Modena. Da Paladino a Tilson: un regalo d'autore per i 40 anni del laboratorio d'arte grafica

Realizzato in quaranta copie numerate e firmate, un cofanetto di inediti di venti tra i maggiori artisti contemporanei



. Quarant’anni di vita che il Laboratorio d’Arte Grafica, in via Verona, festeggia con un raffinato cofanetto contenente opere di Mimmo Paladino, Joe Tilson, Nanni Balestrini, Assadour, Roberto Barni, Davide Benati, Andreina Bertelli, Carlo Cremaschi, Giuliano Della Casa, Enrico Della Torre, Pablo Echaurren, Franco Guerzoni, Hyun Joo Hong, Luca Leonelli, Sandro Martini, Giulia Napoleone, Luca Patella, Graziano Pompili, Ferdinando Scianna e Wainer Vaccari. «Venti le opere realizzate - dice Roberto Gatti, direttore del Laboratorio - con varie tecniche originali (calcografia, litografia e fotografia) di autori noti a livello nazionale e internazionale. Difficile la scelta: ho chiamato quelli che hanno alle spalle un’esperienza di lavoro importante, ma pure artisti con cui si è creato, in tanti anni, un rapporto affettivo, di amicizia. È un’edizione di pregio, in 40 esemplari, dove ogni singola opera è stata curata dal Laboratorio, numerata e firmata dagli artisti». Sarà presentata sabato, alle 18, da Sandro Parmiggiani nella Galleria Arte su carte, in via Fratelli Rosselli 21. «Un galleria - sottolinea Gatti - derivata, 10 anni fa, dall’attività del Laboratorio, per proporre cinque o sei mostre ogni anno dedicate alla grafica ma pure ad altre espressioni artistiche (i pastelli di Giulia Napoleone; nel 2020 le tempere, acquerelli e collage di Martini e le sculture di Pompili…). Abbiamo ospitato, con appuntamenti espositivi, anche editori e stampatori d’arte, tra cui Franco Sciardelli di Milano, Piergiorgio Spallacci di Pesaro e Giorgio Upiglio di Milano. Abbiamo fatto conoscere anche l’opera di nomi eccellenti del passato, come Francisco Goya, Pablo Picasso, Honoré Daumier, Geoges Henri Rouault, Jim Dine, Howard Hodgkin, Sebastiano Matta».


Il laboratorio si è rivelato in questi decenni la vera casa degli artisti, a partire dal dicembre 1979, quando si chiamava Stamperia d’Arte Il Cerchio, in via dei Servi. «Un debutto in grande stile - ricorda Gatti - con una cartella di serigrafie di artisti tra i più noti e affermati non solo a Modena: Enzo Trevisi, Alberto Cavallari, Vittorio Magelli, Claudio Spattini e Tino Pelloni. Ci siamo presentati subito con una cartella ben curata nei particolari che voleva indicare anche la nostra futura attività di editori che, negli anni, si è manifestata attraverso cartelle di grafica e libri d’artista (nostra la cura per Editalia di alcune edizioni di Paladino e Scianna), in cui l’immagine incisa si rapporta spesso a testi di poeti e scrittori anche famosi». Bisogna riconoscere al Laboratorio, dove lavorano anche Anna Maria Piccinini e Matteo, rispettivamente moglie e figlio di Roberto, la capacità di aver saputo promuovere la stampa originale (acquaforte, acquatinta…), di cui si può apprezzare la bellezza, proprio perché viene realizzata con criteri rispettosi della tradizione. «Si va dal progetto alla creazione dell’opera eseguita con procedimenti rigorosi nel rispetto delle esigenze dell’artista che, sempre, in forme diverse partecipa ad ogni fase del lavoro. Per sollecitare la giusta attenzione del pubblico nei confronti della stamperia, abbiamo proposto l’iniziativa “I cento amici del Laboratorio” ai quali è riservata, ogni anno, una stampa d’arte originale che al valore creativo unisce valori di manifattura perché fatta con procedimenti tramandati da secoli. Si dà così l’opportunità di creare una bella collezione di opere autentiche che portano i nomi di Tilson, Del Pezzo, Benati, Barni… E quest’anno, l’opera del decennale per gli amici sarà creata da Paladino che aveva inaugurato l’iniziativa nel 2009 con un sua incisione. A tutti viene data la possibilità di visitare il Laboratorio e di acquisire opere esclusive a prezzi vantaggiosi». Per Gatti grande è la soddisfazione di lavorare direttamente a contatto con gli artisti. Il suo Laboratorio è una vera fucina che apre le porte anche a studenti del Venturi e dell’Accademia di Bologna che possono apprendere un mestiere affascinante e prezioso. —