Modena. 1964 /2 Viene inaugurata in via Giardini la prima “Standa” 

Un mese dopo la Ferrero produce il primo vasetto di Nutella che fino a quel momento si chiamava “Supercrema”

Lo sviluppo della maglieria a Carpi è ormai eccezionale, come del resto a Sassuolo quello della ceramica. Giunge a Modena, per poi andare a Carpi, una missione economica giapponese, composta di ben 25 membri, in rappresentanza di commercianti nipponici interessati al settore della maglieria. Modena si sta ampliando, e sorgono nuovi palazzi, anche nei viali, distruggendo purtroppo spesso belle dimore costruite tra Ottocento e Novecento. Nel centro storico gli edifici sono invece mal messi, e in Via Castelmaraldo crolla il cornicione di un palazzo. Fortunatamente in quel momento non transitava nessuno. E nella casa delle Figlie del Gesù, in Via del Carmine, di fianco alla chiesa di San Biagio, per un corto circuito si sviluppa un incendio. Nessun pericolo per gli alunni della scuola. E al passaggio a livello di Via Ciro Menotti una anziana signora attraversa i binari nonostante le sbarre abbassate e viene travolta dal rapido diretto a Milano che viaggiava a 100 km l’ora. È l’ennesima tragedia. Per costruire lì un cavalcavia occorreranno ancora molti anni. Torna il passato. A San Lazzaro durante lavori di scavo viene alla luce una stele ora collocata al Lapidario Romano dei Musei Civici di Modena. L'iscrizione ricorda che Caius Petronius Mantes, decurione di Mutina, eresse il monumento per i membri del collegio degli orefici, per le consorti e per quanti, pur non essendo modenesi, esercitavano in città l'arte della oreficeria.


Viene portata da Albareto al Policlinico su una autolettiga della Croce Rossa una bambina di sei anni assieme alla madre. I medici riscontrano sul collo della bimba segni tali da far supporre che ci fosse stato un tentativo di strangolamento. I sanitari sottopongono a visita medica anche la madre, e ne dispongono l’immediato ricovero in clinica neurologica per stato ansioso depressivo. Dopo una lunga serie di piccole rapine la Squadra Mobile arresta un ragazzo appena maggiorenne e quattro minorenni tra i 13 e i 16 anni: avevano derubato un paio di signore, rubato ciclomotori e biciclette per strada, e giradischi e radio portatili in abitazioni in quel momento vuote.

E scoppia un caso che fece molto discutere. Viene arrestato il 3 marzo Felice Ippolito per presunte irregolarità amministrative del C.N.E.N. (Comitato nazionale per l'energia nucleare) che presiedeva. Fu rinviato a giudizio con ben otto capi d'imputazione che contemplavano, tra gli altri, i reati di falso in atti pubblici, peculato, interesse privato e abuso in atti di ufficio. Il processo ebbe inizio l'11 giugno e si concluse il 29 ottobre con la condanna a undici anni e quattro mesi di reclusione, pena che sarà ridotta in appello a cinque anni e tre mesi. In attesa del ricorso in Cassazione, che fu respinto, venne messo in libertà provvisoria e nel marzo 1968, quando ormai restavano pochi mesi da scontare, gli fu concessa la grazia dal Presidente della Repubblica Saragat. L'Italia e il mondo politico si divisero. I fatti contestati erano dubbi e di modesta entità, mentre la condanna fu pesantissima, e molti ritengono che la vicenda giudiziaria sia servita per stroncare la nascente industria nucleare italiana in favore di chi si occupava di petrolio. Confortato dalla stima e dall'appoggio di molti esponenti politici e scienziati (sessantacinque su settanta cattedratici italiani di fisica erano intervenuti in suo favore durante il processo), riprese l'attività professionale, assumendo, nell'ottobre 1968, la direzione della rivista LeScienze. Il 1° novembre 1970, con il parere unanime del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, tornò all'insegnamento come ordinario di geologia presso la Facoltà di scienze dell'Università di Napoli (morì il 24 aprile 1997). A Modena si svolge invece un processo a porte chiuse. Vengono condannati rispettivamente a 11 anni e a 4 anni di reclusione la madre e il padre (a cui è tolta la patria potestà) di tre ragazzine minorenni che facevano prostituire.



Ma cambiamo argomento. Oggi l’antica Università di Modena si chiama UniMoRe, acronimo di Università di Modena e Reggio Emilia, con antiche Facoltà (oggi si chiamano Dipartimenti) e altre più recenti, come il Dipartimento di Economia “Marco Biagi”, nato come Facoltà di Economia e Commercio nel 1968, e il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali nato come Facoltà di Lettere e Filosofia nel 1999, che ha sede in Largo Sant’Eufemia.

Come ora, molti studenti che la “Gazzetta” intervista venivano dall’estero, “una quarantina tra arabi, siriani, egiziani, indiani, nigeriani, pakistani, una studentessa coreana, uno studente eritreo e qualche altro proveniente dai paesi dell’America del Sud”, e circa 200 greci. La Grecia era allora molto povera. Il 6 marzo Costantino II era stato eletto re a soli 24 anni, ma nel 1967 una dittatura militare si impadronirà del potere e lo costringerà all’esilio. Finirà così la monarchia.



A fine marzo all’inizio di Via Giardini apre un nuovo negozio “Standa” per prodotti alimentari che, come dice la “Gazzetta”, “certamente costituirà la spina di una dura concorrenza per quegli organismi neo-capitalistici che imperano e prosperano sotto la insegna speciosa della cooperazione” (l’attacco è evidentemente contro le Coop!). Ma durerà poco. Subirà un incendio (di cui parleremo), e l’alimentare dovrà trasferirsi in Via Trento Trieste. La “Standa” a Modena chiuderà i battenti il 24 dicembre 2004. L'abbigliamento, nella centralissima sede di Via Emilia sotto il Portico del Collegio, aveva già alzato bandiera bianca da tempo.

Giovedì 19 marzo viene inaugurato il traforo del Gran San Bernardo, una delle prime grandi opere del “miracolo italiano” (il secondo fu il traforo del Monte Bianco, completato nel 1965), una galleria di quasi 6 km che metteva in collegamento la Valle d'Aosta con il Cantone svizzero del Vallese. Il primo traforo autostradale attraverso la barriera alpina, strutturato in un'unica carreggiata, con due corsie di marcia a doppio senso, aprì un fondamentale varco verso l'Europa, ampliando la rete di collegamenti tra Nord e Sud e con il centro Europa. In particolare, si puntò a migliorare le vie di comunicazione con la Svizzera, fino a quel momento concentrate per lo più sulle gallerie ferroviarie del San Gottardo e del Sempione, inaugurate rispettivamente nel 1882 e nel 1906. L'incontro tra le due squadre di minatori impegnate nell'opera avvenne il 5 aprile del 1963: caduta l'ultima parete di roccia, Italiani e Svizzeri s'incontrarono a metà strada, nel cuore della montagna.

La storia di uno dei più famosi prestiti di opere d’arte della storia ebbe inizio nel 1962 quando il cardinale americano Francis Joseph Spellman (1889-1967) chiese al papa Giovanni XXIII di far arrivare alla Fiera Mondiale di New York la Pietà di Michelangelo. L’opera sarebbe stata il fulcro centrale del padiglione vaticano. Il papa non si sottrasse e il successore Paolo VI volle confermare il prestito. Il trasloco fu commissionato alla prestigiosa ditta di trasporti Gondrand, anche se per la messa a punto delle imbracature si ricorse all’aiuto della famiglia Minguzzi. La Pietà venne sistemata in una cassa di legno con mille precauzioni e caricata a bordo della “Cristoforo Colombo”. Il viaggio durò 8 giorni fra la traversata oceanica e la risalita del fiume Hudson. La Fiera si inaugurò il 22 aprile e durò fino al 17 ottobre 1965. Fortunatamente il viaggio di andata e ritorno non provocò danni.

Ma chiudiamo con una bella notizia. Lunedì 20 aprile Ferrero produce il primo vasetto di Nutella. Si chiamava inizialmente "Supercrema", un nome poco accattivante. Partendo dall'elemento cardine, la nocciola, Michele Ferrero prende la traduzione inglese nut e la unisce con il suffisso -ella, che dà l'idea di una crema densa e vellutata, da gustare spalmata su una fetta di pane.

Quest'ultima immagine viene integrata nel logo (tuttora invariato) sotto la scritta nutella, con la caratteristica "n" di colore nero e il resto della parola scritta in rosso. Dotata come la Coca-Cola di un ingrediente segreto, la Nutella è il prodotto di punta della filiera di prodotti Ferrero, di cui rappresenta il 15 per cento delle vendite in tutto il mondo.

Rolando Bussi