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Modena 1968/4 Cresce la protesta per fumi e polveri: ciminiera smontata

Provvedimenti contro il crescente inquinamento dell’aria E durante un temporale la Ghirlandina perde un pezzo

 I Modenesi davanti al Duomo stanno con il naso all’insù. È stato montato un alto traliccio, e i “bene informati” dicono che serve per i restauri. In realtà sono al lavoro i fotografi del Gabinetto fotografico nazionale guidati personalmente da Carlo Bertelli, grande storico dell’arte (ha compiuto 89 anni il 6 agosto).

È la prima volta che il Duomo viene fotografato, dopo il grande lavoro che aveva fatto il modenese Umberto Orlandini nel 1921, pubblicando l’Atlante Storico Artistico del Duomo di Modena. Ma due altri grandi fotografi modenesi l’hanno documentato centimetro per centimetro. Nel 1984 dopo il restauro del Duomo si svolse a Modena la bellissima mostra “Quando le cattedrali erano bianche”.

Le Edizioni Panini, oltre al grande catalogo, pubblicarono Il Duomo di Modena. Atlante fotografico, realizzato da Cesare Leonardi (è nato nel 1935. Nel 2017 Modena gli ha dedicato una grande mostra; a lui si devono anche le due bellissime campagne fotografiche sul Palazzo Ducale e sul Palazzo Comunale, pubblicate da Franco Cosimo Panini). Sono 982 pagine. Non ho mai contato il numero di foto, molte migliaia, quasi tutte in bianco e nero. Ricordo che gli dicevo: “Cesare, an gn’in stà piò!” (per un non modenese: “Non ce ne stanno più!”). L’altro grande fotografo è Ghigo Roli, autore dei due volumi dell’Atlante fotografico del Duomo di Modena della Collana “Mirabilia Italiae” dedicati alla nostra Cattedrale, pubblicati nel 1999 dalla Franco Cosimo Panini (sono più di 1.600 fotografie, tutte a colori).

 


Ma anche la Ghirlandina ha bisogno di restauri. In giugno un fortissimo temporale colpisce Modena, e un pezzo di cornicione cade e sfiora un passante. Il Comune stanzia 42.000.000 per un “maquillage” della Torre, all’interno e all’esterno, per evitare possibili disgrazie. Ma i veri lavori di restauro sono iniziati solo nel 2008, e sono terminati l’11 novembre 2011: dopo quattro anni di restauro, la Torre venne restituita ai Modenesi. Ricordiamo tutti la copertura artistica che il Comune commissionò a Domenico Paladino, copertura costituita da un telone sul quale erano disegnate delle figure geometriche astratte di vari colori. La scelta suscitò una certa perplessità nella cittadinanza. Il telone fu tolto nel settembre 2011, dopo la conclusione dei lavori di restauro, per permettere la rimozione delle impalcature dalla Torre.



Il nostro clima si sta oggi pericolosamente modificando. Il 13 luglio viene promulgata una legge che contiene “Provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico”: “L’esercizio di impianti termici, alimentati con combustibili minerali solidi o liquidi, a ciclo continuo o occasionale, nonché l'esercizio di impianti industriali e di mezzi motorizzati, che diano luogo ad emissione in atmosfera di fumi, polveri, gas e odori di qualsiasi tipo atti ad alterare le normali condizioni di salubrità dell'aria e di costituire pertanto pregiudizio diretto o indiretto alla salute dei cittadini e danno ai beni pubblici o privati, sarà sottoposto alle norme di cui alla presente legge”. Non so se il Comune applicò davvero queste disposizioni. Però viene abbattuta una ciminiera in Via Pelusia, all’incrocio con Via San Giovanni Bosco, zona ormai completamente piena di alti e recenti palazzi. Sovrastava lo stabilimento tintoria “De Marchi”, e fumo e cattivi odori erano all’ordine del giorno. Gli abitanti della zona avevano alzato un coro di lamentele. Non potendo usare esplosivi, gli operai staccano mattone per mattone e lo gettano nella ciminiera.

Alcuni importanti avvenimenti nazionali.

Uno politico: Junio Valerio Borghese, ex comandante del reparto speciale della Repubblica sociale italiana X Mas, fonda l’organizzazione di estrema destra “Fronte nazionale”.

Uno religioso, ancor oggi molto sentito: il 23 settembre a San Giovanni Rotondo muore il frate cappuccino Padre Pio (al secolo Francesco Forgione; era nato a Pietrelcina il 25 maggio 1887). La sera precedente viene colto da malore e muore durante la notte. Tre giorni prima, il 20 settembre, esattamente cinquant’anni dopo che erano apparse sul suo corpo, le stimmate scompaiono durante la celebrazione eucaristica. Al suo funerale, il 26 settembre, partecipano centomila persone. La sua salma è costante meta di pellegrinaggi.

Sabato 12 ottobre la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Città del Messico, che termineranno il 27 ottobre. Oltre 5.500 atleti di 112 paesi sono pronti per confrontarsi nelle 172 competizioni in 20 discipline sportive. I circa 2.300 metri di altitudine di Città del Messico saranno determinanti in positivo per le prove esplosive e veloci (velocità, salti, lanci) e in negativo per quelle di resistenza.

Ma cinquant’anni fa le Olimpiadi persero per sempre la loro innocenza. Il massacro di Tlatelolco avvenne il 2 ottobre 1968 nella “Piazza delle tre culture”: il Messico represse ferocemente gli studenti che protestavano. Non si conosce il numero esatto delle vittime. Il Villaggio Olimpico si trovava 24 chilometri più in là. Però alcuni atleti, come il nostro Eddy Ottoz, qualche giorno dopo medaglia di bronzo nei 110 metri ostacoli, riuscirono a entrare diventando testimoni oculari della tragedia. Come Oriana Fallaci, che raccontò il suo ferimento da un letto di ospedale sulle colonne dell’“Europeo”, rivolgendosi così agli studenti: “Fate bene a sentirvi grandi adesso – perché se vivo farò sapere a tutto il mondo che cosa ha fatto la polizia messicana”.

Il 17 ottobre dopo la finale dei 200 metri salgono sul podio gli atleti di colore statunitensi Tommie Smith e John Carlos, rispettivamente primo e terzo, e l’australiano Peter Norman. Al momento della premiazione i due atleti afroamericani si presentano scalzi, con indosso solamente un paio di calzini neri. Smith indossa una sciarpa nera, per rappresentare l’orgoglio dei neri americani, mentre Carlos ha la parte superiore della tuta aperta, per mostrare solidarietà con tutti gli operai degli Stati Uniti; entrambi indossano un guanto nero. Appena risuonano le note dell’inno statunitense, i due atleti chinano la testa e alzano il pugno guantato di nero al cielo, per protestare contro la condizione sociale dei neri negli Stati Uniti. L’immagine in poche ore fece il giro del mondo. Poche medaglie (3 ori, 4 argenti e 9 bronzi) anche per la spedizione italiana. Oro nel canottaggio e nel ciclismo; Klaus Dibiasi vince la medaglia d’oro nei tuffi dalla piattaforma (10 metri) e una d’argento nel trampolino tre metri. Un ricordo indelebile lascia nel salto in alto lo statunitense Richard “Dick” Fosbury (oro con la misura di 2,24 metri), scavalcando l’asticella, affrontata con il busto reclinato all’indietro, prima con la testa e infine con le gambe: una “rivoluzione copernicana” che avrebbe portato alla fine del ventrale, in poco meno di un decennio.

Il 4 dicembre viene fondato il quotidiano cattolico “Avvenire”. Nasce con la fusione de “L'Italia” di Milano e “L'Avvenire d'Italia” di Bologna, per dar vita a una nuova testata a diffusione nazionale promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Il 2 dicembre ad Avola, in Sicilia, una protesta contadina porta a uno scontro tra i manifestanti e le forze dell'ordine. I lavoratori agricoli in sciopero avevano messo in atto un blocco per impedire il transito sulla strada statale. La Polizia ordinò ai manifestanti di liberare la strada, ma ottenne in riposta un rifiuto. Cominciò a sparare ad altezza d'uomo e i proiettili colpirono a morte due persone. Altre quarantotto rimasero ferite, di cui cinque in modo grave.

Ma chiudiamo la puntata ricordando alcuni grandi film. Cominciamo da 2001: Odissea nello spazio, diretto da Stanley Kubrick: il dottor Bowman viene inviato nello spazio con altri astronauti a studiare un monolite nero. Durante il viaggio, HAL, il computer di bordo dell'astronave, comincia a disobbedire agli ordini e ciò porta alla resa dei conti tra uomo e macchina.

È l’anno de Il giorno della civetta, Il medico della mutua, Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?, Straziami ma di baci saziami; ma voglio ricordare soprattutto C'era Èuna volta il West, diretto da Sergio Leone, con Claudia Cardinale, Henry Fonda, Jason Robards e Charles Bronson. —

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

(101, continua)