Modena/ 1960 Piove ottanta ore Secchia e Panaro 

Rompono gli argini Allagamenti, strade interrotte, case isolate e animali morti I danni sono ingenti, ma per nessuno ci sarà indennizzo

Siamo agli inizi di aprile, il 19. Le piogge torrenziali che da oltre ottanta ore si abbattono sulla città e sulla Provincia determinano una situazione drammatica in tutto il Modenese. Secchia e Panaro straripano, e gli argini di destra e di sinistra del Secchia cedono in più punti. Tre gigantesche falle si sono aperte a San Martino di San Prospero sull’argine di destra, e a Cortile di Carpi su quello di sinistra. Oltre 40 chilometri quadrati del territorio sono stati allagati. Tutte le campagne comprese tra il Canaletto e l’argine sono sommerse. La Statale 12 Abetone-Brennero non è percorribile per le gravissime falle sul manto stradale. Cavezzo è allagata. È problematico fornire acqua e cibo alle persone rimaste nei punti più isolati. Gli animali, mucche, maiali, pollame, sono morti annegati.
Ci vorrà moltissimo tempo per tamponare le falle. I danni sono ingentissimi, e nessuno li ripagherà. 
È trascorso molto tempo, ma nel 1960 per la prima (e unica volta) un modenese, Romeo Venturelli (è deceduto nel 2011), veste per un giorno la “maglia rosa” del Giro d’Italia vincendo una tappa a cronometro a Sorrento. Si ritirerà due giorni dopo colto da dissenteria per aver bevuto troppa acqua. Il Giro fu vinto da Jacques Anquetil, che è stato il primo francese ad aggiudicarsi la corsa a tappe italiana.
Il 24 maggio David Ben Gurion, Primo ministro di Israele, annuncia il rapimento in Argentina di Adolf Eichmann, criminale di guerra, considerato uno dei maggiori responsabili dello sterminio degli Ebrei. 


Eichmann fu impiccato il 31 maggio 1962 dopo un processo che appassionò tutto il mondo. Negò di odiare gli Ebrei e riconobbe soltanto “la responsabilità di avere eseguito ordini come qualunque soldato avrebbe dovuto fare durante una guerra”. Hannah Arendt lo descrisse, con una frase poi passata alla storia, come “l'incarnazione dell'assoluta banalità del male”.

Uno studente dell’Istituto “E. Fermi” è protagonista di un clamoroso episodio che per pura fortuna non si è trasformato in tragedia. Impugnando una vecchia rivoltella a tamburo, mentre si trovava in un’aula aveva puntato per scherzo la pistola contro i compagni. È partito un proiettile che, dopo aver strisciato su un banco, è andato a conficcarsi sulla parete a destra della cattedra. Era un vecchio residuato di guerra che aveva trovato in solaio. Pensava fosse scarica.

Il lettore mi scuserà se parlo di me. Alla fine di maggio viene inaugurata alla Biblioteca Estense la nuova Sala di consultazione (chissà che fine farà!). Sei anni più tardi sostenni l’esame di Letteratura italiana all’Università di Bologna con il professor Raffaele Spongano. Era molto colto, ma di difficile carattere (nel ‘68 fu molto duramente contestato dagli studenti). Dopo sei lunghissimi pre-esami fui introdotto nel suo studio, e mi chiese il libretto. Mi disse: “Lei è di Modena? Mi descriva la Sala di consultazione della Biblioteca Estense”. Presi davvero un ottimo voto. E poiché si parla di cultura, mi si consenta di ricordare che in quell’anno l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana inizia a pubblicare il Dizionario biografico degli Italiani. Sono usciti finora 92 volumi, e raccoglierà 40.000 biografie.

Il 30 maggio muore Boris Pasternak. Il suo romanzo Il dottor Zivago era stato pubblicato dalla Casa editrice Feltrinelli nel 1957. Ottenne il Premio Nobel per la Letteratura nel 1958, ma non poté riceverlo per motivi politici. Molti ricorderanno il film del 1965 con Omar Sharif e Julie Christie.

Il 5 giugno 1960 si disputa a Torino l’ultima giornata del Campionato di calcio. Il “Modena” è sconfitto 3-1, e precipita per la prima volta in Serie C (non che ora stia meglio!). I commenti dei tifosi furono i più disparati, contro i dirigenti, l’allenatore, i giocatori. Il riscatto però fu immediato e tornò fra i cadetti dopo una sola stagione.

Il 7 giugno la “Gazzetta” apre la prima pagina con “Vampata di crimini a Modena e Provincia”: “Orribile epilogo in un incontro fra due maturi amanti”, “Fanciulla di Cavezzo omicida per errore”, “Teddy boys nostrani rapinano un pervertito”. Passiamo oltre.

A Roma si svolgono dal 25 agosto all’11 settembre i Giochi della XVII Olimpiade (soltanto sabato 20 si era inaugurato l’aeroporto di Fiumicino, il “Leonardo da Vinci”, alla presenza del Ministro della Difesa, Giulio Andreotti, e del Ministro ai Lavori Pubblici, Benigno Zaccagnini. In realtà lo scalo era operativo solo in parte e la sua entrata in funzione si era resa necessaria per supportare il traffico di Ciampino, nel periodo della competizione olimpica).



La XVI Olimpiade si era svolta a Melbourne in Australia, nel 1956. Quella del 1964 si svolse a Tokyo.

A quella di Roma parteciparono 30 Nazioni europee, 19 americane, 19 provenienti dall’Asia, 12 dall’Africa, 3 dall’Oceania. Per l’Italia fu un trionfo. Vinse 13 Medaglie d’oro, 10 d’argento e 13 di bronzo.

Ricordiamo alcuni vincitori di Medaglie d’oro. Cassius Clay (il futuro Muhammad Alì): pesi massimi; Abebe Bikila: maratona corsa a piedi nudi!; Wilma Rudolph: 100 e 200 metri piani, staffetta 4x100; e tra gli italiani Livio Berruti: 200 metri piani; Raimondo D’Inzeo: concorso a ostacoli a cavallo; “Settebello”: pallanuoto; Sante Gaiardoni: ciclismo; Nino Benvenuti: pesi welters; Giuseppe Delfino: spada individuale.

Ma si avvicinano le elezioni amministrative, che si terranno il 6 e 7 novembre. Viene a Modena a parlare Giorgio Almirante: “Egli ha parlato dinanzi a una folla imponente che gremiva Piazza Matteotti. È stato un comizio pacato ispirato soprattutto alla distensione. L’oratore ha riaffermato la volontà del suo partito di effettuare una politica per una netta “chiusura a sinistra”. Egli ha esaltato i valori nazionali auspicando una riappacificazione degli animi e il rispetto dei diritti e dei doveri sociali. Le sue parole sono state più volte sottolineate da nutriti applausi”.

Ma alle elezioni comunali trionfa la Sinistra: il P.C.I. ottiene il 45,11% dei voti (nel 1956 era al 43,5%) con 40.800 voti e 24 seggi, il P.S.I. il 12,76% (nel 1956 era all’11,4%) con 6 seggi. Il M.S.I. scende dal 4,3% al 3,49%, e ottiene un solo seggio, al pari dei Liberali. La D.C. ottiene 15 seggi. Alfeo Corassori viene rieletto Sindaco.
Al Teatro Comunale dovrebbe andare in scena una commedia, ma il calendario subisce “una sforbiciata”, come si dice a Modena.

La censura impedisce la recita dell’opera di Giovanni Testori, “L’Arialda”, recitata da Paolo Stoppa e Rita Morelli con la regia di Luchino Visconti. Gino Cervi e Massimo Girotti, in città per recitare “Becket e il suo Re” di Jean Anouilh, dichiarano in conferenza stampa la loro opinione contraria a questo tipo di censura.
In Viale Monte Kosica all’altezza delle scuole “Campori” passano in fila carri armati fatti scendere da un treno militare e diretti alla caserma in Via Emilia Ovest. Un cingolato con il cannone girato sul retro si arresta improvvisamente. Quello che segue non fa in tempo a fermarsi e va a sbattere violentemente. Il cannone lo sfonda e due militari restano gravemente feriti.


Ma ci sono come sempre anche belle notizie. Alla clinica “Barbanti” nascono tre gemelli maschi!
E una bella notizia per me, e per i Modenesi cultori della storia della nostra città.
Il 10 febbraio 2016 dedicai le quattro pagine di “C’era una volta a Modena” alla “Modena che non c'è più: le chiese scomparse”, e descrissi il cinquecentesco oratorio di San Rocco, dedicato al santo protettore dalla peste, che aveva la facciata su Via Belle Arti.

L’articolo così proseguiva: “Sopravvisse come oratorio fino al 1785, per poi diventare “deposito per vendita di combustibili”; nel 1791 l'Opera Pia la diede in enfiteusi a una Società di Dilettanti Filodrammatici, i quali la convertirono in teatro, che fu denominato Teatro di S. Rocco, sopravvissuto fino al 1831. Nel 1835, con la città in preda al colera, si propose di riaprire la chiesa al culto, e con l'approvazione di Francesco IV ebbero inizio i lavori, terminati nel 1841, che spostarono la facciata in Via Niccolò Cavallerini, con nelle nicchie due statue, Sant'Omobono e San Sebastiano, realizzate da Luigi Righi. La chiesa venne chiusa nel 1943, e venduta a privati. Non so purtroppo dove siano finite le statue”.


Sono all’Archivio di Stato, come mi segnala il Direttore dottoressa Patrizia Cremonini, che vivamente ringrazio.