Contenuto riservato agli abbonati

Modena 1969./4 Esplode la bomba a Piazza Fontana L’Italia sul baratro 

Il 12 dicembre l’attentato che cambia la storia del Paese 17 morti e 86 feriti. E dopo decenni ancora nessuna verità 

Gli studenti hanno manifestato a lungo in tutta Italia, e il 5 aprile si riforma l’esame di maturità: solo due materie scritte e due orali. Abolita la sessione di recupero autunnale. La valutazione sarà espressa in sessantesimi. La politica sta cambiando. Il 23 giugno esce “Il manifesto”. La rivista, a cui aderiscono Luigi Pintor, Aldo Natoli, Valentino Parlato, Luciana Castellina, Lidia Menapace, assume posizioni in contrasto con la linea maggioritaria del Partito Comunista (il 24 novembre vengono espulsi dal partito).

Ma sta cambiando purtroppo anche l’Italia, come vedremo. L’8 agosto di notte in alcuni treni che si trovano in diverse stazioni ferroviarie esplodono ordigni che provocano il ferimento di 12 persone e ingenti danni. La polizia indaga inizialmente nel mondo anarchico; in realtà i responsabili saranno individuati, molto tempo dopo, all’interno del movimento di estrema destra. Il mondo cambia.

Il 15 agosto a Woodstock iniziano tre giorni di rock, cultura hippie ed eccessi: è stato un fenomeno sociale e di costume che ha segnato una generazione. Ma il 22 agosto “L’Osservatore Romano” pubblica la traduzione italiana della canzone scandalo interpretata da Serge Gainsbourg e Jane Birkin, Je t’aime, moi non plus. È un gesto di sostegno alla decisione presa dalla Rai di escludere la canzone dal programma radiofonico Hit Parade in quanto ritenuta oscena.


Il 23 agosto si apre la 30ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. L’effetto della contestazione sessantottina è l’abolizione della competizione e del relativo conferimento dei premi. Si torna alla non competitività della prima edizione.

Anche l’economia cambia. In ottobre la Fiat acquista la Lancia, nei cui tre stabilimenti lavorano in quel momento oltre 12.000 dipendenti.

Il costo della vita cambia: a Milano, un abbonamento alle repliche del Teatro alla Scala (14 rappresentazioni) costa 49.000 lire in platea, da 28.000 a 33.600 lire nei palchi. Un Rolex 132.500 lire, lo champagne (all’Esselunga) da 2.590 a 7.500. Una Autobianchi A112 (con motore di 903 cmc) 880.000 lire, una Renault 4 a partire da 698.000. Un quotidiano costa 70 lire, un panettone Alemagna con torrone in omaggio 1.790, le arance 150 lire al chilo, una bottiglia di prosecco Carpené Malvolti 600. Ma fortunatamente sull’Autostrada si iniziano ad installare i guard-rail.

 



Ma torniamo alla nostra Modena. Anche qui purtroppo non sempre le cose vanno come dovrebbero. Due giovani ingegneri che stanno collaudando una “Ferrari Daytona” appena fuori Maranello sulla “Giardini” si scontrano con un autotreno. Due vite spezzate. Sulle Morane un giovane si spara un colpo alla testa con la rivoltella del fratello. E sulla Vignolese un giovane, impugnando una pistola giocattolo, ferisce e poi rapina un tabaccaio: 160.000 lire e alcuni accendini. E tre donne sono protagoniste di tragici avvenimenti. In Piazza Marconi una donna che puliva i vetri di una finestra precipita e muore. A Modena Est una signora anziana costretta a letto da una lunga malattia si getta nel vuoto. E in Via San Michele una giovane sposa minaccia di suicidarsi tenendo in braccio un bambino. Muore in un incidente stradale László Székely, allenatore ungherese del Modena F. C. nel campionato 1967-1968. E il 10 dicembre a Sasso Morello nel Comune di Prignano un ragazzo con un randello massacra due anziani coniugi per rubare 65.000 lire! Arrivano a Modena dei “cappelloni” stranieri, tre americani e una ragazza neozelandese. Alloggiano al “Gambero” in Via Vignolese. La Polizia li arresta: volevano vendere un chilo e mezzo di hashish. Ma i chirurghi del nostro Policlinico sono bravissimi, e con un intervento durato sei ore reimpiantano a un operaio un braccio praticamente staccato di netto per un incidente sul lavoro.



La stagione invernale è alle porte, ma purtroppo quello che si respira a Milano, e non solo, è il tipico clima da “autunno caldo”. Per il pomeriggio di mercoledì 19 novembre le tre principali sigle sindacali organizzano uno sciopero per protestare contro il caro-affitti. Coincidenza vuole che nelle stesse ore sfilino anche due cortei, uno di matrice marxista-leninista, l'altro composto da anarchici, seguiti a ruota dai mezzi della polizia. Il clima si surriscalda all'ingresso del Teatro Lirico, dov'è intento a parlare il segretario della CGIL Luciano Lama. Il lancio di lacrimogeni e candelotti da parte dei poliziotti per disperdere i due gruppi scatena il parapiglia. Nel frattempo dalla vicina Università Statale sopraggiungono, in soccorso a lavoratori e manifestanti, i militanti del Movimento Studentesco. In pochi attimi la situazione degenera e inizia una feroce guerriglia, che durerà circa tre ore. In questa confusione, secondo la ricostruzione degli inquirenti, Antonio Annarumma - aveva 22 anni, originario di Monteforte Irpino, in servizio al III reparto Celere - viene colpito da un tubolare d'acciaio che gli fracassa il cranio uccidendolo sul colpo. Per l'impossibilità di risalire all'autore materiale del gesto, rimarrà un delitto impunito, il primo di tanti - sessantanove, mentre i feriti saranno più di mille - che insanguineranno l'Italia dalla fine degli anni Sessanta agli Ottanta, passati alla storia come “Anni di piombo”. Uno scenario diviso tra due fronti estremi, sinistra e destra, che porterà più volte il Paese sul baratro della guerra civile e che vivrà la sua fase più acuta con il rapimento e il successivo assassinio del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro.



Venerdì 12 dicembre Milano vive le ultime ore lavorative della settimana. Alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana la chiusura è stata posticipata di mezz'ora, come avviene in occasione della borsa-mercato degli operatori dell'agricoltura. Nell'edificio sono presenti in sessanta, tra personale e utenti, diversi seduti intorno al tavolo ottagonale al centro della sala. Sotto quel tavolo una mano assassina ha nascosto una borsa nera con dentro 7 chili di gelignite (un potente esplosivo utilizzato nelle cave) e un timer impostato sulle 16,37. All'ora esatta un boato scuote la città e una pioggia di schegge di vetro investe decine di passanti. Dentro la banca si materializza l'inferno: al posto del tavolo si è aperta una voragine e tutto intorno è un insieme di marmi, vetri, documenti e corpi straziati. Muoiono sul colpo dodici persone a cui, nelle ore successive, se ne aggiungeranno altre cinque, mentre sono 86 i feriti. L'illusione che si tratti di un atto terroristico isolato svanisce presto: in meno di un'ora avvengono altre tre esplosioni a Roma (al passaggio sotterraneo di Via Veneto, davanti all'Altare della Patria e all'ingresso del Museo del Risorgimento), e a Milano alla Banca Commerciale Italiana una bomba viene scoperta in tempo e fatta brillare. Si farà largo inizialmente la pista anarchica e la notte successiva alla strage di Piazza Fontana gli investigatori arresteranno diversi esponenti dei circoli anarchici milanesi. Tra questi il ferroviere Giuseppe Pinelli che morirà due giorni dopo, precipitando dal quarto piano della Questura di Milano, in circostanze tuttora misteriose. L'episodio scatenerà una violenta campagna stampa nei confronti del commissario Luigi Calabresi, assassinato nel maggio del 1972 da esponenti del movimento di sinistra “Lotta Continua”. Decenni di inchieste giudiziarie e giornalistiche e sette processi (l'ultimo nel 2005) non saranno sufficienti a trovare mandanti ed esecutori della strage di Piazza Fontana, ma emergeranno le responsabilità di gruppi eversivi dell'estrema destra e di ambienti dei servizi segreti italiani e stranieri, animati dallo scopo di instaurare uno stato di polizia permanente e rendere instabile la vita democratica. Viene arrestato Pietro Valpreda, anarchico, scrittore, poeta e ballerino (è morto il 6 luglio 2002), indicato dal tassista Cornelio Rolandi, che dice di averlo portato in Piazza Fontana. Verrà poi assolto. In segno di lutto la Rai sopprime e sostituisce tutti i programmi di varietà radiofonici e televisivi. Rinviata alla settimana successiva la 12ª puntata di Canzonissima: sabato 20 si esibiranno tutti i semifinalisti (ci sono fra gli altri Gianni Morandi con Chi se ne importa, Massimo Ranieri con Se bruciasse la città, Claudio Villa, Domenico Modugno, Nada). Al posto delle canzoni, Maria Stuarda di Schiller con Albertazzi, Brignone, la Proclemer, poi una replica del Trovatore, mentre sul Nazionale va regolarmente in onda la quinta puntata dei Fratelli Karamazov con la regia di Sandro Bolchi. —

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

(104, continua)