Modena 1963/4. Travolto da un treno muore don Montanari Giusto fra le Nazioni 

Oltre al parroco, investito a un passaggio a livello, l’onorificenza assegnata anche un altro modenese di Verica, Alfonso Mucciarini

In gennaio la “Gazzetta” aveva pubblicato la fotografia di una “Volkswagen” 1500 Coupè. Aveva la targa MO 90.000. Il 15 novembre pubblica la foto di una “FIAT 750” con targa MO 100.000. È di proprietà di don Sergio Mantovani, parroco di Santa Caterina, appassionato di automobili e Cappellano dei piloti di Formula 1 (è morto a 92 anni nel settembre dell’anno scorso). Chissà se riusciva a parcheggiare, soprattutto il lunedì! Tutti volevano guidare un’auto, anche quelli senza patente.

Tre ragazzi di 16, 17 e 18 anni si impadroniscono della “Alfa Romeo” 1900 di un fratello e partono “a tutta birra”, come si dice a Modena, sul Canaletto. La Stradale intima l’“Alt!”, i ragazzi accelerano, sbagliano una curva e finiscono in un fosso, quasi incolumi. Ma ci sono ancora anche i cavalli. Sulla Nonantolana un carretto trainato da un cavallo viene tamponato di sera da una “600” con due giovani a bordo. Passeggeri e carrettiere vanno all’ospedale, ma se la caveranno.

Il cavallo deve essere abbattuto. Ancora un tragico incidente: a un passaggio a livello incustodito verso Vignola il treno investe una “1100” familiare. Muore il Parroco di Verica, l’arciprete settantenne don Michele Montanari. Aveva salvato molte persone dopo l’8 settembre 1943. Il 18 aprile 2016, con una cerimonia nella sala Consiliare del Municipio di Pavullo, Sara Ghilad, Primo Assistente dell’Ambasciata di Israele in Italia, ha consegnato i diplomi e le medaglie dell’onorificenza di Giusto fra le Nazioni alla memoria di don Michele Montanari e di un altro dei Giusti di Verica, Alfonso Mucciarini.

Alla Galleria Estense la Direttrice Augusta Ghidiglia Quintavalle inaugura una importante e bella mostra sulla pittura del Seicento, con opere provenienti da molti musei. Ma voglio ricordare che alla Sala di Cultura di Finale Emilia espone con molto successo un modenese mio amico, più vecchio di me, di cui possiedo alcune opere: Lucio Riva (era nato nel 1928 e morirà nel 2014), uomo schivo.



Invece a Carpi in una vecchia casa di campagna, la “casa dell’orologio”, un edificio sulla cui facciata fa mostra di sé un grosso orologio (che qui vedete in foto), accade un fattaccio. Un manovale che già aveva dato segni di squilibrio mentale penetra di notte nella camera di una vedova che aveva già molestato con le sue offerte amorose, e la ferisce con un coltello. La salva il figlio che abitava al piano inferiore.

E Modena ritrova ancora una volta il suo antico passato. In Via Emilia Est, durante gli scavi per la costruzione di un grande palazzo, viene rinvenuta la lapide che ricorda Publius Clodius, databile ai primi anni del I secolo d.C., ora nel Lapidario Romano dei Musei Civici, nel Palazzo dei Musei.

L’8 agosto una banda di 15 rapinatori assalta il treno postale Glasgow-Londra: rubano 2,6 milioni di sterline in banconote.

L’America sta cambiando, ma occorrerà ancora molto tempo. Il 28 agosto Martin Luther King tiene il famoso discorso I have a dream davanti al Lincoln Memorial di Washington.



Il 3 settembre il primo “Premio Campiello”, voluto dagli industriali veneti, viene assegnato a Primo Levi, per il suo “La tregua”.

Mercoledì 9 ottobre è un tranquillo giorno autunnale a Longarone, piccolo centro della valle del Vajont (nel Bellunese), con tutti gli abitanti raccolti nelle case e nei bar davanti alla TV, per il match di Coppa dei Campioni tra il grande Real Madrid di Puskas e Di Stefano e gli scozzesi dei Glasgow Rangers. Passate le 22 succede qualcosa 200 metri più su che mette in allarme il guardiano della diga: un pezzo del Monte Toc sta franando, ma nessuna comunicazione arriva a valle. Poco prima delle 23 un sordo boato scuote la tranquillità delle popolazioni locali. In pochi attimi una fiumana di fango e detriti si abbatte sui centri abitati di Longarone, Erto e Casso cancellandoli e trascinando corpi e cose per decine di metri.

Duemila le vittime di quella che nei giorni successivi si profilerà come una tragedia annunciata, fatta di dati occultati, perizie abbandonate nei cassetti, voci e denunce di giornalisti e cittadini colpevolmente ignorate. La diga costruita alla fine degli anni Cinquanta dalla SADE, uno dei colossi elettrici più potenti e influenti dell'epoca, si era rivelata un progetto folle fin dai rilievi effettuati prima dell'inizio dei lavori. Tuttavia che quel terreno fosse franoso i contadini della valle lo sapevano da sempre. Il processo farà emergere la triste verità di omissioni e complicità tra impresa, funzionari pubblici e periti, concludendosi con la condanna a 21 anni di galera per tutti gli imputati (uno si suiciderà prima del verdetto).

L’11 ottobre muore Edith Piaf (si chiamava in realtà Edith Gasion). Molti ricorderanno questi versi: “Non, rien de rien / Non, je ne regrette rien”.

Venerdì 22 novembre John Kennedy viene assassinato a Dallas. Il presidente degli Stati Uniti d’America e il governatore del Texas, John Connally (quest'ultimo, ferito gravemente, se la caverà), sono rimasti vittime di un attentato, nel corso di una visita ufficiale in vista delle vicine elezioni.

Al passaggio del corteo presidenziale nell'affollatissima Dealey Plaza sono stati uditi tre spari, forse quattro, per alcuni testimoni provenienti da una collinetta erbosa sul lato della strada, per altri (in maggioranza) dal deposito di libri della Texas School. È qui che al sesto piano, nascosto tra gli scatoloni, gli agenti trovano un fucile modello Carcano 91 (di fabbricazione italiana) e, in corrispondenza di una finestra affacciata sul luogo dell'attentato, due bossoli.

In quel momento, risulta assente ingiustificato dal posto di lavoro l'operaio Lee Harvey Oswald, fermato più tardi in un cinema (dov'è entrato senza pagare), perché sospettato di aver ucciso un poliziotto nelle ore successive all'attentato. Dagli archivi del F.B.I. spunta un fascicolo su di lui: ex marine, trasferitosi in Unione Sovietica e da lì ritornato negli USA, sposato a una donna russa, è sotto osservazione da tempo per le sue idee marxiste.

Le impronte trovate sull'arma, compatibili con le sue, sembrano incastrarlo definitivamente, anche se Oswald si dichiara un “capro espiatorio”. Non arriverà a dimostrare la sua tesi al processo: due giorni dopo l'attentato, durante il trasferimento alla prigione della contea, verrà assassinato da Jack Ruby, un gestore di night club vicino ad ambienti di potere legati alla mafia, che una perizia medica dichiarerà affetto da turbe psichiche.

Scoppia lo “scandalo delle banane”. Molti lettori si chiederanno: “Ma cos’è?”. Pochi ricorderanno che in Italia era in funzione dal 1935 la Regia azienda monopolio banane, nel dopoguerra trasformata in Azienda Monopolio Banane. Lo scandalo coinvolse uomini di governo della D.C. a seguito dell'invalidamento dell'asta per il rinnovo delle concessioni: i concessionari membri dell'Assobanane ebbero i valori segreti dei canoni comunicati, previa corruzione, dal presidente dell'Azienda. Poi l’Azienda fu abolita. Giulio Natta (1903-1979) vince il Premio Nobel per la chimica. Gli altri italiani vincitori del Nobel sono stati Franco Modigliani (1985) per l’economia; Guglielmo Marconi (1909), Enrico Fermi (1938), Emilio Segrè (1959), Carlo Rubbia (1984) per la fisica; Giosuè Carducci (1906), Grazia Deledda (1926), Luigi Pirandello (1934), Salvatore Quasimodo (1959), Eugenio Montale (1975), Dario Fo (1997) per la letteratura; Camillo Golgi (1906), Daniel Bovet (1967), Salvatore Luria (1969), Renato Dulbecco (1975), Rita Levi-Montalcini (1986), Mario Capecchi (2007) per la fisiologia e la medicina; Ernesto Teodoro Moneta (1907) per la pace.

In dicembre nasce il centrosinistra, con al governo Aldo Moro. Il PSI ha sei ministri e la vicepresidenza del Consiglio affidata a Pietro Nenni. Al momento del voto di fiducia 25 deputati e 13 senatori socialisti escono dall’aula (saranno sospesi per un anno dal partito), e Sandro Pertini dichiara assieme ad altri in una lettera di aver votato solo per disciplina di partito e non in coscienza. L’“Osservatore romano” richiama i cattolici all’unità, dopo che i seguaci di Scelba avevano annunciato di non voler votare la fiducia al governo.

I passeggeri della nave “Lakonia” avevano comprato il biglietto con l’intenzione di passare il Natale sotto il caldo sole delle Canarie. Ma il 22 dicembre la nave prese fuoco, e morirono 128 persone, di cui 95 passeggeri e 33 membri dell’equipaggio. Ma un’altra tragedia su una nave dello stesso nome diretta verso gli Stati Uniti era avvenuta il 12 settembre 1942. Un U-Boot tedesco la silurò e l’affondò: a bordo c’erano circa 1.600 soldati italiani fatti prigionieri a El Alamein. —

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

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