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Modena 1969/3 Una città più verde: si inizia a costruire il parco Amendola 

Il progetto firmato da Franca Stagi e Cesare Leonardi Danni in via Medaglie d’Oro per il vento a 200 km orari


Cominciamo la puntata c-on gli avvenimenti modenesi. Una rapina in banca a Castelnuovo Rangone: puntando una “Beretta” il malvivente si fa aprire la cassaforte. Bottino di 4.500.000 lire. In aprile la “Gazzetta” cambia veste. Per un lungo periodo la cronaca di Modena finirà in prima pagina, con le notizie degli avvenimenti italiani ed esteri in brevi trafiletti, che rimandano alle altre pagine del quotidiano.

Si chiude la vecchia Casa di riposo di Via Sant’Agostino e si inaugura la casa-albergo per anziani in Via Fabriani. In Via Emilia Est un’autocisterna con rimorchio che viaggia troppo veloce “impazzisce”, travolgendo tre auto in sosta e rompendo i cavi del filobus. Nessun ferito, nemmeno il guidatore.

E altre auto vengono distrutte in Via Medaglie d’Oro dal crollo di alberi abbattuti da un vento che soffia a 200 km all’ora. Il vento rischia di provocare un disastro: quattro alianti che partecipavano a una gara sono costretti a un atterraggio di fortuna. Illesi i piloti.

Nel ristorante “Al Boschetto” in Via Due Canali un cliente dopo aver mangiato (e bevuto molto!) “rompe le scatole”, come si dice a Modena, a un altro cliente chiedendogli insistentemente una sigaretta. Scoppia un diverbio. Intervengono gli agenti di Polizia, che arrestano quello che risulta essere, secondo la “Gazzetta”, un “mafioso siciliano”. Portato in Questura, aggredisce un poliziotto che finisce all’ospedale.


Gli studenti arabi che frequentano la nostra Università organizzano in Piazza Mazzini davanti alla Sinagoga una manifestazione antiisraeliana, per protestare contro il mancato rispetto della risoluzione dell’ONU che impone al governo israeliano lo sgombero delle terre occupate, manifestazione a cui partecipano anche “elementi d’estrema sinistra, all’indirizzo dei quali – almeno nelle strade del centro – si sono levati fischi dalla popolazione”, come scrive la “Gazzetta”.



Si comincia a costruire a Carpi il Museo Monumento al Deportato, un museo storico sulla deportazione e sui campi di concentramento nazisti. Progettato dallo studio BBPR, in collaborazione con Giuseppe Lanzani e Renato Guttuso, è situato al piano terra del Palazzo dei Pio, nel centro storico della città, e venne inaugurato nel 1973.

Un Vigile del Fuoco volontario ausiliario si esercita da solo di notte sul “castello di manovra per gli addestramenti” in Via Berengario, e precipita. Quaranta giorni dopo sarebbe stato congedato. Aveva 21 anni.



Ma la tragedia che non posso dimenticare accadde il 3 giugno, di notte, al terzo piano di una casa di Via Silvio Pellico, nel quartiere INA Casa alla Sacca. Un giovane di 26 anni, mio compagno di scuola alle Medie, sparò alla madre, alla moglie e poi si uccise. Si chiamava Giuliano Capitani, ed era figlio di Mauro Capitani, nato a Modena il 25 settembre 1925, di professione meccanico, partigiano con nome di battaglia “Giuseppe” della Brigata “Tabacchi”, caduto in combattimento il 16 luglio 1944, Medaglia di Bronzo al valore militare alla memoria, con questa motivazione: “Giovanissimo Partigiano, si distingueva subito per coraggio e capacità di comando, imponendosi all’ammirazione dei suoi compagni.

Capo pattuglia, in uno scontro a fuoco con preponderanti forze nemiche cadeva nel nobile intento di proteggere il ripiegamento dei suoi compagni”. Un cippo lo commemora lungo la strada che l’Amministrazione comunale di Modena gli ha dedicato nell’immediato dopoguerra. Quando morì suo padre, Giuliano non era ancora nato. La moglie uccisa, incinta, era Marina Mezzacqui. Suo fratello Tino, mio amico, è morto il 30 ottobre 2018 a 87 anni. Tutti lo conoscevano per la libreria antiquaria di Via dei Servi.

Ma torniamo alla nostra città che cambia. Si comincia a costruire il Parco Amendola, polmone verde a sud di Modena. Lo progettano Franca Stagi e Cesare Leonardi. E si comincia a pensare dove collocare l’Ufficio anagrafe del Comune. Era nella ex GIL, presso Piazza Manzoni. Ma stanno costruendo grandi condominii …

E all’estero cosa succede? Ne parliamo perché la prossima puntata dovrà purtroppo occuparsi a lungo di quella che fu una delle più gravi tragedie della nostra storia: la strage di Piazza Fontana.

Cominciamo dalla Francia. Il 2 marzo a Tolosa si effettua il primo volo del Concorde. Nei 27 anni in cui vennero utilizzati, salirono a bordo dei 14 modelli di Concorde costruiti per Air France e British Airways più di 2,5 milioni di passeggeri. Prendere il Concorde era un lusso: per arrivare da Londra a New York si impiegavano solo tre ore e venti minuti, quando un normale Boeing 747 ne impiegava più di sette. Il prezzo del volo era però molto elevato: un biglietto di andata e ritorno costava in media 12.000 dollari. Il colpo definitivo al Concorde venne dato dall’incidente del volo partito da Parigi il 25 luglio 2000 in direzione New York. Morirono 113 persone.

E sempre in Francia il 28 aprile Charles de Gaulle si dimette da Presidente (morirà il 9 novembre 1970). Alle elezioni presidenziali del 15 giugno il vincitore è Georges Pompidou.

Domenica 20 luglio l’uomo sbarca sulla Luna. “Ha toccato”. L’entusiastico annuncio del conduttore televisivo Tito Stagno comunica ai telespettatori che l’Apollo 11 ha toccato il suolo lunare alle 22,17, ora italiana. Mentre l’inviato da Houston, Ruggero Orlando, riporta le reazioni di gioia nel quartier generale della Nasa, sullo schermo passano le immagini dell’astronauta Neil Armstrong che, scesi lentamente i gradini della scaletta, tocca la superficie lunare e inizia una storica passeggiata. È lui il primo uomo sulla Luna, che saluta l’evento (seguito alla TV da 600 milioni di persone in tutto il mondo) con una frase entrata nella memoria di tutti: “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo da gigante per l'umanità”. In quell'occasione anche Buzz Aldrin mette piede sul satellite terrestre, mentre il terzo astronauta, Michael Collins, rimane dentro il modulo di comando. L'ultimo a imitare la loro impresa è stato lo statunitense Eugene Cernan, scomparso nel gennaio del 2017, con la missione Apollo 17 del 14 dicembre 1972.

Il 9 agosto a Los Angeles nella villa del regista Roman Polański si compie un efferato massacro, di cui verrà riconosciuto responsabile Charles Manson, con alcuni affiliati alla sua setta (morirà in carcere il 19 novembre 2017). Perde la vita, tra gli altri, la giovane attrice Sharon Tate, moglie del regista, al nono mese di gravidanza.

Il 15-17 agosto si tiene il festival di Woodstock, che raduna circa 500.000 spettatori. Per tre giorni vide sfilare grandi nomi del rock, da Joe Cocker ai Who, passando per un giovanissimo Carlos Santana. La vera star salì sul palco l'ultimo giorno: il chitarrista Jimi Hendrix deliziò il pubblico con due ore di concerto.

Il 1° settembre in Libia il colonnello Muammar Gheddafi, 27 anni, alla guida di un gruppo di ufficiali, capeggia il colpo di Stato contro re Idris, in Turchia per delle cure mediche, e costituisce la Repubblica araba di Libia.

Primo italiano (a parte l’oriundo Sivori) e primo milanista della storia, Gianni Rivera vince il Pallone d’Oro assegnato dal settimanale francese “France Football”: per lui 83 punti, e precede Gigi Riva (79), il tedesco Gerd Müller (38), l’olandese Johan Cruijff (30), il nordirlandese George Best (21), il tedesco Franz Beckenbauer (18).

Chiudo ricordando due grandi film americani.

Il primo è Easy Rider, con protagonisti Peter Fonda e Jack Nicholson. Due giovani ribelli decidono di intraprendere un viaggio in motocicletta attraverso gli Stati Uniti. La loro ricerca della libertà è destinata a scontrarsi con i pregiudizi e con l'intolleranza della società americana.

Il secondo è Il mucchio selvaggio, diretto da Sam Peckinpah, con William Holden, Ernest Borgnine, Robert Ryan. Nel 1914, dopo una fallita rapina in banca, sei banditi americani sconfinano dal Texas in Messico, inseguiti da un manipolo di cacciatori di taglie. Si riscatteranno morendo con coraggio nell'impari lotta contro le forze di un generale-bandito in difesa del popolo oppresso. —