Modena/1962. Si dimette Corassori  e Rubes Triva è il nuovo sindaco 

In città arriva l’Aga Khan per comperare una Maserati E ai Giardini Pubblici trova “casa” Rass, leone di 7 mesi 

A San Lazzaro un’auto civetta della Polstrada intima l’alt a una “Giulietta Sprint” targata Roma. C’erano a bordo 1.996 pacchetti di sigarette di contrabbando.
 
E per un’auto ben diversa, una “Maserati Gran Turismo” da acquistare, viene a Modena Karim Aga Khan, Iman dei musulmani Ismailiti Nizariti (è nato nel 1936), a capo di un grande impero economico-finanziario (soprattutto nel settore turistico e aeronautico) e titolare di un considerevole patrimonio immobiliare.
Rolando Gozzi, sapiente restauratore di libri, prende in mano la “Bibbia” di Borso d’Este, patrimonio della Biblioteca Estense, e la “smonta” per consentire alla “Fondazione Treccani” di effettuare riproduzioni in bianco e nero per una pubblicazione integrale dei due volumi di cui è composta (comprese 12 tavole a colori). Sarà stampata dalle Poligrafiche Bolis di Bergamo. Nel 1997 Franco Cosimo Panini realizza un suo sogno, e pubblica il perfetto facsimile della “Bibbia” in 750 esemplari con due volumi di commento di quasi 900 pagine. 
 
Per chi non lo ricordasse, seguendo le sorti della casata Estense la “Bibbia” fu portata da Ferrara a Modena nel 1598, dove rimase fino alla fine del Ducato nel 1859, e poi portata fuori dall'Italia. Messa in vendita, fu acquistata a Parigi nel 1925 per 5.000.000 di lire dall’imprenditore bresciano Giovanni Treccani, che la donò alla Biblioteca modenese. 

L’11 agosto Andrijan Grigor'evič Nikolaev diviene il terzo cosmonauta sovietico a raggiungere lo spazio. A bordo della “Vostok 3” orbitò per quattro giorni raggiungendo ben 64 orbite.



Nella prima puntata del 1961 abbiamo parlato del talidomide, e delle terribili conseguenze che poteva procurare ai feti. Accade purtroppo anche a Modena. In una clinica privata nasce una piccola senza braccia e senza gambe. Cesare Torricelli, scomparso il 4 aprile 2016, luminare della pediatria italiana, modenese residente da anni a Milano, nel 1962 aveva denunciato i rischi gravissimi del talidomide.

Tragico episodio d’amore. Un giovane Vigile urbano di Carpi, sposato, uccide la sua amante, più anziana, moglie di un industriale inglese comproprietario di una fabbrica di confezioni di maglieria. Temeva di essere lasciato. E a Guiglia un uomo da poco dimesso dal manicomio uccide a revolverate un mezzadro, ferisce un giovane e poi si spara.



Si riunisce il 6 settembre il Consiglio comunale, e alla fine la seduta viene aggiornata. Il Sindaco Corassori avvisa che i consiglieri riceveranno comunicazione dell’inserimento all’ordine del giorno di un comma riguardante le sue dimissioni. La “Gazzetta” aveva scritto a lungo su queste possibili dimissioni, discettando sui possibili successori, mentre “il quotidiano sovietico in lingua italiana” (così il giornale definiva “l’Unità) non ne aveva naturalmente mai fatto cenno. Ma sabato 8 settembre “l’Unità” scrive: “La politica dei comunisti al Comune di Modena, l’avvicendamento del Sindaco e la conseguente nuova composizione della Giunta municipale hanno costituito in queste ultime settimane materia di un diffuso dibattito … gli organi del Partito interessati hanno approvato unanimemente l’avvicendamento del Sindaco tenuto conto della gravosità dell’incarico ricoperto ininterrottamente da Corassori durante i diciassette anni intercorsi dalla Liberazione e hanno proposto che l’importante responsabilità venga affidata al compagno Rubens Triva già vice sindaco della città dal 1946 al 1951 e vicepresidente dell’Amministrazione provinciale dal 1951 al 1960”.



Lunedì 10 settembre Corassori dà le dimissioni. Dai 47 votanti arrivano 17 schede bianche e 30 per Triva.

E la “Gazzetta” maligna: “Ma guardi in mezzo ai suoi compagni e non tiri troppo addosso a quelli che militarono un tempo nel suo stesso Partito che non è quello d’oggi e vestirono la sua stessa divisa. No: non siamo dei nostalgici, ma è chiaro che nello scorrere il suo curriculum gli anni non sono tanti da aver cancellato dalla nostra memoria quei tempi nei quali si “viveva pericolosamente” e si sfilava – chi con la pancia e chi no – davanti al “Federale”: no, non quello di via Ganaceto” (molti ricordavano, compresa la mia famiglia, la foto che lo ritraeva il giorno del matrimonio all’uscita di chiesa tra i gagliardetti fascisti).

Triva fu un ottimo Sindaco (si chiamava Rubes, non Rubens come molti scrivevano). Assessore comunale a 25 anni nella prima giunta del dopoguerra, era un maestro elementare che diventò ben presto un punto fermo nell’amministrazione del sindaco Alfeo Corassori. Sindaco di Modena dal 1962 al 1972, parlamentare della Repubblica dal 1972 al 1987, presidente dell'ANCI e di Federambiente tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta. Nel 1972 venne eletto deputato per il P.C.I. nella VI Legislatura. Rieletto nella VII (1976), VIII (1979) e IX (1983), fu deputato sino al 1987.

Triva si distinse per l’applicazione di una prassi riformista (sosteneva che la via italiana al socialismo doveva tradursi in "una possibile alleanza permanente della classe operaia con i ceti medi della città e della campagna") e per un forte protagonismo dell’Ente locale impegnato nel rispondere alle nuove domande di una popolazione in continua crescita. Sono gli anni dei villaggi artigiani, del piano per l’edilizia popolare, della nuova facoltà di Economia e commercio dell’Università, del primo Piano regolatore generale (approvato nel 1965 dopo un travagliato iter iniziato nel 1953), delle politiche per la scuola e per gli anziani, del decentramento dei quartieri.

Non piove da più di due mesi, i fiumi sono in secca e i raccolti soffrono. Nasce l’Azienda Municipalizzata dei servizi urbani, e il “rusco” sarà portato a Navicello.

A proposito di trafori: il 14 agosto gli operai delle due imprese che effettuano i lavori si incontrano sotto il Monte Bianco abbattendo l'ultimo diaframma. Il traforo è perfettamente riuscito, e il 20 settembre Amintore Fanfani e Georges Pompidou lo attraversano. Lo inaugureranno il 16 luglio 1965 Giuseppe Saragat e Charles de Gaulle.

La questione Alto Adige è ancora molto complicata. Si incontrano Attilio Piccioni e Bruno Kreisky, Ministro degli Esteri austriaco, e si può tornare a passare dall’Austria all’Italia con la carta d’identità. Non occorre più il visto.

Qualche notizia modenese.

La sede della Croce Rossa si sposta da Via Francesco Selmi a Corso Vittorio Emanuele II, e lì rimarrà molti anni.

Un fulmine si scarica sulle antenne radio della Questura. I danni sono gravi. E purtroppo vengono colpiti due poliziotti al lavoro con le cuffie. Resteranno sordi per parecchio tempo.

Ancora incidenti: un filobus contro un camion all’incrocio tra Via Carlo Sigonio e Via Prampolini

E ai Giardini Pubblici arriva il leone “Rass”: ha sette mesi. “Lea” arriverà più avanti.

L’11 ottobre si apre a Roma il Concilio Ecumenico Vaticano II; vi partecipano 2.494 padri conciliari. Fu una svolta molto importante per la Chiesa.

Ma domenica 14 ottobre scoppia la crisi dei missili di Cuba. Per due settimane il mondo restò col fiato sospeso temendo di essere alla vigilia di una guerra nucleare. A fronteggiarsi le due superpotenze, Stati Uniti d'America e Unione Sovietica, spalleggiate dai rispettivi "blocchi" d'influenza. Teatro della contesa fu la Cuba di Fidel Castro, entrata nella black list dell'amministrazione americana in seguito al crescente consolidamento dei rapporti commerciali con l'U.R.S.S. Di contro, il fallito tentativo di invadere l'isola aveva spinto quest'ultima a rafforzarsi militarmente.

Il casus belli scoppiò il 14 ottobre del 1962, quando un aereo spia americano U2 fornì le prove fotografiche che i sovietici stavano installando delle basi missilistiche a Cuba, posizionate in direzione degli USA. Ne scaturì una guerra di nervi, a colpi di dichiarazioni dei due presidenti John Fitzgerald Kennedy e Nikita Krusciov, sfociata nel blocco navale imposto dagli U.S.A. Le pressioni della diplomazia internazionale e l'intervento accorato di papa Giovanni XXIII favorirono la distensione e il raggiungimento di un accordo tra le parti, basato sulla rimozione dei missili a Cuba e sullo smantellamento di quelli statunitensi in Turchia. L'episodio segnò uno spartiacque nei rapporti tra le due superpotenze, favorendo l'istituzione di una linea telefonica diretta tra i due presidenti, denominata “linea rossa”. —

Rolando Bussi