Modena 1963/1 Polizia in campo dopo lo 0-0 tra Modena e Inter 

I gialloblù conquistano la salvezza, ma sul terreno di gioco alta tensione tra i giocatori, numerosi falli e un cazzotto   

A Roma la notte di San Silvestro come sempre alcuni coraggiosi si gettano nelle acque del Tevere. La stessa cosa fa a Saliceto Panaro un bolognese per una scommessa: nuota per 50 metri nell’acqua gelata del Panaro in piena!
 
In pieno centro invece un ascensore si blocca. Due uomini e una donna trascorrono la notte di San Silvestro lì dentro. Li trovano la mattina “duri come baccalà”, come si dice a Modena.
 
Nella stagione 1962 - 1963 il Modena tornò a disputare il campionato di Serie A per la prima volta dal 1949. Aveva giocatori importanti, non solo italiani, come il tedesco Albert Brülls e il brasiliano Cinesinho. Esonerato Vittorio Malagoli (1917-1991) nel mese di dicembre, in panchina si sedette Annibale Frossi (1911-1999): i Modenesi riuscirono a conquistare la salvezza, pareggiando 0-0 a Milano contro l'Inter alla penultima giornata il 19 maggio. L’Inter vinse il Campionato, e aveva giocatori straordinari. Ricorderò solo Tarcisio Burgnich, Giacinto Facchetti, Sandro Mazzola. Luis Suarez; l’allenatore era Helenio Herrera
 
 
Ma il 6 gennaio 1963, dopo Modena-Inter, devono intervenire le forze di Polizia perché i giocatori dell’Inter volevano vendicarsi di alcuni interventi non proprio corretti dei giocatori modenesi. Zaglio e Brülls si erano scambiati calci ed erano rimasti a terra. Nel successivo parapiglia Di Giacomo aveva colpito con un pugno al viso Pagliari, davanti a 32.000 spettatori. Ed era il giorno della Befana! / SEGUE A PAG. 24
 

Come passa il tempo! Il 22 gennaio a Parigi si incontrano Adenauer e De Gaulle e firmano un trattato di cooperazione franco-tedesco, che consolida i legami tra i due paesi dopo la fine della guerra. Interrogato sul possibile ingresso dell’Inghilterra nel MEC (Mercato Comune Europeo), il Presidente francese risponde: “Mi riservo di rifletterci”. Non è ancora l’ora della Brexit! (l’Inghilterra entrerà nel 1973).



È stato un inverno freddissimo, uno dei peggiori in tutta Europa. L’Assessore all’Istruzione del Comune di Modena Germano Bulgarelli (sarà Sindaco della città dal 1972 al 1980) comunica alla stampa che, in accordo con il Provveditore agli Studi, i Capi d’Istituto e i Direttori didattici, dal giorno successivo 7 febbraio fino al giorno 16 rimarranno chiuse le Scuole Elementari e Medie del Comune. Non attraccano ai porti navi cariche di carbone e di olio combustibile per le difficoltà della navigazione, e anche la legna a disposizione è insufficiente (qualcuno della mia età ricorderà che in moltissime abitazioni funzionavano le “Becchi”, stufe a più piani in terracotta che andavano a legna, costruite a Forlì).

Ennesimo incidente mortale al passaggio a livello di Via Buon Pastore. Nel giro di pochi anni i morti sono stati quattro, e parecchi i feriti. Anche questa volta un’auto è transitata mentre si abbassavano le sbarre e il convoglio della SEFTA proveniente da Sassuolo l’ha travolta.

E sulla Marano-Vignola un’auto della Polizia viene sorpassata a velocità folle da una “Giulietta” rubata. La Polizia insegue, ma la sua auto, vecchia, non è in grado di raggiungerla.

E in Corso Canalchiaro, all’ora di pranzo, viene svaligata una oreficeria: un milione e mezzo di preziosi scomparsi.

E finalmente una buona notizia per la città. Dieci anni dopo la fondazione del Villaggio Artigiano della Madonnina, dove nell’anno di cui parliamo sono presenti 85 nuclei produttivi, che danno lavoro a 2.500 maestranze, si crea il quartiere “Modena Est” verso Saliceto Panaro. I lotti sono 153, ma le domande pervenute al Comune sono state ben 230.

La motorizzazione procede veloce, ma aumentano anche purtroppo gli incidenti stradali. L’Automobile Club d’Italia rende note le statistiche. I mesi più tremendi sono maggio e ottobre, i giorni più sanguinosi sono sabato e domenica. I momenti più pericolosi: le ore 18-19. Nel 1961 si sono registrati 306.889 incidenti nei quali hanno perso la vita ben 8.987 persone e altre 218.945 sono rimaste ferite

L’Italia sta cambiando, ma solo in parte. Lo spettacolo Cristo 63, in scena al Teatro Laboratorio di Roma, viene sospeso per oscenità. Carmelo Bene e il pittore Andrea Greco si sono presentati completamente nudi, usando gesti e linguaggio decisamente forti. Di qui l’intervento dei carabinieri su richiesta di tre spettatori che si sono sentiti offesi dalla nudità e dalle parole di Bene. Il film Viridiana di Luis Buñuel, opera cupa e sadica premiata due anni prima a Cannes, è sequestrato perché, secondo il procuratore della repubblica di Milano, Carmelo Spagnuolo, offende la morale cattolica. Carmelo Spagnuolo è il potente magistrato-censore, già famoso per la persecuzione di altri capolavori come L’Avventura, Rocco e i suoi fratelli, L’Arialda. Per Viridiana il 28 gennaio Spagnuolo fa addirittura un blitz nelle sale milanesi. Vita difficile anche per L’Ape regina di Ferreri: al film non arriva il visto della censura, per il regista c’è l’accusa di oscenità.

Il mondo è sempre in subbuglio. Il 4 marzo sei persone vengono condannate a morte per un attentato ai danni di Charles De Gaulle. Il primo ministro ne grazierà cinque, ma il sesto verrà fucilato da un plotone d’esecuzione.

Ma c’è anche un papa, Giovanni XXIII, che cerca la via della pace. Riceve in Vaticano Alexei Agiubei, genero di Kruscev, con la moglie, suscitando scandalo negli ambienti più di destra.

Ma cambiamo argomento.

Esce il primo album dei Beatles. L'era del rock era già un fatto compiuto grazie a mostri sacri come Elvis Presley, Jerry Lee Lewis e Little Richard. Eppure di lì a poco il mondo conobbe una rivoluzione musicale e culturale senza precedenti. Mentre il rock delle origini parlava esclusivamente americano e sembrava già nella sua fase di declino (coinciso con la lunga assenza di Elvis, impegnato con il servizio militare), nella vecchia Inghilterra i tempi erano maturi per un cambio della guardia sulla scena musicale.

La prima fase di questa nuova stagione si verificò tra il 1964 e il 1967, quando s'imposero sulla scena grandi rock band come The Rolling Stones, The Who, ma soprattutto quattro ragazzotti di Liverpool, la cui storia ebbe inizio nella chiesetta di Saint Peter, nei sobborghi della città. Qui il sedicenne John Lennon, chitarrista dei Quarrymen, incontrò il quindicenne Paul McCartney, che fu ammesso nella band come bassista. Il successivo ingresso nel 1958 del chitarrista George Harrison, amico di McCartney, e, due anni dopo, del batterista Pete Best segnò l'inizio di un tour per i locali di Liverpool, dove si esibirono con il nome di Johnny and the Moondogs e successivamente, dopo l'ingresso del bassista Stuart "Stu" Sutcliffe, come Long John & The Silver Beetles e The Beat Brothers. Il primo grande palcoscenico arrivò nel 1960 con il concerto di Amburgo, dove debuttarono come The Beatles, in cui veniva storpiato "beetle" ("scarafaggio"), sottolineando con il termine "beat" ("battere", "picchiare") che la loro musica rock colpiva duro. L'eco della loro musica arrivò alle orecchie dei produttori della Parlophone Records (parte del gruppo Emi), in particolare di George Martin che rimase conquistato dalle note di brani come Love Me Do e Ask Me Why. Dopo l'addio di Best, sostituito da Richard Parkin Starkey, in arte Ringo Starr, si arrivò all'incisione dell'album d'esordio, registrato in una sola giornata (quindici ore) nei mitici Abbey Road Studios. Intitolato Please, please me, dall'omonimo singolo uscito l'anno precedente e balzato ai vertici delle classifiche, l'album uscì il 22 marzo del 1963 con in copertina l'immagine dei "Fab four" (i "favolosi quattro", il loro soprannome più celebre), ritratti nella tromba delle scale degli "studios". Quattordici i brani contenuti che, da I Saw Her Standing There a Twist and Shout, portavano una carica esplosiva nel sound e nei testi. In meno di un anno fu subito "Beatlesmania" nelle scelte musicali e nei costumi dei giovani, con molti che imitavano la tipica capigliatura a caschetto dei "quattro".

Vendite e riconoscimenti non tardarono ad arrivare e due anni dopo si ritrovarono, poco più che ventenni, insigniti del titolo di Baronetti dell'Ordine dell'Impero Britannico, per gentile concessione della regina Elisabetta II! —

Rolando Bussi