Modena, danza, la stagione apre con l’atteso “The Lamb” alla prima italiana

Al Comunale la compagnia spagnola Kor’sia con un pluripremiato spettacolo su corpo e sacro

MODENA. La nuova stagione di danza al Teatro Comunale “Pavarotti” si aprirà con uno spettacolo multidisciplinare portato in scena dalla compagnia spagnola “Kor’sia”, un collettivo nato dalla necessità di comunicare mediante il corpo, di rendersi visibili come creatori e interpreti.. L’appuntamento è per mercoledì sera alle 20.30 con la prima italiana di “The Lamb” (l’agnello, ndr), una coreografia che è stata nominata miglior spettacolo di danza ai Premios Max de las Artes Escénicas (Spagna, 2018) ed è stata selezionata per il premio Aerowaves Twenty – Dance Across Europe nel 2019.

Firmano regia e coreografia Mattia Russo e Antonio de Rosa, fondatori della compagnia e danzatori insieme a Alejandro Moya, Astrid Bramming, Giulia Russo, Lura de Carolis e Sara Burgazzi con la partecipazione dell’attore Alberto Tierrez. Lo spettacolo è prodotto con il sostegno dell’Auditorium Parco della Musica di Roma e della Comunidad de Madrid.


«Servendosi del corpo come metafora del pensiero - spiegano gli autori - questa creazione affronta argomenti che si concentrano su una visione dell’esistenza che ci viene offerta attraverso la religione cattolica. La relazione tra cecità e veggenza, l’idea della vita come costante successione di prove, il sacrificio come unica via d’accesso alla vita eterna, e la morte come ascesa o discesa sono le basi della genesi di “The Lamb”. Paradiso, inferno e purgatorio si confondono e si trasformano in uno spazio limbico rappresentato come metafora della crudeltà della vita, in cui corpi fiammeggianti e lussuriosi officiano strani rituali vicino alle rappresentazioni postmoderne del corpo e dell’individuo».

La musica di Johann Sebastian Bach si adatta perfettamente all’universo tematico cui sottintende The Lamb: di essa i contemporanei dissero, non a caso, che rappresentava un atto di resistenza contro la scissione tra sacro e profano. Tuttavia, essendo fedeli ad un gusto eclettico e neobarocco, “Kor’sia” propone un ambiente sonoro che unisce costantemente musica classica ed elettroacustica.

Antonio de Rosa e Mattia Russo, insieme a Giuseppe Dagostino, qui assistente alla drammaturgia, sono i tre fondatori della compagnia e sono uniti dall’urgenza di esplorare un linguaggio, quello del corpo, che trascende i limiti di quello verbale.

Nelle loro creazioni uniscono elementi da vari campi artistici, come i film, la fotografia, la letteratura e la scultura, punti di riferimento essenziali per elaborare nuovi mezzi espressivi. —

M.V.M.

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