Modena /1961. Eclissi totale di sole ma c’è la nebbia: si va in montagna

È il 15 febbraio: molti modenesi lasciano la città e salgono in Appennino per poter vedere lo spettacolo

C'è un avvenimento che agli inizi di febbraio occupa tutti i giornali (la “Gazzetta” gli dedicherà pagine e pagine). Comincia infatti il “processo Fenaroli”. La mattina dell’11 settembre 1958 a Roma la domestica che lavora nell'appartamento della signora Maria Martirano in Fenaroli in via Monaci suona al campanello, ma, contrariamente al solito, la padrona di casa non viene ad aprire. La domestica chiede aiuto al portiere e al fratello della signora, ma solo l'intervento di un vicino, entrato in casa dalla finestra della cucina, consente di scoprire il cadavere di Maria Martirano; la donna è morta per strangolamento, il cadavere disteso nella cucina dell'appartamento.

Fra i sospettati c'è il marito, il geometra Giovanni Fenaroli, che vive a Milano, dove si occupa di edilizia. Il movente sarebbe potuto essere la possibilità di riscuotere una polizza stipulata sulla vita della moglie per un valore di 150 milioni di lire; si scoprirà che era stata falsificata la firma sulla clausola che prevedeva la morte violenta. L'alibi del marito sembra reggere perché al momento dell'omicidio era in ufficio a Milano con il ragioniere Egidio Sacchi.

Gli investigatori seguono comunque la pista dell'uxoricidio commesso per il tramite di un sicario e, due mesi dopo, vengono a capo del mistero: il ragionier Sacchi confessa di essere stato presente alla telefonata con la quale Fenaroli poco prima dell'omicidio comunicava alla moglie che sarebbe passato Raoul Ghiani, per consegnare dei documenti; questi era un giovane operaio, che venne compensato con un milione di lire per il delitto.


Si scoprì che Fenaroli aveva conosciuto Ghiani grazie all'amicizia di quest'ultimo con Carlo Inzolia, fratello di Amalia Inzolia, una donna con la quale Fenaroli, dieci anni prima, aveva avuto una relazione; questa donna aveva una figlia, Donatella, che venne adottata da Fenaroli, e che quando nel 1957 rimase orfana andò ad abitare con lo zio, Carlo Inzolia. La sera precedente la scoperta del cadavere della Martirano a Roma Ghiani avrebbe lasciato il lavoro in fabbrica verso le 18,30 e sarebbe stato portato in auto alla Malpensa, da dove partì per Ciampino con in tasca un biglietto di sola andata a nome Rossi.

Recatosi poi immediatamente in via Monaci (preceduto da una telefonata del marito, con la quale la vittima sarebbe stata convinta ad aprire la porta a Ghiani con il pretesto che questi doveva ritirare documenti riservati e importanti), avrebbe compiuto il delitto e quindi sarebbe rientrato a Milano in vagone-letto, giungendo appena in tempo per timbrare il cartellino presso la ditta ove lavorava.

Ghiani usciva spesso la sera e frequentava il solito bar, ove da anni passava la serata fra partite a carte, biliardo e chiacchiere. Queste abitudini consolidate non gli giovarono nella presentazione di un alibi: nessuno degli amici abituali riuscì a ricordare se la sera del 10 settembre 1958 lui fosse o no con loro. Ghiani venne arrestato in quanto venne riconosciuto da una donna come il visitatore ricevuto quella sera dalla vittima, oltre che da un passeggero del treno con il quale sarebbe tornato a Milano.

La polizia dimostrò che uscito dalla fabbrica alle 18,30 sarebbe potuto arrivare all'aeroporto, e l'Alitalia confermò che un signor Rossi fu imbarcato all'ultimo minuto. Secondo la testimonianza di Sacchi, Rossi era Raoul Ghiani.

Il “Caso Fenaroli” appassionò l’Italia dividendola in “colpevolisti” e “innocentisti”, e fu la prima volta in Italia che il pubblico dedicò la sua attenzione e passione a un caso di omicidio compiuto “a freddo” e con determinazione e impostazione a lungo studiata e realizzata nei minimi particolari, sul filo di percorsi in auto, orari di aerei e treni determinanti per il successo dell'operazione. Secondo l'accusa, la mente che studiò tutto questo era il geometra, imprenditore sulla via del fallimento.

L'11 giugno la Corte d’Assise di Roma, con la testimonianza determinante del ragionier Sacchi, condannò Fenaroli e Ghiani all'ergastolo, mentre Carlo Inzolia venne assolto per insufficienza di prove (si dice che 20.000 persone, fuori dal tribunale, attesero la sentenza fino alle 5 del mattino). Il 27 luglio 1963 la Corte d’Appello di Roma confermò le condanne all'ergastolo per Ghiani e Fenaroli, mentre Carlo Inzolia fu condannato a 13 anni di reclusione per complicità.

Fenaroli morì in carcere nel 1975, Raoul Ghiani ricevette la grazia nel 1984, mentre Carlo Inzolia ottenne nel 1970 la libertà condizionata.

Il 15 febbraio si verifica un’eclissi totale di sole, e molti Modenesi si spostano sulle nostre montagne per evitare che la nebbia impedisca di vedere l’eccezionale spettacolo. La nebbia era in quegli anni un fenomeno molto frequente, anche se non paragonabile alla nebbia londinese (Alberto Sordi pochi anni dopo, nel 1966, diresse e interpretò “Fumo di Londra”). La nebbia proprio in quel giorno tra i caselli Modena Nord e Modena Sud dell’Autostrada provoca un tragico incidente due autocarri e cinque auto.

E il giorno dopo all’Aerautodromo Wolfgang von Trips durante le prove di collaudo della nuova Ferrari sport 2450 a sei cilindri a motore posteriore si capovolge. Nessuna ferita, ma il 10 settembre a Monza, al Gran Premio d’Italia si scontra con Jim Clark alla “Parabolica” e vola contro le reti di protezione. Oltre a lui muoiono altri 15 spettatori. Quello di Monza è il più grave incidente nella storia della Formula 1, e fu il primo ad essere trasmesso in televisione.

Sta finendo il colonialismo in Africa (all’Italia l’O.N.U. affidò l'Amministrazione fiduciaria della Somalia dal 1950 al 1960), ma il raggiungimento di una forma democratica di governo sarà molto difficile

In febbraio nell’ex Congo Belga, che aveva raggiunto l’indipendenza il 30 giugno 1960, e assunto il nome di Repubblica Democratica del Congo, viene assassinato Patrice Lumumba. Era considerato vicino all’U.R.S.S. A Modena ci sono manifestazioni, e un manifesto in sua memoria viene appeso alla statua di Tassoni davanti alla Ghirlandina. Fu un periodo tragico. Nel luglio 1960 Moise Ciombe aveva proclamato l’indipendenza del Katanga, la zona più ricca del paese per le abbondanti risorse minerarie. Dag Hammarskjöld, svedese, Segretario generale delle Nazioni Unite, muore in un misterioso incidente aereo mentre si reca in Katanga per discutere della autonomia. E l’11 novembre a Kindu furono attaccati e uccisi 13 uomini dell’Areonautica Militare italiana in missione O.N.U.

In Corso Canalgrande la Polizia scopre una casa d’appuntamenti. Tutta Modena ne parla, e tutti i Modenesi vorrebbero sapere. Ma la “Legge Merlin” non consente ai giornali di pubblicare i nomi, che però a quanto pare circolano ugualmente. Si inaugura una nuova “moderna” edicola all’angolo di Via Ganaceto con Via Taglio (quante edicole stanno ora chiudendo!). Ma il giorno dopo la “Gazzetta” pubblica la foto di una “Topolino” che vi è schiantata contro; il conducente ne avrà per 20 giorni.
La città si va espandendo, il traffico aumenta, e la ferrovia lo blocca per molte ore. È stato da poco costruito il cavalcaferrovia della Madonnina, ma non è sufficiente. Occorrerà ancora molto tempo prima che si costruiscano i cavalcaferrovia della Crocetta e di Via Cialdini.


Gualtiero Jacopetti (1919-2011), personaggio straordinario sotto molti aspetti, che realizzerà nel 1962 “Mondo cane”, un documentario scioccante (“Tutte le scene che vedrete in questo film sono vere e sempre riprese dal vero. Se spesso saranno scene amare è perché molte cose sono amare su questa terra. D'altronde il dovere del cronista non è quello di addolcire la verità, ma di riferirla obiettivamente”), è in California, e a San Bernardino in un grave incidente resta ferito, e muore la sua fidanzata, l’attrice Belinda Lee.
Si comincia a parlare dell’abolizione dell’esame di ammissione alla Scuola media. Fu abolito solo nel 1962 con la legge n.1859 che istituì la nuova Scuola media unificata. —
Rolando Bussi
bussirolando@gmail.com