Modena. Catalano: «Cercasi disperatamente donna romantica Ma non a Modena...»

Il poeta presenta oggi alla libreria Ubik il suo ultimo romanzo «Sono ottimista e fidanzato. Quindi la donna giusta esiste»



Il protocollo Canicossa consiste nel “bannare” da tutti i social, anche quelli che non esistono ancora, chiunque ci abbia fatto soffrire per amore e aprire immediatamente un account su Tinder.


Giacomo Canicossa è il protagonista di “Tu che non sei romantica”, il nuovo romanzo di Guido Catalano che verrà presentato dall’autore e dall’editor Beppe Cottafavi oggi alle 18 alla libreria Ubik in via dei Tintori.

Giacomo, come Guido, è un poeta che è stato lasciato da due donne: Agata, che tre anni fa è partita per le Lontane Americhe, e Anna, che se n’è andata da dieci giorni e gli ha lasciato soltanto una pianta di ficus. La solitudine è tale che Giacomo inizia a soffrire di allucinazioni: nel suo salotto compare un bambino in pigiama, con grandi occhiali, una strana passione per la chimica e che si nutre solo di pizza e Nesquik.

Dopo il successo di “D’amore si muore ma io no”, un nuovo romanzo sulle peripezie di un uomo con il cuore infranto. «Il primo è stato un salto nel buio, non mi ero mai spinto così in là nella prosa “lunga”, venendo dalla poesia era abbastanza spaventoso. Questa seconda volta è stata meno traumatica, più divertente perché ormai conoscevo i meccanismi e me la sono goduta di più come esperienza. E anche più veloce rispetto alla prima, per la quale ho impiegato tre anni. È una storia piena di baci, di poesia, di gatti, di sguardi, ma anche di guerra e di paura, di sesso e di magia. E di tanto amore, così tanto che anche i non romantici, finiranno per esserlo».

Nei suoi romanzi ci sono queste donne cattive che trattano malissimo il protagonista. C’è qualche sassolino che vuole togliersi dalla scarpa?

«Normalmente non mi vendico in questo modo. Non penso ad una persona in particolare quando descrivo le grottesche situazioni in cui si trova il mio protagonista. O meglio, mi posso rifare anche a cose che sono capitate a me, magari le mixo con quelle capitate a qualche amico, o le mixo tra di loro. Diciamo è una somma delle donne che ho conosciuto, nel bene e nel male. Non ci sono riferimenti strettamente legati ad una persona ben definita. Nelle poesie sì».

Il libro s’intitola “Tu che non sei romantica”. Ma veramente crede che l’uomo cerchi una donna romanticaal giorno d’oggi?

«Sì. Assolutamente sì. Così come la donna cerca l’uomo romantico. Anche se, alternando fasi di estrema tenerezza a fasi di freddezza glaciale, tutt’ora non ho ben presente cosa sia il romanticismo. È una domanda che mi dovrei fare e magari scriverci il terzo romanzo».

C’è un antidoto a questo male d’amore?

«Non fermarsi. Prendersi sì un attimo di pausa, per riassemblare le ossa, per evitare l’effetto chiodo scaccia chiodo che è pericolosissimo. Sull’edizione torinese del Corriere della Sera ho una rubrica della posta del cuore. Essendo qualcosa di lontanissimo dalla scienza, non esistono esperti in materia, ma io diffondo i miei ironici consigli partendo dal primo comandamento secondo Stefano Benni che recita, più o meno, così: “Prima o poi l’amore arriva. Quasi sempre”. Mi scrivono tantissime ragazzine affrante e deluse dalla fine di un amore, profondamente sicure che per loro non ci sarà mai più un’altra chance (e magari non hanno ancora 20 anni). Sono un ottimista patologico e per me c’è sempre speranza invece».

Le donne sono davvero così pessime come le delinea nei suoi romanzi?

«In realtà non parlo così male delle donne. Quando una storia d’amore finisce la colpa non può essere tagliata con il coltello. Il 99% delle volte, le colpe sono ben distribuite. È vero che “le stronze” esistono, per usare un francesismo, però non è sempre tutta colpa loro».

Nel campionario di donne che descrive, c’è qualche donna di Modena che deve temere?

«No, purtroppo, no. A livello amoroso non ho mai avuto una fidanzata modenese. Sono venuto in città a presentare il mio libro precedente e ci sono tornato con Dente (il popolare cantante, ndr) e ho passato un bel anno in giro per l’Emilia. Mi spiace non poter raccontare nessun aneddoto sulle donne modenesi, magari dopo il tre marzo ne avrò qualcuno. O forse no, anzi decisamente no, sono seriamente fidanzato ora. Vede? La donna giusta esiste». —

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