Lino Guanciale in scena a Carpi «Storia di conflitti e di seduzione»

Al Teatro Comunale l’opera di Patrick Marber «Finale imprevedibile in una vicenda di passione»

 

Nicola Calicchio
CARPI. “After Miss Julie”, di Patrick Marber, per la regia di Giampiero Solari, non è semplicemente un ritratto dei giochi di potere che possono venirsi a creare tra uomo e donna, ma un addentrarvisi con tutti gli strumenti possibili sul piano teatrale, dalla parola al minimo gesto, senza trascurare l’importanza del suono e del silenzio.

La commedia, interpretata da Lino Guanciale, Gabriella Pession e Roberta Lidia De Stefano, sarà in scena al Teatro Comunale di Carpi domani e sabato alle 21 e domenica alle 16. Fedele ai temi e alla trama originale, Marber ambienta la storia in Inghilterra nel 1945, alla fine del secondo conflitto mondiale, nella notte dei festeggiamenti per la vittoria laburista alle elezioni.
Qui la notte è quella del 29 aprile del ’45 a Milano e i festeggiamenti sono quelli per la Liberazione dall’occupazione nazifascista: momento storico che apre un periodo carico di conflitti e di trasformazioni che segneranno i costumi e la società italiana. Le tensioni tra le classi sociali e il desiderio di autodeterminazione delle donne sono i due motori della storia.
La vicenda si svolge nella cucina di un’antica villa alle porte della città meneghina, in uno spazio seminterrato dove la Signorina Giulia, donna dell’alta società italiana, decide di abbandonarsi alla trasgressione. Spinta da uno spirito irrazionale di ribellione, non affine ad una donna del tempo, nel corso della notte e in assenza del padre, mette in atto continue provocazioni per destabilizzare le persone che la circondano e i loro schemi sociali. Ed esercitando il suo ruolo di “padrona di casa” seduce in maniera ossessiva Gianni, il giovane autista e capo della servitù, che finisce per ritrovarsi attanagliato da un groviglio di relazioni personali che mettono in discussione il legame con la cuoca Cristina, già sua promessa sposa.
«La versione italiana è abbastanza fedele a quella originale – spiega Lino Guanciale – Il finale è molto desolante. Questa è la storia di due persone, un uomo e una donna, che appartengono a due mondi diversi che, ci dice lo scrittore, non possono incontrarsi pur arrivando ad avvicinarsi e a confondersi tante volte, per poi inevitabilmente staccarsi».
Rapporti tra classi, l'emancipazione femminile e la liberazione sessuale sono temi centrali della rappresentazione.
«Assolutamente sì. Questo racconto del rapporto conflittuale tra mondi e classi sociali diverse, è incardinato sul rapporto uomo-donna, in cui vi sono tutte le dinamiche dell'attrazione e del conflitto del maschile e del femminile. Conflitto anche violento. Il personaggio che interpreto è un uomo che ad un certo punto va fuori controllo, come pure la signorina Giulia».
Una comedy-drama con qualche scena di passione ad alto tasso erotico.
«Vi sono delle scene in cui i due protagonisti si avvicinano moltissimo. In realtà è una lunga scena di seduzione con momenti in cui ci si avvicina e ci si allontana drasticamente».
C'è un finale sorprendente e drammatico?
«Sì, perché ad un certo punto sembra quasi che per i due protagonisti si profili una vita nuova e insieme. Poi succede qualcosa di totalmente imprevisto, con anche delle implicazioni grottesche e divertenti, che cambia il destino dei due».
Oltre che essere protagonista dello spettacolo di Carpi, è anche regista di quello in scena attualmente alle Passioni di Modena. Il suo rapporto con Modena si rafforza sempre di più.
«L'ho sempre considerata casa mia dal punto di vista teatrale. Qui sono cresciuto e mi sono state date opportunità attoriali fortissime. Tra me ed Ert c'è la volontà di continuare a lavorare insieme». —