Modena. Daverio, cicerone in Duomo per “Striscia”

Il critico d’arte protagonista di un nuovo programma del tg satirico di Canale 5 dedicato alle bellezze monumentali dell’Italia



MODENA. A celebrare le bellezze artistiche e storiche modenesi - duomo romanico e Secchia rapita in primis - ci si mette anche… Striscia la Notizia. Il tg satirico di Canale 5, uno dei programmi più visti della tv, trasmetterà infatti nelle prossime settimane una “lezione” divulgativa di Philippe Daverio, tutta made in Modena. Il popolare intellettuale e volto della televisione ieri era infatti in città proprio per girare il servizio in piazza Grande e in cattedrale, insieme allo storico dell’arte Leonardo Piccinini, al presidente degli antiquari Pietro Cantore e al regista Sebastiano Daverio.


Daverio per alcune ore è rimasto in centro, dando vita a brevi “pillole” su aspetti particolari del Duomo, riconosciuto da tanti cittadini e turisti che lo hanno fermato per complimentarsi. «Il format voluto da Striscia la Notizia - spiega lo storico dell’arte - non prevede davvero lezioni di storia dell’arte e quindi giro l’Italia per spiegare a un pubblico generico quante bellezze esistono: tantissimi luoghi e monumenti da vedere divertendosi e stupendosi senza spendere un euro. Antonio Ricci vuole dare spazio ai luoghi gratuiti dalla Valle d’Aosta alla Sicilia». Ecco quindi che il protagonista, ripreso dall’operatore, raccontava dei ciottoli del sito Unesco, delle pietre e marmi romani reimpiegati in epoca medievale da Wiligelmo e Lanfranco. «Il vostro Duomo - continua - è un bestiario medievale in pietra. I leoni stilofori della porta Regia hanno ad esempio sotto le zampe dei bovi e sul retro ci sono colonne che sembrano incredibilmente annodate». Anche all’interno Daverio analizza in pillole i particolari curiosi: «Qui dentro - continua - ci sono leoni in tutte le fogge e ancora di più sono un carnet di grande fantasia i capitelli, quelli della cripta ad esempio: qui ci sono animali con testa di uomo, delle foglie che paiono maschere, ma anche straordinari quadri integri nella cornice come il trecentesco Serafino Serafini». Daverio poi si fa riprendere affacciato dal pulpito e suona, davanti ad alcuni giovanissimi turisti stupiti, addirittura l’organo della chiesa. Per l’orgoglio dei modenesi, però, il momento migliore è stato quando il volto tv è andato in Municipio ad ammirare la Secchia sottratta ai bolognesi nel 1325. —