Modena 1961/4. Il pilota Cabianca esce di pista e falcia i passanti 

Alla guida di una Cooper dall’autodromo finisce in via Emilia Quattro morti. È la quinta tragedia che avviene sul circuito

  MODENA.   Il 13 maggio muore Gary Cooper (era nato nel 1901). Ricevette tre “Oscar” e si convertì al cattolicesimo. Una lunghissima carriera senza scandali, con decine di film. Ricordo soltanto, tra gli altri, “Per chi suona la campana”, “Mezzogiorno di fuoco”, “La legge del Signore”. In maggio il “Modena” è sconfitto 1-0 sul campo del Piacenza, ma per fortuna gli altri risultati delle partite di Serie C lo riportano in Serie B. E agli inizi di giugno ancora un delitto in famiglia nella nostra montagna. A Ciano di Zocca un uomo esplode due colpi di fucile sulla moglie da cui era separato, e poi si spara.

Alla tragedia assistono due dei tre figli piccoli. E a Ravarino nello stesso mese un uomo uccide la moglie con un martello e poi si suicida gettandosi dal tetto della casa. E in Via Piave per gelosia un uomo tenta di uccidere la moglie e poi si suicida con un colpo di pistola. E a Festà un contadino che aveva bevuto troppo ha terrorizzato l’intero paese con la minaccia di una roncola. E in Rua Muro di notte un uomo che si interpone tra due litiganti viene colpito da una coltellata in pieno petto a pochi centimetri dal cuore. Se la caverà. E una tragedia si verifica all’Autodromo il 17 giugno. Durante un test sul circuito al volante di una “Cooper”, Giulio Cabianca (era nato nel 1923) esce di pista, probabilmente per un problema al cambio, e invece di arrestarsi prosegue la sua folle corsa sulla Via Emilia (complice un cancello lasciato aperto) travolgendo quattro auto e tre motociclisti in transito sulla strada. / 

Il bilancio complessivo è di quattro morti (compreso Cabianca, schiantatosi contro un edificio situato dall’altra parte della strada). Salgono così a cinque gli incidenti mortali che hanno funestato l’impianto sportivo modenese.



Ma gli incidenti sono sempre numerosissimi. A Ravarino una autocisterna con rimorchio carica di nafta si scontra con un altro camion e precipita in un canale. Uno dei due autisti esce subito incolume, ma l’altro è bloccato dalla leva del cambio. La nafta uscita dalle cisterne fa salire di colpo il livello del canale. Soltanto l’intervento di alcuni contadini salva lo sfortunato guidatore.

Invece sul Canaletto, per un analogo incidente (uno dei tanti), nessuno si fa male, ma 3. 000 bottiglie dell’acqua minerale “Recoaro” vanno in frantumi.

E alla Stazione ferroviaria, alle 23, 45, si ferma per pochissimo tempo il direttissimo Roma-Milano proveniente da Bologna. Un ragazzo che evidentemente sonnecchiava si accorge troppo tardi di essere arrivato e apre lo sportello con il treno ormai in movimento. Si butta sul marciapiede e va a sbattere con la testa. Si è rotto solo l’osso del naso.



Nella notte fra l’11 e il 12 giugno un gruppo di terroristi sudtirolesi, aderenti al Befreiungsausschuss Südtirol, compie una serie di attentati dinamitardi: è la cosiddetta “notte dei fuochi”. Gli attentati proseguiranno a lungo, e su di essi torneremo. L’accordo De Gasperi-Gruber, così chiamato dai nomi degli allora ministri degli Esteri italiano (Alcide De Gasperi era anche Presidente del Consiglio) e austriaco (Karl Gruber), era stato firmato il 5 settembre 1946 a Parigi a margine dei lavori della Conferenza di pace, per definire la questione della tutela della minoranza linguistica tedesca del Trentino-Alto Adige. L’Italia ripristinò l’uso ufficiale del tedesco, il suo insegnamento, e reintrodusse i toponimi tedeschi. Tuttavia in alcuni ambienti austriaci e tirolesi non vi era intenzione di riconoscere l’assegnazione del Trentino-Alto Adige all’Italia ribadita dal trattato, sottolineando i “diritti inalienabili dell’Austria sul Tirolo meridionale”.



L’incremento edilizio in città cresce a ritmi intensi, forse troppo intensi. Si parla addirittura di abbattere il Foro Boario, oggi sede della Facoltà di Economia: lì c’era la sede dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa e dei Vigili Urbani. Si rinnova la sede della “Ferrari” in Viale Trento Trieste e si abbatte il vecchio glorioso cinema “Principe” per costruirlo di nuovo. Il cinema attrae moltissimo (non certo come oggi), si rinnova il cinema “Splendor” (era sorto nel 1916) con nuovo schermo panoramico e con l’aria condizionata, e in Via Francesco Selmi si abbatte il vecchio fatiscente palazzo Orlandi per costruirvi, dicono i passanti, un nuovo cinema. Si chiamerà “Adriano”, occorrerà molto tempo per costruirlo e avrà vita molto breve (oggi è una autorimessa su più piani). Fu inaugurato solo nel 1973 con grande afflusso di pubblico con “Amarcord” di Fellini.

Ma si comincia a costruire la nuova Scuola media “Pasquale Paoli” in Viale Virginia Reiter, dietro le Scuole elementari “De Amicis”.

Il 15 maggio papa Giovanni XXIII promulga l’Enciclica “Mater et Magistra” che riprende ed amplia il tradizionale insegnamento della Chiesa cattolica in ordine ai problemi sociali.

Apprendiamo purtroppo tutti i giorni di tragedie in montagna. In luglio sette scalatori italiani e francesi stanno tentando di raggiungere la vetta del Monte Bianco. Bloccati da una tormenta di neve, lottano per sopravvivere per quattro giorni. Quattro alpinisti non ce la fanno. Si salva Walter Bonatti, che aveva partecipato alla spedizione del K2 nel 1954.

A Carpi la Polizia scopre una “centrale del vizio”. Diciassette persone, compromesse nell’ “immorale traffico”, vengono identificate, e i loro nomi cominciano a circolare. Otto erano le “squillo” minorenni. A Modena invece la prostituzione viene esercitata soprattutto in Viale Montecuccoli

La “Gazzetta” pubblica la fotografia di un “ciccaiolo” seduto ai piedi del Duomo. È ancora un “mestiere”, perché le sigarette (quasi tutti fumano le “Nazionali”) non hanno ancora il filtro.

Il 2 luglio si uccide con un colpo di fucile Ernest Hemingway. Era nato nel 1899 e aveva ricevuto il premio Nobel nel 1954.

Il 14 agosto muore lo storico dell’arte Lionello Venturi (era nato a Modena nel 1885). Figlio del grande Adolfo (morto nel 1941) a cui è dedicato l’Istituto d’Arte, rifiutò di prestare il giuramento fascista, emigrò in Francia e poi negli Stati Uniti.

Il 4 giugno in Austria si incontrano John Kennedy e Nikita Kruscev per discutere della messa al bando degli esperimenti nucleari e della questione di Berlino (la Germania era divisa in due: a Occidente la Repubblica Federale e a Oriente la Repubblica Democratica, e a Berlino il passaggio tra le due zone avveniva attraverso il Checkpoint Charlie). L’incontro non ha buon esito e il 13 agosto il governo della Germania Est chiude il confine con la Germania Ovest e inizia la costruzione del “Muro di Berlino”.

Il 30 ottobre in U. R. S. S. viene sperimentata con effetti devastanti l’atomica “Bomba Zar”: fu osservato un raggio di distruzione totale di 35 km. Manifestazioni in tutta Europa, e naturalmente anche a Modena.

Il 30 ottobre muore anche Luigi Einaudi (era nato il 21 marzo 1874), secondo Presidente della Repubblica dal maggio 1948 dopo le dimissioni di Enrico De Nicola.

Si parla oggi di auto elettriche, dell’inquinamento atmosferico. Ma nell’anno di cui scriviamo l’inquinamento era molto alto, per i gas di scarico delle auto, per le officine senza controllo, per le fonderie, per la caldaie ancora a carbone o a nafta. Il Comune in collaborazione con l’Università installa quattro “stazioni” che controllano l’inquinamento dell’aria.

E per chiudere una curiosità. Il “Vasa” era un vascello svedese dotato di 64 cannoni, costruito per il re Gustavo II Adolfo di Svezia tra il 1626 e il 1628. Affondò nel porto di Stoccolma il giorno stesso del varo, il 10 agosto 1628. Dopo essere rimasto oltre tre secoli sott’acqua è stato ripescato nel 1961 e sottoposto al restauro. Oggi è esposto bellissimo, come era, nel museo omonimo a Stoccolma.

Rolando Bussi