verso il mondo che ci circonda”. Un momento davvero toccante della intensa cerimonia che da 13 anni è un appuntamento fisso per la vita culturale della città.


A otto anni dalla morte di Edoardo Sanguineti, la giuria ha inteso onorarne la memoria conferendogli il riconoscimento “Ad honorem” riconoscendone l’alto magistero etico e civile che ha ideato, assieme a Nadia Cavalera, la rivista “Bollettario” che assieme all’associazione culturale “Le avanguardie” promuove il premio.

Infine il premio “ Honoris causa” è stato conferito a Luigi Ballerini, poeta, traduttore di Melville e Henry James, che ha ribadito la necessità della parola poetica come strumento di riflessione critica sul reale ormai reso incomprensibile dal chiacchiericcio mediatico.

Ultimo riconoscimento se lo è aggiudicato lo studente dell’Itis Fermi Martino Genzerli per la poesia “Fascismo” sui cui versi si è chiusa la cerimonia di premiazione. —

Giulia Manzini



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