Con Noi Gazzetta a Palazzo ducale per il concerto degli allievi di Raina

Il soprano presenta i giovani cantanti che il 3 luglio si esibiranno a palazzo ducale: «Con loro disciplina ma anche tanta gioia» Ai nostri lettori iscritti alla comunità noi Gazzetta sono stati riservati 30 biglietti

MODENA. Sarà lo scenario magico del Cortile d’Onore dell’Accademia Militare ad incorniciare, il 3 luglio alle 21, il concerto “Notte dei Luna e giovani Stelle”, con i migliori allievi della Masterlass in Canto lirico di Raina Kabaivanska. In programma arie celebri di Rossini, Verdi, Puccini, Mascagni e brani ispirati alla magia del cielo notturno. Sono tanti gli studenti eccellenti usciti dalle passate edizioni della Masterclass, come Maria Agresta, Veronica Simeoni, Andrea Carè e Vittoria Yeo. Tra gli allievi di questo anno, quattro saranno i protagonisti del concerto, provenienti da Bulgaria, Italia, Corea e Venezuela: Reynaldo Droz (tenore), Aleksandrina Mihaylova (soprano), Marily Santoro (soprano), Kim Sunggyeul (baritono). Gli allievi canteranno accompagnati dalla Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti diretta da Diego Dini Ciacci. Il concerto è a ingresso gratuito su invito da ritirare a partire da sabato 22 giugno presso l' URP di Piazza Grande e all’Infopoint di Palazzo dei Musei.

Per i lettori della Gazzetta di Modena iscritti alla comunità Noi Gazzetta sono stati riservati 30 posti con un invito che si può prenotare nella sezione EVENTI del nostro sito o cliccando qui

«È una grande gioia per me essere ospiti all'Accademia - dice Raina Kabaivanska - Io ricordo che appena arrivata a Modena avevo cantato nella sala dell'Accademia che ora è in restauro, e ricordo quegli affreschi stupendi. E per me questo concerto è un ritorno bellissimo dopo tanti anni. Per la prima volta la mia Masterclass, che esiste da vent'anni ormai all'Istituto Vecchi Tonelli, ha possibilità di cantare in uno spazio magnifico e con l'Orchestra grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, grazie al Presidente Cavicchioli che ha avuto questo gesto di generosità e forse anche di fiducia in me».

Signora Kabaivanska, chi sono i ragazzi che canteranno al concerto?

«Sono quelli più maturi della mia Materclass, quelli che veramente possono cantare davanti a un pubblico e con l'Orchestra. Sono tutti ragazzi molto giovani. Aleksandrina Mihaylova, soprano bulgaro, è qui da due anni. Lei è ancora molto giovane ma ha una grande voce. Poi c'è un altro soprano, Marily Santoro, anche lei con me da due anni, che ha già debuttato nei teatri. È già pronta per fare carriera. Il tenore, Reynaldo Droz, viene dal Venezuela. Ha risentito della situazione tragica che c'è nel suo paese perché gli hanno tolto la borsa di studio, e allora ho provveduto io, per consentirgli di continuare perché ha grandi possibilità. Non è ancora del tutto maturo, ma viene dal mondo della musica leggera ed è anche un ottimo chitarrista. E sono due anni che lavoro con lui per farne un tenore. Poi c’è il baritono, Kim Sunggyeul, dalla Corea. Le voci coreane sono meravigliose, hanno una qualità veramente eccelsa, forse per la struttura fisiologica, hanno visi con grandi spazi, sono pieni di risonanze».

Anche lei decise di perfezionarsi in Italia. Perché decise di venire qui?

«Io vivevo in Bulgaria, un paese comunista a quell'epoca, era il 1958. Quando finii il Conservatorio mi diedero una borsa di studio ma per Mosca, perché era la regola, si andava a studiare solo in Unione Sovietica. In clandestinità avevo una radio con un mio amico, e potevamo prendere anche le stazioni dell'Ovest. Allora ho sentito una voce che cantava Wagner, Verdi, Puccini, e io ero incantata, e pensavo come si canta bene in Italia! La voce era della Callas. Allora decisi che volevo andare dove si cantava così. Andai dal Primo Ministro, che all'epoca era un despota che poteva decidere tutto, e dopo un'attesa di ore e ore finalmente lo incontrai e gli dissi che non volevo andare in Russia, ma in Italia. Lui era scioccato, però forse anche per il coraggio che avevo avuto, mi guardò dritto negli occhi e mi disse “Va bene. Parti fra quattro giorni”. E così arrivai qui».

Che tipo di esperienza è per lei fare l'insegnante?

«Mi trovo nelle mie acque. Devo dire che per me l'insegnamento è prima di tutto dare. Dare con amore. E questi ragazzi sono e si comportano come persone per bene, così viviamo in un clima gioioso ma con molta disciplina».

C'è qualcosa che avrebbe voluto fare e non ha fatto?

«Io non ho mai avuto ambizioni. Strano, vero? E allora tutto quello che ho fatto l'ho fatto con molta gioia e non ho rimpianti. Forse il segreto è andare avanti senza troppe aspettative e gioire delle cose che arrivavano». —