Modena 1967 /4 “Parole sui muri” L’avanguardia si ritrova a Fiumalbo 

Poeti e artisti trasformano il paese in un laboratorio A Modena rischia la demolizione il Teatro Storchi

“Parole sui muri” L’avanguardia si ritrova a Fiumalbo Poeti e artisti trasformano il paese in un laboratorio A Modena rischia la demolizione il Teatro Storchi
Su un manifesto affisso ai muri della città si legge, tra l’altro, “che chiunque avesse interesse a trattare l’acquisto del complesso immobiliare del Teatro Storchi, ai fini della costruzione di un moderno complesso immobiliare con la contropartita del ricavo a favore dell’Opera Pia Storchi di un nuovo cinema-teatro, è invitato a presentarsi all’amministrazione dell’Opera Pia che ha sede preso la residenza municipale ...”. Il Teatro era messo malissimo, e l’Opera Pia non aveva i mezzi per restaurarlo.

L’allevamento dei maiali (un tempo in campagna se ne allevava solo uno, in un “ciùs”, e quando veniva macellato “non si buttava via niente”) è nella nostra Provincia in grande crescita, ma si sta diffondendo il flagello della peste suina, che potrebbe avere conseguenze catastrofiche per la nostra economia (chi mangerebbe più lo zampone?).



“Sotto gli occhi increduli di un intero paese”, dall’8 al 18 agosto è organizzata a Fiumalbo la rassegna di poesia sperimentale “Parole sui muri”. È un evento emblematico e singolare per la ricerca di linguaggi e percorsi originali che riunisce alcuni tra i protagonisti delle neo-avanguardie internazionali, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco comunista Mario Molinari e ai tre artisti della “Galleria Alpha” di Modena, Adriano Spatola, Claudio Parmeggiani e Giuliano Della Casa. Per dieci giorni l’intero paese viene sconvolto e occupato da artisti e poeti d’avanguardia di varie parti del mondo, rendendolo una sorta di spazio-laboratorio artistico a cielo aperto. Alla rassegna, destinata a fare scalpore, partecipano artisti noti o emergenti (citerò i modenesi Franco Vaccari, Carlo Candi, Carlo Cremaschi, Gianni Valbonesi). L’evento, per la sua carica trasgressiva e per i suoi connotati anche politici, suscita furibonde polemiche, ma viene ripetuta in tono minore anche l’anno successivo con 108 artisti.



Una statistica terribile. Nella nostra Provincia nei primi sei mesi dell’anno gli autoveicoli coinvolti in incidenti sono stati 2.012, e di questi ben 1.521 risultano immatricolati dalle nostre parti.

E nella pizzeria “Vesuvio” in Via Nazario Sauro il proprietario Angelo Pascucci uccide con un colpo di bottiglia in testa il maresciallo Rocco Urzino, in servizio presso la Squadra Mobile. Si era recato lì per verificare se era stato ottemperato alle disposizioni che ne avevano prescritto la chiusura.



Lunedì 12 giugno arriva la prima sonda su Venere. Lanciata dall'Unione Sovietica, nonostante il danneggiamento subito durante la ricognizione riportò informazioni preziose sull'atmosfera venusiana, rivelandone la composizione in maggioranza di anidride carbonica e in minima parte di azoto.

Sabato 1° luglio viene introdotto il CAP. Il codice di avviamento postale è stato ideato per agevolare lo smistamento della corrispondenza in virtù di un considerevole aumento del traffico postale.

Lunedì 10 luglio appare il primo fumetto di “Corto Maltese”. Mare della Papua Nuova Guinea, novembre 1913: vittima di un ammutinamento, il marinaio Corto Maltese (così chiamato perché originario di Malta) viene soccorso dall'avventuriero Rasputin, che lo accoglie sulla sua nave, dove tiene prigionieri un ragazzo, Cain, e una giovane donna, Pandora. Inizia così "Una ballata del mare salato", la storia a fumetti che segna l'esordio del celebre personaggio ideato dallo scrittore e disegnatore riminese Hugo Pratt. Archetipo dell'antieroe per eccellenza, dedito alla pirateria e all'apparenza cinico nei rapporti umani, Corto Maltese diventa negli anni uno dei personaggi dei fumetti più amati in assoluto. Per la profondità psicologica dei personaggi, alcuni dei quali modellati su personaggi storici reali, e per il perfetto inquadramento della serie in un contesto storico preciso, in molti attribuiscono al fumetto di Pratt la dignità di opera letteraria, vedendo in essa il primo esempio italiano di graphic novel.

Muore Che Guevara in Bolivia, l’8 ottobre. Coerente con i suoi ideali, aveva lasciato Cuba, ed era ripartito per un'altra rivoluzione, ma viene tratto in agguato e ucciso dalle forze governative. Diventato in seguito un vero e proprio mito laico, un martire dei “giusti ideali”, Guevara ha indubbiamente rappresentato per i giovani della sinistra europea (e non solo) un simbolo dell'impegno politico rivoluzionario, talvolta svilito a semplice gadget o icona da stampare sulle magliette.

Muore Gigi Meroni, grande calciatore del Torino e della Nazionale. Morì a 24 anni – poco dopo la fine di una partita con la Sampdoria – investito da un'auto, mentre attraversava Corso Re Umberto, a Torino, insieme al suo grande amico e compagno di squadra Fabrizio Poletti. La settimana dopo il funerale, il Torino affrontò la Juventus. Nestor Combin, grande amico di Meroni, insistette per giocare, nonostante la febbre che lo aveva colpito pochi giorni prima. Segnò, su punizione, al 3º minuto e raddoppiò al 7°; firmò una tripletta al 15° della ripresa. Il 4° gol fu opera di Alberto Carelli, che indossava la maglia n. 7 di Meroni.

Christiaan Barnard, valente chirurgo sudafricano, è destinato ad entrare nella storia della medicina. Specializzatosi in chirurgia cardiotoracica negli Stati Uniti d'America, conseguendo anche un master, Barnard cercò di mettere a frutto quell'esperienza in Sud Africa, creando la prima unità coronarica del Groote Schuur Hospital di Città del Capo. Dopo aver eseguito con successo la prima operazione a cuore aperto in Africa, verso la fine del 1967 gli si presentò la grande occasione che attendeva da tempo. Il nuovo muscolo cardiaco di cui il paziente Louis Washkansky, 55 anni, affetto da grave cardiopatia, necessitava, venne offerto da un padre generoso, al quale un incidente stradale aveva portato via la moglie e condannato la figlia 25enne, Denise, a una morte imminente. L'uomo diede il suo consenso all'espianto del cuore della figlia, scegliendo di salvare la vita a un altro essere umano. Il 2 dicembre del nostro anno Barnard entrò in sala operatoria per eseguire il difficile trapianto e dopo diverse ore, ad operazione conclusa, si fermò a guardare per poi fare un passo indietro ed esordire così: “Funziona!”. La notizia fece il giro del mondo nelle settimane successive, nonostante la morte del paziente avvenuta 18 giorni dopo, per via di una polmonite, conseguenza del rigetto del corpo estraneo da parte del sistema immunitario. Risolvere il problema del rigetto fu la nuova sfida di Barnard e di altri ricercatori, che centrarono l'obiettivo tra gli anni Settanta e Ottanta con la scoperta della ciclosporina come farmaco antirigetto.

Il primo trapianto cardiaco in Italia venne effettuato nel 1985 dal professor Vincenzo Gallucci. Stava cambiando il mondo.

Rolando Bussi