Unici e speciali: Federico Buffa racconta i suoi “numeri primi”

L'incontro col giornalista in piazza Ciro Menotti



“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri”.


Paolo Giordano li definiva così una decina di anni fa in quello che fu il suo celebre romanzo di esordio, e i numeri primi saranno anche lo spunto della chiacchierata tra Alessandro Iori, giornalista e telecronista sportivo, e Federico Buffa, che si terrà stasera 13 giugno in Piazza Ciro Menotti a Fiorano, alle 21.

Buffa cosa sono per lei i numeri primi?

“I numeri hanno un grande fascino su di me. Affronto questa serata con la sorpresa di quanto Alessandro mi chiederà. Non ho voluto avere tracce per sentirmi libero di rispondere”.

L'unicità dei numeri primi è applicabile anche agli esseri umani. Chi sono per lei dei numeri primi?

“Nello sport Michael Phelps, nella musica Sting, nella letteratura Fëdor Dostoevskij. Il primo perché sono molto più colpito dagli sportivi singoli che sono avversari di se stessi contrariamente ai calciatori che hanno sempre una squadra che supporta le loro incertezze, le loro debolezze. I campioni di tennis, di nuoto, della boxe sono gli avversari di loro stessi. Phelps fuori dall'acqua è un disadattato, in vasca è uno degli sportivi più forti di tutti i tempi. Sting, perché secondo me ha un livello di sensibilità incredibile. Chi prima di lui ha descritto con tanta delicatezza il senso di fragilità degli uomini quando piove? Centra i momenti dell'animo umano in modo molto elegante, con una sensibilità che non ha eguali. Dostoevskij è un altro che centra l'animo umano con una facilità sorprendente, ha un modo di scrivere che nessuno ha. Raskòl'nikov, il protagonista di "Delitto e Castigo" che io cito spessissimo, con tutte le sue onde mentali e con la sua intera esistenza è il personaggio della letteratura mondiale riuscito meglio”.

E Federico Buffa è conscio di essere, a suo modo, un numero primo?

“No”.