“Sognalib(e)ro” a una storia di riscatto e caduta Vince Roberto Ceresa con “Accadde a Torino”

Premio per la poesia a Pietro Citterio, per il racconto a Giuseppe Musumeci. Tra gli scrittori scelta Donatella di Pietrantonio



. Si sta in carcere per espiare le proprie colpe. Ma, forse, l’imprenditore sessantenne Roberto Ceresa ha deciso di cambiare vita e accetta di immaginare per sè un futuro diverso da quello che lo ha portato in prigione. Ceresa, detenuto nel carcere Cutugno di Torino, ha infatti scoperto la “vena” dello scrittore tanto che ha già “ dato alle stampe” sette volumi e ha l’ottavo quasi pronto. Ora con il romanzo “Accadde a Torino” ha vinto anche il premio “Sognalib(e)ro”, il concorso letterario voluto da Bruno Giordano Ventavoli, giornalista de La Stampa e responsabile di Tuttolibri, che ha coinvolto otto istituti carcerari italiani.


Ieri sera la cerimonia di consegna dei premi, al teatro delle Passioni di via Carlo Sigonio, divisa in due sezioni. Una per i lavori presentati da 26 scrittori detenuti e l’altra per i tre romanzi: “L'arminuta” di Donatella di Pietrantonio, Einaudi; “Una storia nera” di Antonella Lattanzi, Mondadori e “Perduto in paradiso” di Umberto Pasti, Bompiani; vagliati da una giuria composta da 96 carcerati divisi in gruppi di lettura. Il premio, voluto da Ventavoli e promosso da Comune, ministero della Giustizia e Bper Banca, ha visto al centro della scena il libro di Ceresa, ma sono stati annunciati anche i carcerati premiati per le altre sezioni del concorso. Per la poesia ha vinto Pietro Citterio, con un canzoniere d’amore intitolato “Poesie dell’alfabeto” mentre per il racconto l’onorificenza è toccata a Giuseppe Musumeci con “La tela del ragno”. Alla serata in teatro ha anche partecipato la scrittrice Donatella di Pietrantonio risultata vincitrice per il suo volume “L’arminuta”.

«Abbiamo scelto di premiare Ceresa - racconta Ventavoli - per la ricchezza del testo che l’autore, cui mi sono rivolto per iscritto perché non è stato possibile incontrarlo, ci ha mandato. Nel romanzo si parla del riscatto e poi della caduta di un ragazzo che Ceresa ci dice non avere nulla di autobiografico: il protagonista mette insieme una banda che inizia a fare rapine in banca e a furgoni portavalori e diviene presto un ricercato. In contemporanea il romanzo sviluppa la vicenda di una giovane e sexy poliziotta che si mette sulle sue tracce e alla fine lo arresta. Mi ha colpito appunto la ricchezza del testo che presenta anche numerosi riferimenti culturali con cenni a Nicolò Macchiavelli e all’Arte della guerra, un trattato di strategia militare attribuito a Tzu Sun». Dopo le premiazioni si è svolto anche lo spettacolo “Padri e Figli / primo studio”, una produzione del Teatro dei Venti che ha visto in scena i detenuti-attori della Casa circondariale di Modena e Casa di reclusione di Castelfranco con regia firmata da Stefano Tè. Quest’ultimo ha spiegato che «il rapporto tra padri e figli è complesso: ci accompagna per l’intera esistenza e ci vede interpretare entrambi i ruoli a seconda delle fasi e delle età della vita perché ci riguarda nel profondo». La rappresentazione porta in scena una piece teatrale frutto di un progetto condotto nelle carceri modenesi cui sono state affidate letture delle classifiche e delle motivazioni del voto dei detenuti giurati per la sezione narrativa e di brani dei vincitori della sezione inediti. Il romanzo di Ceresa verrà pubblicato in e-book da Giunti-Bompiani e la casa editrice toscana donerà alle biblioteche delle carceri partecipanti 1.500 libri del proprio catalogo. Sarà, invece, la casa editrice civica digitale “Il Dondolo” del Comune di Modena a pubblicare in e-book una antologia degli scritti inediti presentati per il concorso. Ai vincitori sono anche andati un attestato e una medaglia del Comune di Modena, consegnati dal vicesindaco e assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza. —