Modena 1968/1 Il meglio di Modena protagonista in tivù 

E arriva Armstrong Terremoto in Belice, muore anche un pompiere modenese S’infiammano le Università: scontri tra polizia e studenti

Modena va in TV! Mario Craveri e Enrico Gras, i registi di “Ritratto di città”, mostrano la nostra città e la provincia per un’ora. Franco Mantovi, sulla “Gazzetta”, così scrive: “Una trasmissione sostanzialmente conforme alle attese e al legittimo orgoglio della nostra gente, la quale, se ha visto dai piccoli schermi molti più colombi viaggiatori e “triganini” di quanti abitualmente non sia abituata, ha però legittimamente contemplato la forza produttiva e lo spirito di primato che animano e sostengono le nostre iniziative più valide e di maggior respiro”. Si trasmettono immagini di “Ferrari” e “Maserati”, ma anche della “magia ed incanto” dei ciliegi in fiore di Vignola. Ampio spazio si lascia all’“industriale dell’agricoltura”,

il conte Franco Paolo Grandi di Mordano (morto nel 2004), marito della contessa Edvige Rangoni Machiavelli e figlio del celebre gerarca fascista Dino Grandi, che “in luogo delle 22 famiglie a mezzadria ha impiantato un’azienda modello di valore e impostazione europea”, e ai fratelli Panini, “che hanno saputo creare un’industria conosciuta in tutta Italia e all’estero”.

E naturalmente si parla di Sassuolo, “capitale europea delle piastrelle”, e della maglieria di Carpi, che esporta per 60 miliardi l’anno. Si mostra la folla del lunedì, con le famose “strette di mano” che siglano gli accordi dei commercianti, i Cadetti, la nostra lirica. Manca solo il Mercato bestiame, ormai di importanza europea...



La città indubbiamente si sviluppa, ma restano ancora “zone grigie”. La “Gazzetta” pubblica una foto di Via del Pozzo, verso Via Vignolese, fiancheggiata da un canale, con siepi incolte, un fondo stradale dissestato …

Ma una tragedia sconvolge la Sicilia. Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio un violentissimo terremoto colpisce la valle del Belice in Sicilia, tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo.


La prima forte scossa si avvertì il 14 gennaio. I pochi muri ancora rimasti in piedi crollarono completamente in seguito alla fortissima scossa avvenuta il 25 gennaio. Dopo questa ultima scossa le autorità proibirono anche l'ingresso nelle rovine dei paesi di Gibellina, Montevago e Salaparuta. Le vittime accertate ufficialmente variano: secondo alcune fonti furono complessivamente 231 e i feriti oltre 600, pochi rispetto ai danni perché molti abitanti avevano trascorso la notte all'aperto. Ci furono vittime anche tra i soccorritori: 5 agenti di polizia morirono il 15 gennaio; 2 agenti morirono successivamente nella scossa del 25 gennaio ad Alcamo, per il crollo di un palazzo, mentre portavano i primi soccorsi, e 4 vigili del fuoco morirono in seguito alla forte scossa del 25 gennaio a Gibellina. Uno di essi era un giovane modenese: si chiamava Savio Semprini. Il terremoto del 1968 mise drammaticamente a nudo lo stato di arretratezza in cui vivevano quelle zone della Sicilia occidentale, in primo luogo nella stessa fatiscenza costruttiva delle abitazioni in tufo, crollate senza scampo sotto i colpi del sisma. Le popolazioni di quei paesi erano composte in gran parte da vecchi, donne e bambini, visto che i giovani e gli uomini erano già da tempo emigrati in cerca di lavoro. Alcuni risiedevano nella nostra città, o nei Comuni limitrofi.



Ma torniamo a Modena. In Via Verdi un vecchio pensionato viene massacrato di botte sulla soglia della sua abitazione, non si sa perché.

Due ragazzine di Cortile di Carpi, tra i 15 e i 16 anni, si allontanano da casa in bicicletta di domenica, con in tasca 40.000 lire. Le biciclette vengono rinvenute a Carpi, dove lavorano come magliaie, ma delle ragazzine nessuna traccia. Dopo quattro giorni vengono rintracciate infreddolite a Villa Borghese a Roma. Avevano compiuto un viaggio “tanto desiderato”!

Due giovani piloti modenesi volano su un Piaggio (il popolarissimo “Scricciolo”) fino a Mantova. Lì si fermano per poco tempo e poi ripartono. Un guasto improvviso li costringe a un atterraggio di fortuna, ma l’apparecchio si capovolge e si incendia.

E tra Concordia e San Possidonio i Carabinieri ritrovano i resti di otto salme. Sono forse i resti dei passeggeri della “corriera fantasma”? Come forse i Lettori ricorderanno, la “strage della corriera fantasma”, conosciuta anche come “strage della corriera della morte”, è stata un serie di delitti commessi tra il 16 e 17 maggio 1945 a Concordia e San Possidonio. Fu fermato un camion (poi ribattezzato “corriera” dalla stampa) con a bordo alcune decine di passeggeri, tra cui militi della Repubblica Sociale Italiana, che vennero uccisi e sepolti in due fosse comuni. Per tali delitti si sono svolti due processi, nel 1950-1951 e nel 1970: in quello relativo ai fatti di Concordia furono condannati due ex partigiani, mentre il procedimento per i fatti di San Possidonio vide il proscioglimento degli accusati per amnistia e prescrizione del reato. In realtà le ossa scoperte in quei giorni risalivano al Medioevo, in un periodo compreso tra il IX e il XII secolo.

Si parla di un “mini-matrimonio” che dovrebbe essere celebrato a Fiorano, tra una studentessa delle Medie di dodici anni, che aspetta un bambino, e un giovane meccanico di quindici anni. Ma occorre la dispensa per la giovane età, e il matrimonio è rimandato.

La Polizia fa irruzione in un appartamento in Via Pelusia. Era una bisca clandestina. Vengono fermate e denunciate ben 25 persone. Giocavano a chemin-de-fer e a baccarat (evidentemente era troppo costoso mettersi in viaggio per andare al casinò!). Sequestrano quasi un milione.

A Carpi al night “Picchio Verde” tre “meridionali” (come dice la “Gazzetta”) pagano il biglietto ed entrano. Uno dei proprietari chiede loro di uscire “perché il loro abbigliamento non era consono a quello degli altri clienti”. Come si può immaginare scoppia una furibonda rissa.

Agli inizi di febbraio giunge a Modena Louis Armstrong, per registrare alla “Paul Film”, dopo aver partecipato al Festival di Sanremo, alcune musiche per “Carosello” che non vennero mai utilizzate.

Comincia un vasto movimento di agitazioni studentesche che coinvolge Torino, Padova, Pisa, Lecce, Siena, Firenze (dove il rettore Giacomo Devoto si dimette per protesta contro la durezza con cui la polizia reprime un corteo studentesco). Il 31 gennaio a Trento viene occupata la Facoltà di sociologia. In febbraio vengono occupate una dopo l’altra tutte le principali Facoltà dell’Università di Roma; a seguire Napoli, Pavia, la Scuola Normale di Pisa, Messina, Bologna, Milano, Modena, Trieste, Palermo, Catania. Alle occupazioni studentesche si contrappongono interventi della polizia e iniziative dei rettori e delle amministrazioni delle Università, che decretano periodi di chiusura o di interruzione delle attività didattiche. A Milano gli studenti occupano l’Università Cattolica. Il rettore Ezio Franceschini chiede l’intervento della polizia e chiude le facoltà a tempo indeterminato. A Roma, a Valle Giulia, nei pressi della Facoltà di Architettura, ci fu una violentissima battaglia tra polizia e studenti. Si registrarono 148 feriti tra le forze dell'ordine e 478 tra gli studenti. Ci furono 4 arrestati e 228 fermati. Otto automezzi della polizia furono incendiati. Cinque pistole furono sottratte agli agenti. Tra i partecipanti agli scontri di Valle Giulia vicini al movimento studentesco ritroviamo molte figure che avranno in seguito percorsi tra i più svariati: il regista Paolo Pietrangeli, Giuliano Ferrara (che rimase ferito), Paolo Liguori, Aldo Brandirali, Ernesto Galli della Loggia, Oreste Scalzone.

Tra i poliziotti invece il futuro attore Michele Placido.

Infine una triste notizia. Il 27 marzo muore Yury Gagarin in un incidente aereo (era nato nel 1934). Entrato nella storia come primo uomo a volare nello spazio, con lui è nato il mito dell'astronauta. Il 12 aprile 1961 con la navicella Vostok 1 fece un'orbita ellittica intorno alla Terra a una velocità di 27.400 km/h. Accolto in patria come un eroe, la sua impresa segnò un punto a favore dell'Unione Sovietica nella corsa allo spazio e un grave smacco per gli Usa. —