Modena. 1967/2 Si apre il dibattito sulla pillola anticoncezionale

Muore lo scrittore Guido Cavani autore di “Zebio Còtal”, il romanzo scoperto e amato da Pier Paolo Pasolini 

MODENA. Nell’America degli anni ’50 il controllo delle nascite era proibito dalla Chiesa Cattolica, e in alcuni Stati era addirittura illegale. Nonostante ciò Margaret Sanger, un’attivista per i diritti delle donne, e Katherine McCormick, un’ereditiera dell’alta società, crearono una pillola che proteggeva le donne dalla gravidanza. Scovarono due medici con un piccolo laboratorio: Gregory Pincus e John Rock.

Nel 1957 i risultati delle loro ricerche furono venduti negli USA sotto il nome di Enovid, un trattamento contro i disturbi mestruali, con la dicitura sulla confezione: “Questo medicinale eviterà l’ovulazione”. In meno di due anni, più di mezzo milione di americane soffrivano improvvisamente di disordini mestruali. A partire dal 1960, la pillola iniziò a essere venduta in gran parte degli States come contraccettivo. L’anno seguente fu messa in vendita in Europa con il nome di Anovlar. In Italia fu autorizzata nel 1967 per fini terapeutici, ma solo nel 1976 il ministro della Sanità abrogò le norme che vietavano la vendita della pillola anticoncezionale. Alla “Università del Tempo Libero” di Modena (è stata una grande Istituzione) in una sala gremita si discute su “Il problema della pillola antiovulatoria”.

Il Presidente del Tribunale Aurelio Galasso apre il dibattito ricordando l’articolo 553 del Codice Penale che vieta l’incitamento e la propaganda in pubblico a pratiche contro la procreazione, e l’articolo 112 della legge di Pubblica Sicurezza che vieta stampa e diffusione di mezzi propagandistici delle pratiche anticoncezionali, norme da tempo sottoposte a critiche


Tre illustri relatori, Bruno Bonati, Massimo Macciotta e Mario Coppo, ne parlano dal punto di vista medico; chiude Don Sante Pignagnoli (fu un bravissimo docente di Filosofia, stimato da tutti, che si ascoltava in rigoroso silenzio), che ricorda che il fine primario del matrimonio è la procreazione, ma riconosce la grande importanza dello sviluppo della scienza.



Nella nostra città bisogna stare attenti quando si gira nel Centro storico. In Via Modonella in marzo per il forte vento rovina un comignolo sfiorando due giovani fidanzati: enorme fragore e moltissimo panico. Ma in montagna ancora una tragedia. A Costrignano, una frazione del Comune di Palagano, un operaio in preda alla follia, dovuta forse ai fumi dell’alcool, uccide a colpi di fucile un uomo e cerca di colpire la moglie e la figlia della vittima, seminando il terrore nel piccolo gruppo di case.

Cominciano i disastri ambientali. La “Torrey Canyon”, la prima petroliera capace di trasportare 120.000 tonnellate di petrolio, si arena al largo della Cornovaglia e comincia a sversare in mare il petrolio. Era impossibile fermarne l’uscita, e il governo inglese ordina di bombardare la nave e di incendiare il petrolio fuoruscito.



E il mondo del cinema è in lutto. Il 15 aprile muore Totò (era lo pseudonimo di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio: così amava definirsi). Era nato il 15 febbraio del 1898. Sarebbe impossibile scrivere qui della sua lunghissima e straordinaria carriera. Ricorderò soltanto “Uccellacci e uccellini” girato nel 1966 da Pier Paolo Pasolini.

Sempre in aprile viene destituito all’improvviso il generale Giovanni de Lorenzo, allora Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Era infine venuto alla luce lo scandalo del SIFAR, denunciato dall’“Espresso”: i Servizi di Sicurezza dello Stato avevano svolto un’attività in contrasto con la Costituzione. Era il “Piano Solo”, ideato nel 1964. Elaborato nel corso della crisi politica del primo governo Moro, aveva lo scopo di occupare i centri di potere dello Stato e di imprigionare quegli oppositori politici considerati “sovversivi”.

Ma c’è anche una buona notizia per gli Italiani. Al Madison Square Garden a New York Nino Benvenuti batte Emile Griffith, e diventa Campione mondiale dei pesi medi.

Le Germania (almeno quella occidentale!) è invece in lutto. Muore a 91 anni Konrad Adenauer. Per 14 anni aveva guidato la Germania fuori dalle disastrose rovine della guerra incamminandola poi sulla via di una eccezionale ripresa.



Ma torniamo a Modena. Si completano i lavori di Viale Jacopo Barozzi, e alla “Gazzetta” arriva una simpatica lettera: “Siamo otto sorelle, otto brevi strade parallele che dovrebbero dare accesso sul viale J. Barozzi, finalmente allargato per la copertura del canale. Ma qualcuna di noi non potrà svolgere la sua brava funzione di strada causa il lungo muretto che si sta costruendo per il nuovo marciapiede di Viale Barozzi. Resteremo proprio come eravamo quando il canale era ancora scoperto, strade senza uscita, cioè strade senza vita!”.

Il 21 aprile colpo di Stato in Grecia. Un gruppo di ufficiali arresta il comandante in capo delle forze armate e tutti i più importanti politici del paese; poi costringe il re Costantino II ad appoggiare il golpe dando inizio a un regime brutale che sarebbe durato per gli otto anni successivi, il “regime dei colonnelli”. Tra gli intellettuali arrestati ci fu anche il compositore Mikis Theodorakis, autore di famose colonne sonore come quelle del film Zorba il Greco e Z - L’orgia del potere, di Costa-Gavras, in cui viene raccontata la nascita del regime greco. Dopo l’arresto Theodorakis fuggì dalla Grecia e non ritornò fino al termine del regime. Per combattere la giunta si formarono organizzazioni segrete di studenti e intellettuali. Il più famoso tra i ribelli fu Alexandros Panagulis, che il 13 agosto del 1968 cercò di uccidere il colonnello George Papadopoulos facendo esplodere una bomba al passaggio della sua auto. L’attentato fallì e Panagulis fu arrestato e sottoposto a settimane di torture. Il regime alla fine cedette alle pressioni e lo liberò nel 1973. Tra la sua liberazione e la sua morte in un sospetto incidente stradale, nel 1976, Panagulis ebbe una relazione con Oriana Fallaci che gli dedicò il libro Un uomo, pubblicato nel 1979.

Il 23 aprile muore un grande modenese, Guido Cavani (era nato nel 1897). Nell'ottobre 1958 uscì a Modena, stampato a sue spese, Zebio Còtal, il romanzo che, scoperto da Pasolini e ripubblicato nel 1961 da Feltrinelli, rivelerà Cavani alla critica e al pubblico. Così scriveva Pasolini nella prefazione: “Guido Cavani non confonde la pietà con la compassione, non sostituisce l'indulgenza alla carità, non ci offre l'alibi di un atomo di bontà nel suo personaggio per persuaderci a ricordarne l'insopprimibile natura umana”.

Torna in Italia in maggio, minato da un male incurabile, Primo Carnera, cittadino americano ormai dal 1953. Va a Sequals, il suo paese natale. Lì era nato nel 1906, e morirà il 29 giugno. Il 26 giugno 1933 aveva battuto per K.O. Jack Sharkey in sei riprese, diventando Campione del mondo dei pesi massimi.

Ancora una tragedia nello sport. Il 7 maggio si corre il Gran Premio di Monaco, e una “Ferrari” è guidata da Lorenzo Bandini. Si portò subito al comando, poi perse diverse posizioni e scivolò al terzo posto. Iniziò ad accelerare sempre di più, ma quando la sua “Ferrari” arrivò alla chicane dopo il tunnel a una velocità di gran lunga superiore a quella con la quale normalmente si affrontava quella curva, non poté fare più nulla per controllare la vettura, che iniziò a rimbalzare più volte da una parte all’altra della pista prima di alzarsi in aria e capovolgersi. La macchina, già in preda alle fiamme, continuò a strisciare sull’asfalto capovolta per oltre trenta metri. I commissari cercarono immediatamente di capire dove si trovasse il pilota italiano, convinti che fosse stato scaraventato fuori dall’abitacolo durante lo schianto e finito in mare come era successo ad Alberto Ascari diversi anni prima. Solo dopo circa tre minuti, che furono necessari per spegnere le fiamme, si accorsero che Bandini era ancora all’interno dell’abitacolo, col volto completamente sfigurato e la tuta piena di bruciature. Morì dopo ore di sofferenza e agonia il 10 maggio (era nato il 21 dicembre 1935 in Libia). —

Rolando Bussi