Modena, grande jazz di New York con il nuovo trio di Johnny O’Neal

Il pianista sarà in scena a Modena il 21 agosto con una serata dedicata a Nat King Cole

MODENA. È ufficiale: torna a Modena Johnny O’ Neal, istrione del jazz e del blues più autentico di New York. Il grande pianista suonerà in città il 21 agosto all’Abate Road (Via Nicolò dell’Abate 60) in collaborazione con Gli Amici del Jazz e lo Smallet Club. Con un nuovissimo trio si esibirà in una serata dedicata al suo personale omaggio al genio di Nat King Cole del quale quest’anno cade il centenario della nascita. La serata modenese rientra in un cartellone più ampio che vede O’Neal in tournée in Italia inframmezzata da due serate a Parigi in vista del suo tour cinese in ottobre dove inaugurerà il Blue Note Cafè di Shangai e terrà un concerto a Beijing. In particolare, il debutto del tour, seguito dal suo manager, il modenese Giulio Vannini, partirà il 20 agosto da Roma. La sera dopo suonerà a Modena, poi il 22 e 23 sarà in scena a Parigi a Duc Des Lombards; seguiranno il 24 e il 25 due date a Comacchio, quindi in Puglia il 27 ad Andria e il 28 alla Masseria Celentano di San Severo di Foggia, infine il 29 agosto sarà protagonista al Festival Jazz di Avigliano a Torino.

«Quest’anno O’ Neal si presenterà in trio con due artisti giovani – spiega il suo manager – alla batteria ci sarà Itay Morchi, un musicista israeliano emergente nella scena di New York e al basso Mark Lewandowski, londinese che abita anche lui a New York. Penso che l’inserimento di questi due giovani talenti darà ancora più spinta alle sue serate. Ci sarà da divertirsi, conoscendo Johnny». Oltre ai brani di Nat King Cole, O’ Neal presenterà il suo repertorio da pianoman e crooner, fatto non solo di classici jazz ma di brani pescati dall’intero mondo della black music americana, come Chaka Kahn, Al Jarreau e anche autori più leggeri che come sempre rielabora con grande gusto e ironia. «I concerti di O’Neal sono sempre coinvolgenti per il pubblico. Scatena emozioni e diverte. Lo sa chi ha avuto la fortuna di assistere alle quattro serate che in passato ha tenuto a Modena», dice Vannini.


Nato a Detroit nel 1956 e cresciuto nell’ambiente di chiesa, O’ Neal ha avuto una formazione gospel: durante le messe ha imparato a suonare l’organo e a cantare. Il suo apprendistato che lo ha reso il pupillo del grande pianista Oscar Peterson l’ha portato a New York dove ha lavorato a lungo nei teatri di Broadway fino alla malattia che lo ha bloccato per tanti anni. Tantissime le sue collaborazione coi grandi jazzisti: ha suonato con i Jazz Messenger di Art Blackey e poi con Clark Terry. —