Modena, due giorni dedicati a Vittorio Zucconi “inviato” nel mondo col cuore a Modena

L’iniziativa organizzata dal Comune con Bastiglia e Soliera, il programma in via di definizione. Primo ospite Ezio Mauro

MODENA. Il giornalista, il letterato, l’amico, l’uomo. Vittorio Zucconi avrebbe compiuto 75 anni proprio domani. E i Comuni di Bastiglia, Soliera e Modena hanno deciso di ricordarlo con tre eventi in un’unica cornice che si svolgeranno sabato 5 e domenica 6 ottobre, con testimonial d’eccezione Ezio Mauro, già direttore de La Stampa e de La Repubblica. Ma l’idea è nata dalle donne e dagli uomini di Bastiglia, soprattutto dai giovani di ieri. Sono loro, infatti, che hanno visto il figlio di Guglielmo Zucconi, altro grande nome del nostro giornalismo, muovere i primi passi nell’Italia della Resistenza e della Prima Repubblica. Lo hanno visto maturare dal piccolo paese della provincia, in cui si era trasferita la famiglia negli anni della guerra, fino a diventare corrispondente da Washington. Passi da gigante nella carriera con un luogo sempre speciale nel cuore, dedicato alla terra d’origine. «Avremmo voluto organizzare un evento con lui quando era ancora in vita - ha riconosciuto ieri Francesca Silvestri, sindaco di Bastiglia al secondo mandato - ma purtroppo non è stato possibile: è venuto a mancare prima». Un’assenza fisica che non s’è tradotta in assenza negli affetti. «Sono stati gli stessi bastigliesi a propormi di organizzare un evento in sua memoria - ha proseguito Silvestri - incluso don Odoardo Ballestrazzi (lo storico parroco del Comune). Così abbiamo iniziato a raccogliere testimonianze dirette e a coinvolgere anche i Comuni di Soliera e Modena». Due territori a cui Zucconi è stato in qualche modo legato.

A Soliera Vittorio Zucconi aveva partecipato nel dicembre 2004 all’inaugurazione del Fondo librario di circa 5mila volumi in memoria del padre Guglielmo, o Mino come era conosciuto nell’ambiente l’ex direttore della Gazzetta di Modena. Zucconi senior era diventato direttore del quotidiano a 27 anni. Alla stessa età, il figlio aveva varcato i cancelli de La Stampa, corrispondente prima da Bruxelles e poi da Washington. La capitale statunitense e i viaggi hanno sempre costituito una delle passioni per uno dei più grandi giornalisti e scrittori italiani, che ha vissuto anche a Parigi, a Tokyo e a Mosca in piena Guerra Fredda. L’elemento comune era la passione per il racconto di storie anche scomode, come il Ku-Klux Klan o l’attentato delle Torri Gemelle. S’è impegnato, Vittorio, contro la pena di morte negli Stati Uniti (di cui aveva la cittadinanza già dal 2002) e il 18 luglio del 2009 è diventato Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.


Nonostante la lontananza e i viaggi, Modena ha sempre occupato un pezzo importante della sua anima. «Modena divenne per me un universo in perfetto equilibrio che nessun’altra delle città marginali e sconclusionate nelle quali avrei vissuto come Milano, Tokyo, Roma, Parigi, Mosca, Bruxelles, Tel Aviv o Washington avrebbe mai potuto eguagliare», scriveva il 22 aprile 2015 sul nostro quotidiano. Non era una Modena ricca quella che l’aveva visto crescere prima di trasferirsi a Milano con la famiglia per studiare al Parini e iniziare a muovere i primi passi dal Giornalino locale alla corrispondenza americana per La Repubblica. Eppure, era una Modena che ricordava «a occhi sgranati» non tanto per le ricchezze più conosciute, ma per un negozio di giocattoli che attirava la sua attenzione. Le navi da guerra e gli aeroplanini al suo interno «scatenavano le mie più incontenibili pulsioni ed esercitavano un’irresistibile forza di gravità», scriveva. Una forza che avrebbe ritrovato da grande, con il coraggio di braccare i potenti in Italia e all’estero nell’interesse del lettore. Dal 2007 passava anche il testimone alle future generazioni, tenendo corsi post laurea di storia italiana contemporanea e di giornalismo in un college americano. In Italia ha seguito gli anni di piombo, l’omicidio di Aldo Moro e il caso Lockheed che portò alle dimissioni del presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Il programma in memoria di Vittorio Zucconi è ancora in fase di definizione. Alla stesura stanno contribuendo i tre Comuni di Bastiglia, Modena e Soliera con l’Associazione stampa modenese e l’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna. —