Modena. 1957/ Influenza asiatica: cresce la paura d’essere contagiati 

I genitori chiedono di tenere chiuse le scuole per sicurezza Si teme un’ecatombe come quella causata dalla “spagno

Amo dire, pur con qualche riserva, che a Modena non siamo mai stati così bene dal dopoguerra. Sta per arrivare il “boom economico”, e ne è la riprova la “scoperta” del turismo oltre frontiera.
Da gennaio sono stati rinnovati o rilasciati ben 6.183 passaporti, 1.170 lasciapassare turistici per la Francia, 45 passaporti collettivi per comitive composte da 3.560 persone. È pur vero che sono stati anche rilasciati 800 fogli di identificazione per lavoratori diretti in Francia. Muore un pittore molto stimato a Modena e non solo. Si chiamava Ubaldo Magnavacca (era nato nel 1885), e realizzava acqueforti bellissime. Nel 2002 il Museo civico d'arte gli ha dedicato una bella mostra.
 
E, per ridere, segnaliamo invece un errore all’Anagrafe di Mirandola. Un ragazzo diciassettenne ha bisogno di un documento, ma gli viene rifiutato. Risulta infatti “nato morto” il 6 maggio 1940!
 
E a Modena e in tutta Italia comincia un incubo: è arrivata l’“asiatica”. L'influenza asiatica viene considerata come un focolaio di categoria 2 di influenza aviaria che si sparse dalla Cina all'inizio del 1956 e durò fino al 1958. Non fu terribile come la “spagnola” che fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone nel mondo, ma le stime mondiali di decessi variano tra 1 milione e 4 milioni. I genitori sono preoccupati; si sta avvicinando l’inizio dell’anno scolastico e chiedono che le scuole restino chiuse.
 
Si riunisce il Consiglio Comunale, e si commemorano italiani importanti da poco deceduti. 

Tra questi, il poeta Umberto Saba (era nato nel 1883), il filosofo Antonio Banfi (era nato nel 1886), lo scrittore Curzio Malaparte (in realtà si chiamava Kurt Erich Suckert ed era nato nel 1898), il politico Gaetano Salvemini (era nato nel 1873). Non erano certo tutti di sinistra, ma la cultura doveva loro molto.

Il giornalista Candido Bonvicini apre sulla “Gazzetta” una rubrica di interviste agli intellettuali modenesi. Il primo a rispondere alle domande è Renato Bertacchini (1921-2011), che ho conosciuto bene. Era un uomo molto colto e simpatico, che ha curato varie voci per il “Dizionario biografico degli Italiani” della Treccani.



Poi intervista Antonio Delfini (1907-1963). Era nato a Modena in una ricca famiglia di proprietari terrieri e manterrà un legame profondo con la città natale, di cui racconta mirabilmente ambienti e personaggi. La sua formazione, da autodidatta, è legata ad amicizie giovanili come quelle con Ugo Guandalini (futuro editore Guanda) e Mario Pannunzio (futuro direttore del settimanale “Il Mondo”). Del 1938 è la prima edizione del suo libro più noto, “Il ricordo della Basca”. Ripubblicato nel 1963 col titolo “I racconti”, vince il “Premio Viareggio”. Nel novembre 1992 gli viene intitolata la nuova Biblioteca civica di Modena.

Un enorme boato lacera l’aria e una enorme nube di polvere si alza di fianco a quella che allora si chiamava Casa di Cura Marchetti, vicino a Via Vaccari. Un garage in costruzione era crollato e quindici operai che stavano consumando il pranzo di mezzogiorno restano prigionieri delle macerie. Il progetto, dell’ing. Vinicio Vecchi, prevedeva il garage più grande della città, per 250 auto. Muoiono cinque operai, e occorrono quasi due giorni per estrarre i corpi dalla colata di cemento.

In Via Podgora un signore viene rinvenuto ferito alla testa. Si sospetta un’aggressione, ma era invece solo caduto.



Viene assolto in Pretura uno studente che aveva definito “gaffa” un Vigile urbano, che aveva contestato a dei giovani di turbare la quiete pubblica. L’avvocato difensore in apertura d’udienza consegna al Pretore una lettera della Deputazione di Storia patria nella quale si dice che la parola “gaffa” non è da ritenersi offensiva perché significa gancio, uncino, presa; verrebbe dal francese “gaffe” e “gaffer”. Il giovane viene però condannato a 7.000 lire di ammenda per schiamazzi notturni.

Alle 19,28 (22,28 ora di Mosca) del 4 ottobre 1957, dal cosmodromo di Baikonur, nell'odierno Kazakistan, fu lanciato lo Sputnik 1, il primo satellite della storia. L'evento decretò l'inatteso sorpasso dell'Unione Sovietica sugli Stati Uniti nella convulsa corsa allo spazio, che vedrà contrapposte le due superpotenze fino alla fine degli anni Sessanta. Traducibile in italiano con l'espressione “compagno di viaggio”, lo Sputnik era costruito in alluminio e aveva più o meno le dimensioni di un pallone dal diametro di 58 cm e dal peso di 83 kg. La strumentazione di cui era dotato trasmise per 21 giorni alcuni segnali radio, che consentivano di seguirne gli spostamenti nel corso dell'orbita effettuata attorno alla Terra.

La delusione negli USA fu forte, e solo nel gennaio dell'anno successivo gli Americani riuscirono a lanciare il loro primo satellite: l'Explorer 1. Nell'ambito del programma Sputnik vennero effettuati 10 lanci dal 1957 al 1961, tutti senza esseri umani a bordo (il 3 novembre fu imbarcata a bordo la cagnolina Laika, destinata a morte sicura).

E a Modena e a Carpi la “Dea bendata” assegna a due vincitori al Totocalcio 42.000.000 di lire ciascuno.

E alla “Standa” sotto il Portico del Collegio si allargano gli spazi, con una scala mobile per salire al piano di sopra, e cestelli in acciaio in cui collocare la spesa per i generi alimentari, forniti da personale in guanti bianchi e confezionati in involucri igienicamente sterilizzati!

Arriva a Modena il Ministro del Tesoro, il modenese Giuseppe Medici, per la posa della prima pietra del costruendo villaggio INA-CASA sul Canaletto.

A Roma muore Beniamino Gigli. Era nato nel 1890 e sarà sepolto a Roma al cimitero del Verano. La Corale “Rossini” lo celebra in Duomo.

A Carpi invece muore nella Casa Madre della Divina Provvidenza “Mamma Nina”. Marianna Saltini era la sorella di don Zeno, il fondatore di Nomadelfia.

L’8 dicembre il Rapido 527 Milano-Roma, composto da due vetture formate da tre elementi snodabili ciascuna, parte dalla Stazione Centrale di Milano e investe a Codogno a 130 km all’ora un autotreno il cui autista non ha probabilmente visto l’abbassarsi delle sbarre per la fittissima nebbia. Morirono 15 persone, tra cui gli autisti del camion, e i feriti furono più di trenta.
Due operai muoiono invece in Secchia cadendo da un barchino, perché la corrente lo fa rovesciare, mentre cercano di liberare una scavatrice dai detriti del fiume. Il terzo operaio si salva. Scavavano ghiaia per l’Autostrada a Cavo Rami poco oltre la “Casa Bruciata”.
A Concordia cercano di razziare da una stalla due pregiati bovini olandesi, ma il cane del proprietario mette in fuga i ladri prima che riescano a metterli su un camioncino “Leoncino”. Ma quando il contadino arriva trova le mucche morte.
P. S.
Non è trascorso molto tempo da quando a Predappio il 28 ottobre si è svolta una manifestazione di fascisti in occasione della ricorrenza della Marcia su Roma che portò al potere Benito Mussolini. Ricorderò soltanto che il 30 agosto del 1957, durante il governo Zoli, che in parlamento necessitava dell'appoggio esterno dei deputati missini, la salma di Mussolini, segretamente conservata nel convento dei Cappuccini di Cerro Maggiore, viene riconsegnata alla vedova e seppellita il 1º settembre 1957 nel Cimitero Monumentale di San Cassiano. Nel cimitero si trova anche la tomba di Adone Zoli.
Rolando Bussi
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