Modena. Dutch Nazari: «La mia musica è festa tra metriche rap e note cantautorali»

Spettacolo al Circolo Off di via Morandi dalle 22 di questa sera

MODENA. Sonorità elettroniche e metriche rap. Il suo ultimo album “Ce lo chiede l’Europa”, pubblicato il 16 novembre per Undamento e prodotto da Sick et Simpliciter, è stato apprezzato da pubblico e critica. Stiamo parlando del nuovo “cantautorap” italiano Dutch Nazari che, dopo aver registrato sold-out a Roma, Milano, Bologna e Torino, fa tappa, dalle 22 di oggi, all'Off di via Morandi. “Ce lo chiede l'Europa” è un disco impegnato, ma allo stesso tempo allegro come tutti i trentenni di oggi, abituati a lavori che cambiano ogni sei mesi e ad avere parenti sparsi in diversi Paesi. È un affondo mai superficiale alla vita di tutti i giorni, un perfetto punto d’incontro tra il cantautorato classico e i nuovi sound. Una carrellata di immagini, situazioni ed eventi raccontati attraverso un flow mozzafiato e una tagliente ironia. Merito del rap, scoperto grazie a suo fratello, e dei cantautori, eredità passatagli dai genitori. Riuscendo a conciliare le nuove tendenze musicali a una scrittura piena di senso e sostanza, Dutch Nazari è senza dubbio uno degli artisti più interessanti del genere.. Nazari, concerti sold out in tutta Italia. Cosa ti aspetti da Modena e cosa si deve aspettare il pubblico dalla tua esibizione?

«I miei concerti sono una festa, e io per primo non so mai di preciso cosa succederà. A Cosenza ad esempio ho approfittato del microfono senza fili per scendere dal palco e girare per la sala mentre cantavo».


Il tuo ultimo album si intitola “Ce lo chiede L’Europa”. Come è stato concepito?

«La scrittura dell'album è partita lenta per poi culminare in un paio di mesi di super creatività all'inizio dell'estate scorsa. Una canzone me la sono sognata. Intendo letteralmente».

Sei nato a Padova nell'89 ed ora arrivi alla ribalta nazionale con la tua musica, te lo saresti mai aspettato?

«Sì. Ma anche più di così, datemi tempo».

Come vedi l’attuale scena hip-hop in Italia?

«C'è un po' di confusione su cosa sia hip-hop e cosa no. Questa ondata della trap ha lasciato dietro a sè una spiaggia un po' disordinata. Mi pare però che la creatività non manchi, e questo è sempre un bene».

Progetti futuri?

«Ho varie idee, ma preferisco non parlarne adesso. Per ora mi concentro su questo tour: ci vediamo questa sera all'Off». —

N.C.