Modena 1959/ Nasce San Pio X La prima pietra posata in via Bellini

All'interno un tubo di piombo con pergamena e monete. Apre il casello Modena Nord: la prima auto è una "Giulietta"

MODENA. L’8 maggio viene posata dall’Arcivescovo Giuseppe Amici la prima pietra della chiesa dedicata a San Pio X in Via Bellini, un edificio dal carattere innovativo. L’Arcivescovo benedice un blocco di granito al cui interno è sigillato un tubo di piombo con una pergamena e un esemplare delle monete all’epoca in corso.

Sfogliavo la “Gazzetta” per cercare notizie per completare questa puntata, e mi sono imbattuto in una fotografia che mi ha lasciato interdetto, e che potete vedere qui pubblicata. Confesso che non capivo. Pochi Modenesi ricorderanno questa struttura in Piazza Mazzini edificata provvisoriamente per collocarvi i negozi sfrattati dal Palazzo Comunale per costruire il nuovo portico accanto alla Piazzetta delle Ova.

“La nostra città è infetta da una dilagante e pubblica immoralità”. Così inizia un lungo articolo della “Gazzetta”, che si è sempre opposta all’attuazione della “Legge Merlin” che ha costretto alla chiusura delle cosiddeette “case chiuse”, cioè dei bordelli.

“Mentre decine di giovani vengono contagiati, mentre si commettono aggressioni e rapine, i cittadini sono costretti a superare dei veri posti di blocco di donne equivoche che si aggirano non solo nelle zone periferiche, ma soprattutto nella centralissima Via Taglio, in Largo Corsica , in Viale Vittorio Emanuele, in Viale Crispi, ecc.

È un problema di fondo che deve essere risolto con mano inflessibile …
Non ignoriamo che esiste una legge, quella discussa legge della senatrice Merlin, che ostacola l’azione della Polizia ...” (più volte il quotidiano tornerà sull’argomento, sempre con lo stesso tono, pubblicando lettere dei lettori).



Siamo ormai quasi in estate, e ai Giardini Pubblici tornano nella loro gabbia le scimmiette (qualcuno non più giovane forse se le ricorderà). Sono state tutto l’inverno “segregate” al Mercato Bestiame per non soffrire per i rigori del freddo. E gli allievi dell’Istituto Salesiano San Giuseppe vanno a passeggiare sul Secchia con un insegnante e un bidello. Tra il Ponte Alto e il “Ponte di ferro”, sul quale transita la linea Modena-Verona, tre bambini scivolano nell’acqua. Due vengono salvati, ma il terzo, di soli undici anni, che non sapeva nuotare, viene portato via dalla corrente.

Forse alcuni dei lettori hanno avuto modo di vedere immagini di bambini che appesi a una carrucola attraversano il Panaro su un cavo d’acciaio per andare a scuola. La passerella che univa le due rive presso la “Casona” era stata portata via dalla corrente vent’anni prima. Il ministro Togni stanzia 15 milioni per la costruzione di una nuova passerella.

In Piazza Sant’Agostino un uomo di circa 35 anni, mal vestito, tenta di rubare un’auto.

Un passante avvisa un Vigile urbano, che intima all’uomo di scendere dall’auto. L’uomo scende, ma si dà alla fuga inseguito dal Vigile e dal cittadino. Estrae un pistola e fugge per Via Sant’Agostino, poi attraversa la Via Emilia, si impossessa di una bicicletta e scappa fino in Corso Vittorio sempre con la pistola in mano. Qui blocca una “500” e salito sull’auto si fa condurre oltre il cavalcavia della Stazione fino al “Ponte di ferro”. Qui lo sconosciuto fa fermare l’auto, toglie le chiavi e scappa di corsa verso la campagna. Avvisata in ritardo, la Polizia lo cerca, ma non lo trova.

E in Piazza Marconi iniziano i lavori per costruire un “diurno”. Quello in Piazza Mazzini, l’“Albergo diurno” (chiuso da anni e che sarà presto riaperto), era stato realizzato nel 1933. Ma i tempi sono probabilmente lunghi, e Francesco Cagliari, gestore del caffè “Brasile”, scrive al giornale lamentandosi.

Un’Alfa Romeo “Giulietta” targata MO5112 è la prima auto a varcare a mezzanotte le sbarre della stazione Modena Nord dell’Autostrada del Sole. In 12 ore passeranno oltre 800 autovetture: pochissimi gli autocarri, troppo costoso il pedaggio. I lavori procedono alacremente e il 15 luglio il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi inaugura il tratto Modena Nord-Bologna Sud.

Un giovane francese, figlio di immigrati, ospite nella nostra città presso parenti, muore nella piscina comunale colto da malore. Aveva 18 anni.

Il 15 giugno viene emanato il primo Testo Unico del Codice della Strada. “Poche multe e molte infrazioni nel primo giorno di applicazione”, scrive la “Gazzetta”. Il Ministro Giuseppe Togni aveva dichiarato in conferenza stampa: “Non si tratta di opera da considerare perfetta, ma si tratta di un’opera che stabilisce un notevole passo avanti per adeguare in questo campo la legislazione del nostro Paese a quelli più progrediti.

Il criterio ispiratore, è inutile nasconderlo, è stato quello della meditata e responsabile severità”. Ma chi scorresse i giornali dell’epoca anche nei mesi successivi troverebbe continuamente notizie di incidenti stradali, in città e fuori, con morti e feriti.

Alla “Cavazzona”, in agosto, il cavallo di una carovana di zingari fugge sulla Via Emilia e viene investito da un camion. Il camion viene tamponato da una autocisterna, che cozza contro un altro camion e contro una moto ferma. Un morto e cinque feriti.

Rolando Bussi