Modena 1963/3 Adriano Celentano canta al Palasport assieme ai “Ribelli” 

Spettatori in delirio e assedio dei fan per un autografo Modena-Catania al “Braglia”, derubati due giocatori ospiti

Come molti ricorderanno, dal 9 al 13 maggio si è svolto a Torino il 32° Salone del Libro, con moltissimo pubblico e tra molte polemiche (come passa il tempo! Convinsi Franco Panini ad affittare un piccolo stand per la prima edizione, che si svolgeva in un’altra sede, e dopo due giorni avevo esaurito i libri!). Nell’anno di cui scriviamo, 1963, la “Gazzetta” intervista i gestori di due librerie oggi non più esistenti, la “Tonini” e la “Tarantola”.

Pochi Modenesi leggono, la sera preferiscono guardare la televisione, il prezzo dei libri è aumentato, si vendono bene solo “sotto le feste”. Le librerie erano sette, più le cartolibrerie. Più tardi aprirà “Rinascita” in Piazza Mazzini. Ma la libreria che tutti i Modenesi ricorderanno a lungo era la “Muratori” in Via Emilia, chiusa il 30 giugno 2017, inaugurata il 3 marzo 1958. Franco Rossi per oltre 50 anni ne è stato l’anima. Come ricordava Roberto Armenia, “era un uomo pieno di vita, di entusiasmo, cordiale e, da vero “geminiano”, ottimo “narratore” di storielle e barzellette.

Sempre al servizio dei suoi clienti che considerava come amici. Anche quelli che entravano per la prima volta in libreria”. Gli arredi, disegnati dall’architetto modenese Vinicio Vecchi, possono essere ammirati alla Biblioteca “Poletti”. La sera del 14 marzo Ombretta Caleffi, moglie di Carlo Nigrisoli, figlio del titolare di una nota casa di cura bolognese, viene trovata morta nel suo appartamento.


È l'inizio del "giallo del curaro", che dividerà in innocentisti e colpevolisti l'opinione pubblica bolognese, in modo analogo a quanto avvenuto alcuni decenni prima con il delitto Murri (Il caso Murri è un omicidio commesso nel 1902, che ebbe vasta risonanza presso l'opinione pubblica; la vittima fu il conte Francesco Bonmartini e il processo si concluse con la condanna di Tullio Murri per omicidio e della sorella Linda per complicità nell'assassinio del marito). Nel febbraio del 1965 Carlo Nigrisoli, che si proclamerà sempre innocente, verrà condannato all'ergastolo. Lo difenderà, ma senza risultato, anche l’avvocato modenese Carlo Alberto Perroux.

Il mondo sta cambiando. Il 24 marzo al Palazzo dello Sport si esibisce Adriano Celentano accompagnato dai “Ribelli”. Migliaia di giovani si accalcano per ascoltarlo e chiedere autografi. Il giornalista della “Gazzetta” che scrive l’articolo sul concerto, Nino Pagliarini, non è molto contento del successo di Adriano: “Ha raccolto tanti battimani quanti ne ha raccolti un grandissimo attore di prosa o del cinema nella sua vita. Abbiamo parlato di proporzioni. Ebbene queste per noi non esistono più. Se questo è il mondo nuovo, se fermarsi vuol dire perdersi, preferiamo perderci subito. Meglio così che trovarsi pazzi”.

Altra musica. Alla “Scala” di Milano si recita la Carmen di Bizet. Il tenore è Mario Del Monaco, non in forma, evidentemente. Il pubblico rumoreggia, e il tenore esibisce un gesto eloquente. Lo attendono all’uscita e lo insultano. Ma lui si difende con un cazzotto. Ovazioni per Mirella Freni!

Viene chiuso a tempo indeterminato l’albergo “Stella d’Italia” in Via Paolo Ferrari per favoreggiamento della prostituzione, e in un processo a porte chiuse vengono condannate più persone. Ma ci sono sempre anche i furti. Al “Braglia” si gioca Modena-Catania. La partita finisce 4-1 per il Modena. E quando i giocatori del Catania tornano negli spogliatoi, per due di loro non c’è più traccia del portafoglio.

In Via San Giovanni del Cantone, dopo la demolizione della vecchia chiesa, agli inizi di aprile viene inaugurata la nuova sede dell’INAM. Taglia il nastro Amintore Fanfani, che è ancora, per poco Presidente del Consiglio.

La “Gazzetta” pubblica una statistica che illustra bene lo sviluppo della nostra città. Al 28 febbraio del 1962 i Modenesi erano 142.559. Alla stessa data del 1963 era saliti a 146.950: ben 4.381 in più.

Ma è anche una città che manteneva le tradizioni. La gloriosa Società Modenese per Esposizioni Fiere e Corse di Cavalli era sorta nel febbraio del 1875. Era il salotto della vecchia Modena, come ci mostrano le foto dell’epoca. Quando si svolge la Fiera, anche nel nostro anno nell’ippodromo ci sono le corse al trotto, con il Gran Premio Ghirlandina e il GP Giovanardi (oggi l’ippodromo è in Via Ragazzi del ‘99).

Abbiamo già parlato altre volte delle diverse visioni della “sessualità” e della “moralità” che dividevano cinquant’anni fa i Modenesi. Qualcuno aveva denunciato all’autorità giudiziaria il gestore dell’edicola della Stazione “per aver esposto in luogo pubblico stampati contenenti immagini offensive alla pubblica decenza”. Viene assolto. Erano stati sequestrati dalla Questura “Racconti romani” di Moravia, pubblicato da Bompiani (in copertina un’opera di Toulouse-Lautrec, una donna che si infila una calza), “Il Deserto del Sesso” di Leonida Repaci (con un nudo di Anna Salvatori), e il “Manuale di Sessuologia” del francese Angélo Hesnard (con in copertina “Amore e Psiche” di François Gérard).

Ma andiamo all’estero, dove si verifica il 10 aprile la tragedia del sommergibile atomico americano “Thresher” al largo di Boston: muoiono i 129 membri dell’equipaggio.

Il 3 giugno muore Giovanni XXIII, “il Papa buono”. Giovanni Roncalli era nato a Sotto il Monte, in Provincia di Bergamo, nel 1881. Era stato eletto il 28 ottobre 1958 quando aveva già 77 anni. I banchi del Lotto sono presi d’assalto per giocare i numeri del papa morto. A Modena deve intervenire la polizia, e i “bollettari” su cui giocare vanno esauriti in brevissimo tempo. Il 21 giugno gli succederà Giovanni Battista Montini, Paolo VI (1897 - 1978), che Giovanni XXIII aveva eletto cardinale il 15 dicembre 1958. Domenica 16 giugno Valentina Tereshkova è la prima donna della storia lanciata nello spazio, dove rimase per quasi tre giorni. Aveva 26 anni e un passato da operaia quando fu selezionata per il programma di addestramento da cui dovevano uscire i futuri astronauti della missione sovietica “Vostok”, la prima a portare l’uomo nello spazio.

Il 30 giugno la prima terribile strage mafiosa: a Ciaculli, a sud-est di Palermo, esplode un’auto carica di esplosivo. Muoiono sette uomini delle Forze dell’ordine.

Agli inizi di luglio c’è una visita lampo di John Fitzgerald Kennedy in Italia (era stato eletto Presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 1961). Atterrato in elicottero a Bellagio, nel giardino di Villa Serbelloni sul lago di Como, il giorno dopo 2 luglio a Roma incontra in forma ufficiale il Presidente Segni, partecipa ai colloqui sulla situazione internazionale, incontra in Vaticano il nuovo papa. Tutto in un weekend. Rende omaggio alla tomba del Milite Ignoto e qui la folla di Piazza Venezia forza il cordone di polizia: tutti vogliono stringere la mano al giovane Presidente americano.

Viene introdotto il codice di avviamento postale (Cap), che faciliterà il lavoro di smistamento della corrispondenza e permetterà di far fronte all’enorme crescita del traffico postale.

Vince il XVII Premio Strega “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg (il suo cognome era Levi, ma portò sempre il cognome del marito Leone Ginzburg, morto in carcere a Roma, in conseguenza delle torture subite, la mattina del 5 febbraio 1944).

Per chiudere, una notizia su un personaggio che molti di una certa età ricorderanno. Esordisce in tv Calimero: “Tutti se la prendono con me perché sono piccolo e nero” è l'indimenticabile frase che accompagnava ogni spot di “Carosello”, che aveva per protagonista un piccolo pulcino, tutto nero e con un guscio d'uovo per cappello. Comparso per la prima volta sullo schermo il 14 luglio del 1963, per reclamizzare un noto detersivo, Calimero era stato ideato dai fumettisti Nino e Toni Pagot, partendo dall'idea di un bambino piccolo e facile a sporcarsi, bisognevole quindi di pulizie. La storica voce che lo rende popolare è di Ignazio Colnaghi.

Protagonista in seguito di una serie di telefilm e di un cartone animato, Calimero è entrato nella lingua italiana come sinonimo di "perseguitato", di "vittima predestinata delle beffe altrui". —

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

(80, continua)