Modena, i  colossi del digitale entrano in Ago con dieci laboratori

Già firmate collaborazioni con Apple, Google e Microsoft Trenta ricercatori al lavoro su ambiente e neuroscienze

MODENA. Sbarcheranno a Modena, in qualità di partner di Ago-S.Agostino, colossi mondiali dell’informatica come Apple, Google, Microsoft. Un impegnativo passo avanti tecnologico per catapultare la città nel futuro, senza lesinare mezzi economici che esaltino il ruolo dell’ex ospedale.

Da metà settembre il S.Agostino, sul quale la Soprintendenza ha di recente detto no al restauro, viene trasformato in un megalaboratorio tecnologico. Nasce, nel nucleo più antico e simbolico dell’edificio che fronteggia Palazzo dei Musei, il “Future Education Modena” (Fem).

La Fondazione di Modena ha destinato al progetto due milioni di euro (esclusi l’ allestimento e i costi), ha nominato due responsabili che fino al giugno 2018 lavoravano a stretto contatto con passati ministri dell’Istruzione come Francesco Profumo e Stefania Giannini, e ha deciso di collocare una serie di strutture presso le cosiddette area delle “Tenaglie”.

In tre anni la Fondazione si attende di “attirare” circa 25mila utenti, facendo lavorare in sinergia gli enti culturali del cosiddetto futuro Polo della cultura (Gallerie Estensi, Musei civici, archivio comunale, Fmav).
Siamo nella parte più nobile dell’ex ospedale settecentesco, nell’area dove in futuro dovrebbe esserci anche un’ampia reception sotto il cortile centrale. A questi ambienti di circa mille metri quadrati si accede dall’atrio principale del Sant’Agostino.

Qui saranno attivati in occasione del prossimo Festival Filosofia dieci innovativi laboratori di raccolta dati e studio delle digital humanities e vi lavorerà una trentina di persone di cui la metà assunta a tempo pieno.

La dottoressa Donatella Solda-Kutzmann, responsabile del Fem con il collega Damien Lanfrey, spiega: “Stiamo ancora discutendo con il direttore Felicori e con i vertici della Fondazione su questo importante progetto che tiene insieme le scienze cognitive con le nuove tecnologie. Stiamo definendo molti particolari, soprattutto con i tanti partner che abbiamo attivato da Apple, Google, Microsoft a università come Modena e Reggio, la Statale di Milano, Trento, Macerata, Parma senza dimenticare il Cnr, la multinazionale Cisco Systems Inc. Con queste collaborazioni, ad esempio, sperimenteremo la realtà aumentata e altre innovazioni da mettere a disposizione della cultura”.


Solda illustra poi i laboratori che verranno collocati alle Tenaglie: “I corsi estivi del Summer Camp sono una sorta di numero zero di quel che si vedrà dal Festivalfilosofia in poi. Allestiremo tre spazi dedicati all’apprendimento attraverso lo studio delle neuroscienze in rapporto alle nuove tecnologie. Poi, appunto, le dieci aree specializzate, dedicate ad esempio allo studio del verde attraverso la predisposizione di sensori che ci permetteranno di comprendere come le piante impattano sull’ambiente. Poi avremo una zona dedicata ai videogiochi e allo sviluppo del controllo dei computer tramite gli occhi, insieme a una dedicata invece allo studio delle abilità artigianali. Analizzeremo anche il tema della scienza in cucina, la trasformazione del cibo anche attraverso la chimica, nonché studieremo il mondo della educazione sonora e della post produzione di video e musica. Riassumendo all’estremo, posso dire che ci interessa studiare e comprendere come cambiano l’apprendimento e la cultura grazie all’impatto delle nuove tecnologie”.

Tutto ciò non è stato ancora presentato ufficialmente alla città, le uniche riflessioni prima di partire con questo innovativo e mastodontico processo si sono tenute presso l’ente di origine bancaria che tra pochi mesi vedrà rinnovati i proprio organi amministrativi, presidente compreso. Ovviamente quel che si intende fare è stato anche condiviso con il Comune e con le Gallerie Estensi, anche perché presso queste ultime è già partita una digitalizzazione di parte del patrimonio antico (costo 1,2 milioni di euro).

Il Fem rientra nell’area di responsabilità di Mauro Felicori, l’ex direttore della Reggia di Caserta ed ex capo comunale della cultura a Bologna, attuale numero uno di “Ago-fabbriche culturali” fino al 2022. A quanto pare, dunque, la “filosofia” culturale del progetto Sant’Agostino continua con gli “aggiustamenti” e ora si puntano molte chance sull’alta innovazione che potrebbe catapultare Modena nel futuro per quel che riguarda la cultura umanistica.

Si è partiti, anni fa, con il trasferimento delle biblioteche Estense e Poletti che nella nuova sede dovevano essere caratterizzate da due torri contenenti libri alte 23 metri, ideate da Gae Aulenti. Poi, dopo anni e polemiche, si è giunti al trasferimento degli istituti culturali dedicati al contemporaneo con al centro il Fem. —