Finale, Fai, due giorni di bellezza dai tesori di Massa finalese all’Accademia Militare

Quattro luoghi visitabili per il tradizionale appuntamento Oltre duemila i soci modenesi del Fondo Ambiente Italiano 

FINALE. «Un’apertura complessa per noi volontari - spiega il presidente del Fai di Modena Vittorio Cavani - quella del Palazzo Ducale sede della più antica Accademia militare del mondo, cui si aggiungono tre beni storici di Massa Finalese, nella Bassa, come il Casino del Vecchio, villa Angela dei Mantovani e l’ex fabbrica Bellentani. Sarà un’altra bella occasione; del resto i nostri soci sono in crescita e ormai superiamo i 2mila». Sono i luoghi storici che si potranno vedere sabato e domenica prossimi nel corso della 27esima edizione delle “Giornate di Primavera” del Fondo per l’ambiente italiano, composta in Italia dalla apertura di 1.100 luoghi in 430 città e paesi. Ieri la presentazione delle aperture modenesi, per le quali il Fai si aspetta alcune migliaia di presenze, soprattutto per il seicentesco palazzo ducale che si potrà visitare anche negli spazi di norma non accessibili in quanto sede militare.

«Abbiamo deciso di esserci - spiega il tenente colonnello dell’Accademia Bruno Billi - perché il palazzo e la più antica accademia sono un tutt’uno, siamo parte del sistema città». La raccomandazione per visitare l’Accademia è di presentarsi per tempo - dalle 10 alle 18 nel week end con preview per i soci Fai il pomeriggio di venerdì - e senza oggetti come zaini, borse, caschi visto che non si potranno introdurre nelle sale dell’istituzione. Solo nel caso di forte pioggia verrà adibito un deposito ombrelli. «Mostreremo parti di solito non visibili al pubblico - spiega la storica dell’arte Patrizia Curti - come ad esempio la ricca biblioteca composta da 45mila preziosi volumi tra cui testi antichi di topografia ed arte della guerra. Ma parleremo anche degli esterni, della facciata lunga oltre 160 metri e di chi realizzò il luogo edificato dal 1630 dove dal 1288 c’era il vecchio castello degli Estensi».


A Massa di Finale, come hanno spiegato la capogruppo Fai della Bassa Marina Speziali e l’ex presidente di Confindustria e Camera di Commercio Alberto Mantovani, altre primizie imperdibili. «Il Casino del vescovo detto la Ghina - spiega l’architetto Speziali - è un raro esempio di casa padronale del ‘500, forse abitazione di un prelato benestante. Poi visiteremo l’ex salumificio Bellentani, edificio di archeologia industriale del 1936, oggi in estremo degrado». Infine Mantovani: «Abitiamo Villa Angela - spiega l’imprenditore - e la apriamo al pubblico: ricordo ancora i primi tempi del Fai e oggi devo dire che siamo in tantissimi. Bellissimo». Per informazioni www.fondoambiente.it e modena@delegazionefai.fondoambiente.it. —