Modena 1959/ Tina Zuccoli diventa “La maestra polare” e inizia i suoi viaggi

Decine di volte nell’Artico, navigando anche sulle baleniere Progettava tutto con i suoi alunni di Serramazzoni

MODENA. Un lungo articolo dal titolo “Una maestra porterà al Polo una corona per i Caduti dell’Italia”. Era Tina Zuccoli (1928-2006).

La chiamarono "la maestra polare". Visitò decine di volte l'Artico. Ma avrebbe voluto andare sulla Luna. Viaggiatrice per vocazione impetuosa, nata a Imola, vissuta in giro per l'Emilia e in giro per il mondo, abitante a Modena, era davvero una maestra elementare, all’epoca a Serramazzoni.

Le sue spedizioni di viaggiatrice, scrittrice e fotografa le preparava nelle sue classi, galvanizzando i bambini. Riuscì a consegnare agli astronauti dell'Apollo 11 oggetti e immagini da portare in orbita. Accompagnata dal marito, cominciò a girare il mondo su un furgoncino, continuò sulle baleniere, fra gli stregoni lapponi e i cacciatori di orsi. Tra gli anni Cinquanta e i Settanta scrisse una quindicina di libri di viaggio, realizzò film e reportage, partecipò a progetti scientifici ed ecologici.

Torna a Modena la “Secchia rapita”. Il 13 novembre dell’anno precedente il custode della Torre aveva trovato la porta semiaperta: la “Secchia” era sparita. A terra mozziconi di sigarette e i resti di uno spuntino. Era stata “rapita” dagli studenti torinesi del “Supremus Ordo Taurini Cornus”. Le trattative tra gli studenti per la restituzione si sono concluse con il pagamento di dieci ettolitri di “puntalòun” (per chi non conoscesse questo termine dialettale ormai non più usato, spieghiamo che indica un vino di seconda mano ricavato dall’aggiunta di acqua al tino)

E per evitare furti analoghi che potrebbero rovinare uno dei simboli della città si provvede a sostituirla nella Ghirlandina con una copia. L’originale, come ben sanno i Modenesi, è oggi visibile nel Palazzo Comunale.

Viene arrestato un sedicenne truffatore, che sfruttava un ingegnoso sistema per ingannare la buona fede delle massaie che, probabilmente impietosite, si lasciavano facilmente trarre in inganno. Il ragazzo si spacciava per un “apostolo” di don Zeno e tentava di vendere saponette, una vendita che, diceva, era collegata a una lotteria che metteva in palio un televisore. Passati alcuni giorni, si ripresentava e annunciava che erano le fortunate vincitrici. Bastavano poche migliaia di lire per il trasporto dell’apparecchio, e quasi tutte le brave signore abboccavano!

Oggi gli immigrati cercano un rifugio per dormire, dove capita, nelle periferie (ma non solo: da molto tempo vedo un anziano signore dormire tra stracci e cartoni sotto la sede del Banco S. Geminiano e S. Prospero del Direzionale 70). Un pregiudicato senza fissa dimora aveva trovato un ottimo sistema per ripararsi dal freddo: andava a dormire su una carrozza in sosta nello scalo ferroviario della Stazione; staccava le tendine dai finestrini e le usava come coperte.



Giuseppe Medici viene nominato il 15 febbraio Ministro della pubblica istruzione quando era Capo del Governo per la seconda volta Antonio Segni (il 26 gennaio era caduto il secondo governo Fanfani, che abbandonerà anche la carica di segretario della Democrazia Cristiana). Rimase in carica fino al luglio 1960, quando il governo presieduto da Fernando Tambroni dovette dimettersi per le fortissime manifestazioni contro l’appoggio ricevuto dal M.S.I, di cui parleremo in una delle prossime puntate.

Se si chiede a un Modenese quale è il suo gioco con le carte preferito, avrete due tipi di risposte: una persona di una certa età vi risponderebbe (ma sono pochi ormai) che preferisce giocare a briscola, a “tressette” o a “cotecchio”, uno più giovane probabilmente citerebbe il “pinnacolo”.

Nel 1959 l’Italia vince a New York per la terza volta di fila il Campionato mondiale di bridge (lo vincerà anche nel 1961 a Buenos Aires). Il capitano non giocatore era l’avvocato modenese Carl’Alberto Perroux, uomo di grande spessore (è morto nel 1977). A Modena stanno sparendo le osterie, e sono ormai pochi anche i casi di quella che viene chiamata dalla Questura “ubriachezza molesta”. Pare che i giovani bevano poca birra e praticamente solo bibite analcoliche (ma sarà vero che bevevano solo Coca-Cola?).



Si proibisce di indossare i jeans a scuola. Ricordo benissimo un episodio accaduto in Quinta Ginnasio. La professoressa di lettere si chiamava Vitali: era molto brava. Il mio compagno di banco (si chiamava Romani, ed è morto purtroppo molti anni fa) chiede di poter uscire. Lei acconsente. Il ragazzo passa davanti alla cattedra, e l’insegnante sbarra gli occhi. Al suo rientro in classe, lei gli ordina: “Domani vieni accompagnato dai tuoi”. Era il figlio di un custode del Municipio, e i jeans (che non sembravano nemmeno tali) erano stati realizzati dalla madre, che faceva la sarta.

Oggi il nucleare non è più “di moda”, e in tutto il mondo gli ecologisti contestano questo modo di produrre energia elettrica. Il 13 aprile viene inaugurato ad Ispra, in provincia di Varese, il primo reattore nucleare italiano.

Muoiono più di cento “tortore col collare”. Era una specie emigrata a Modena pochi anni prima, ben accolta dai cittadini. Ma a qualcuno non piacciono, e le avvelena.

Compie 100 anni la “Carrozzeria Orlandi”, una gloria modenese. Nel 1972 si decise di cedere la maggioranza azionaria alla FIAT: venne incrementata la produzione, soprattutto dei veicoli turistici, e si rimodernò lo stabilimento. Nel 1988 fu ceduto anche il residuo 30%, consentendo l'accorpamento del marchio all’IVECO. In questi anni sono stati prodotti in centinaia di esemplari diversi modelli di carrozzerie.

Il 6 maggio a Wembley davanti a 92.000 spettatori si affrontano le Nazionali di Italia e Inghilterra. L’Italia era reduce dall’amara esclusione dai Mondiali di calcio giocati in Svezia. L’Inghilterra segna dopo mezz’ora con il grande Bobby Charlton, e poi raddoppia. Sarà il modenese Sergio Brighenti a segnare all’inizio della ripresa, e a condurre l’Italia al pareggio (il portiere si chiamava Lorenzo Buffon, nato nel 1929. Non confondetevi: per chi non lo sapesse, è cugino di secondo grado del nonno di Gigi Buffon). —

Rolando Bussi

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