Castelvetro, a Mercurdo la festa “per chi ha ancora voglia di sognare”

n migliaia nel borgo medievale tra musicisti sugli alberi mercatini e altri spettacoli “meraviglioisamente assurdi”

Castelvetro, Mercurdo la festa delle cose più strane

CASTELVETRO. Si è conclusa ieri sera la due giorni più bizzarra di tutta la provincia, all'insegna di Mercurdo, il festival dell’assurdo, che ancora una volta ha visto il borgo medievale di Castelvetro trasformarsi in un grande palcoscenico all'aperto dove è andato in scena un mondo surreale e onirico con performance, spettacoli teatrali e installazioni.



Migliaia le presenze che hanno decretato il successo di questa manifestazione che vede in tutto ciò che abitualmente può essere considerato strano e inconsueto la chiave della sua riuscita. “Ci si chiede spesso cosa al giorno d’oggi possa essere considerato assurdo, visto che siamo abituati a vedere di tutto, a sentire di tutto, e a dire di tutto - racconta Giorgia Mezzacqui, assessora alla cultura e al turismo - ma io credo che il vero privilegio sia la capacità di liberare la propria fantasia: con essa possiamo essere chiunque, ovunque. Così, ancora una volta la nostra cittadina si è voluta offrire al territorio accogliendo tantissima gente che evidentemente ha ancora voglia di sognare”.



Mercurdo abbraccia l’assurdo in tutte le sfaccettature dell’espressività artistica: dalla banda cittadina che accoglie i visitatori all’ingresso del borgo con i musicisti che suonano appesi ad alberi secolari, dal teatro che ha visto artisti esibirsi incantando il pubblico con bolas infuocate, tamburi africani dai ritmi penetranti e tanto altro, alle arti visive, dal cinema alla musica, dalla pittura alla scultura.

Ma poiché a Mercurdo tutto è possibile, ciò che non lascia indifferenti sono gli alberi, le palizzate, le fontane, le tettoie e altri elementi urbani “vestiti a festa” da meravigliose creazioni, che rappresentano, animali, fiori, ragnatele e intrecci di colori realizzate all'uncinetto dal gruppo di signore che fanno parte di “Intrecci Urbani, ago filo e d’intorni” dell’Auser Castelvetro. “La nostra è un’associazione nata 10 anni fa con lo scopo di far uscire le signore da casa - raccontano Sandra e Romana, due delle maestre d’uncinetto che hanno realizzato le creazioni - e così abbiamo cercato di fare cose improbabili come occhi ad alberi, frange ai cestini dell’immondizia o abiti per le fontane e, pensando all'estate, per rimanere in tema, ci sembrava meravigliosamente assurdo realizzare il tutto con la lana”.

Alle 23,45 di sabato, più di 500 persone si sono radunate in piazza Roma dove strani ciceroni attendevano il pubblico per condurlo in un bosco incantato dove avrebbero assistito allo spettacolo “Effetti indesiderati di amori improvvisati”della compagnia dell’Auriga. “Abbiamo deciso di portare i personaggi dell’arte a Mercurdo nell'inconsueta cornice di un bosco – spiega il regista della compagnia Dario Turrini- Arlecchino, Pulcinella, Brighella, Pantalone e gli Innamorati, vestiti con abiti tradizionali, sono stati i protagonisti di una divertente farsa tra lazzi, intrighi e pasticci dove alla fine, assurdo oppure no, l’amore ha trionfato”.

Camminando per le vie di Castelvetro, tra innumerevoli bancarelle che vendevano di tutto, c’era anche chi leggeva il futuro osservandoti l’orecchio e chi si divertiva a festeggiare il proprio addio al nubilato come Natasha, che raccontava ridendo che ha scelto Mercurdo come location per la sua festa perché “decidere di sposarsi al giorno d’oggi, forse, è davvero assurdo”. —