Modena. Una domenica a scuola di epigrafi «perché il sapere non basta mai»

Giovani e famiglie alla singolare lezione teorico-pratica curata da Laura Parisini «Un modo per conoscere la nostra storia». «Fare gli archeologi? È bellissimo»



MODENA. «Il sapere non è mai abbastanza». È questo quello che pensano due amiche che hanno preso parte, ieri, alla lezione che si è tenuta al Lapidario Romano dei Musei Civici per imparare a decifrare le iscrizioni latine dell'antica Mutina. Lezione che ha coinvolto una quarantina di persone, tutte con penna e taccuino alla mano per appuntarsi le importanti nozioni che la collaboratrice dei musei, la brava e preparata Laura Parisini ha dispensato durante l'incontro. «Attraverso questo appuntamento vogliamo avvicinare le persone all'epigrafia - spiega Laura - cercando di dare le basi per comprendere le iscrizioni latine». Un incontro particolare dove, oltre alla lezione teorica sull’epigrafia, i partecipanti si sono cimentati con una parte pratica, provando a decifrare le iscrizioni latine dei monumenti del Lapidario che riportano le iscrizioni della Modena di un tempo. Tra i partecipanti anche una famiglia, mamma, papà e figlia 33enne, tutti appassionati di storia: «Non potevamo perderci questo incontro - affermano in coro - siamo appassionati di storia e volevamo scoprire di più riguardo le iscrizioni latine della nostra città. È una passione che condividiamo con tutta la famiglia». Condividere la storia dell'antica Mutina nel 2019, un tema che appassiona i modenesi e non solo adulti e anziani ma anche i giovani che non si sono lasciati scappare questa occasione. 25 anni lei e 32 lui, entrambi appassionati di storia, hanno partecipato spinti dalla curiosità e dalla voglia di conoscere più da vicino questo argomento: «Io non ho seguito studi storici o affini - afferma la giovane 25enne - sono semplicemente una grande appassionata e credo che sia un evento davvero interessante e stimolante perché attraverso la storia possiamo comprendere meglio quello che è stato, una formazione culturale molto importante». Un altro gruppetto di amici, già in età più adulta, e intento ad osservare un monumento del Lapidario, commenta: «È una domenica alternativa, chi avrebbe mai pensato di passarla a fare gli “archeologi” e invece è bellissimo e molto interessante». Una scelta, quella dei Musei Civici, di organizzare questo tipo di iniziative che si è rivelata vincente e Laura spiega come è nata l'idea: «Durante le visite guidate al lapidario ci siamo accorti, osservando il pubblico, che spesso si andava a creare un forte scoraggiamento davanti ai bellissimi monumenti perché nella maggior parte dei casi le iscrizioni in latino diventano un ostacolo. Certo, ci sono le didascalie ma potercela fare da soli e decifrare le iscrizioni è tutta un'altra cosa e quindi abbiamo dato il via a questi appuntamenti». Una lezione dove i presenti hanno imparato molte nozioni, dalle tecniche di scrittura utilizzate, come l'incisione, impressione, graffito fino alla pittura. Si è parlato anche delle necropoli e dell'epigrafia funeraria dove c'era una particolare cura per i monumenti funerari: «Per loro - spiega Laura - mettere una pietra incisa con i volti dei defunti per la strada erano l'unico modo per condividere il profilo di un individuo o della famiglia». La lezione è continuata con un'esercitazione pratica: dopo la teoria un giro per il Lapidario dove, divisi in vari gruppi, i partecipanti si sono cimentati nella prova diretta andando a decifrare le iscrizioni impresse sui monumenti del Lapidario. —