Modena, è Occhionero la vincitrice del Premio “Virginia Reiter”

Il riconoscimento all’attrice piemontese che ha esperienze anche di danza e musical

MODENA. Marina Occhionero è la nuova erede di Virginia Reiter. Al Teatro delle Passioni l’attrice piemontese ha strappato ieri sera applausi, ottenendo il Premio dedicato al poliedrico talento modenese. Un premio che nel 2020 festeggerà un quarto di secolo con una novità. Al teatro Argentina di Roma, infatti, sarà assegnato un premio alla migliore regista under 35. «È sempre bello scoprire talenti e vedere se poi crescono», ha garantito Lucilla Albano Bertolucci. Il pensiero da lei rivolto al marito Giuseppe Bertolucci (ideatore del Festival Virginia Reiter) è stato condiviso in questi giorni da migliaia di modenesi. Il primo simbolico abbraccio la città l’ha tributato venerdì sera. Le parole di Giuseppe Bertolucci, del fratello Bernardo e del padre Attilio hanno rappresentato motivi d’ispirazione a cielo aperto. Così piazza Pomposa è diventata artisticamente piazza Bernardo Bertolucci, largo Sant’Eufemia s’è trasformata con le parole di Giuseppe Bertolucci, il teatro Storchi s’è commosso con le opere di Attilio Bertolucci. Il piacere della scoperta ha accompagnato centinaia di passi. Sono stati mossi venerdì sera verso il cinema Astra, sabato e ieri mattina verso la sede dell’associazione Virginia Reiter. Diversi i luoghi, medesimo lo spirito: ripercorrere con emozione la “Maratona Bertolucci”. Gli spettatori non sono rimasti delusi. Tra una pellicola e l’altra, hanno riscoperto particolari inediti dei due fratelli da un lato e dall’altro della cinepresa. «Giuseppe amava scoprire – ha ricordato la moglie – e amava moltissimo vedere che da una pagina di carta e inchiostro il personaggio diventasse qualcosa di vivo, di reale». Il passaggio dalla carta alla carne dava al regista una grande gioia, anzi era per Lucilla Albano Bertolucci «la sua grande gioia». Gioia provata ieri anche da Maria Paiato, premiata alla carriera. L’anteprima della cerimonia è stata per l’attrice la “lectio magistralis” di sabato sera con Laura Marinoni, direttrice artistica del Festival. «Il teatro e l’arte hanno una grandissima responsabilità», ha redarguito Marinoni. La direttrice artistica ha identificato nel palcoscenico teatrale un luogo simbolo da cui affermare la parità dei diritti perché «l’arte è una realtà ancora più potente del quotidiano». Il teatro è in continua evoluzione come gli interpreti di entrambi i generi. Non fa eccezione la vincitrice, che come le altre due finaliste (Giulia Mazzarino e Giulia Odetto) «ha esperienze che vanno dalla danza al musical sino a quelle con le nuove tecnologie», come ricordato dalla direttrice artistica. Premiata all’unanimità, l’astigiana ha già recitato con Cristina Comencini e Sergio Rubini, Jean Reno e Toni Servillo. La passione artistica è accompagnata dal talento per le lingue: parla inglese, tedesco, francese e spagnolo. Un tocco culturale in più all’interno di un Festival che tanto sarebbe piaciuto a Giuseppe Bertolucci. «Era un europeista convinto», ha ricordato la moglie. «Il bilancio del Festival è positivo, siamo soddisfatti», ha riconosciuto Anna Reiter. La pronipote di Virginia guarda già all’edizione 2020, in cui «la giuria ha intenzione di aprire alle giovani registe under 35». —