Carpi, Federica Angeli racconta la sua sfida alla malavita romana

Domani sera presenta il libro “Il gioco di Lollo” che ripercorre una vita stravolta dalle minacce mafiose

CARPI. Si dice che le bugie abbiano le gambe corte, eppure a volte son proprio le bugie a salvarti la vita. Ce lo insegnava Roberto Benigni nel 1997 con La vita è bella, ce lo ricorda oggi con la sua ultima pubblicazione “Il gioco di Lollo” Federica Angeli, giornalista nata e cresciuta a Ostia, dal 2013 sotto scorta per aver avuto il coraggio di denunciare.
Dal 1998 scrive di cronaca nera e giudiziaria per le pagine de “La Repubblica” occupandosi della criminalità locale d’impronta mafiosa, ma Federica prima di essere giornalista è madre di tre figli e la sua penna non può difenderla quando viene svegliata in piena notte da due spari, segno che la mafia è arrivata fino alla porta accanto. La serenità familiare inizia a vacillare ma insieme alla paura cresce il coraggio, di qui la denuncia di ciò che vide quella notte. Neanche poche ore che arrivarono le intimidazioni da parte dei clan Spada, poi la scorta.
Una minaccia dietro l’altra, e la sua lotta alla malavita si trasforma agli occhi dei figli in un gioco a premi, il gioco di Lollo. Questo non è unicamente il titolo del libro che la giornalista si troverà a presentare a Carpi il 10 gennaio presso Palazzo Pio, ma rispecchia esattamente ciò che accadde nei millesettecento giorni di scorta a Lorenzo, il primogenito della famiglia.

Una madre e suo figlio. Stessa storia. Prospettiva diversa.
Già l’anno scorso Federica Angeli in “A mano disarmata”, 20.000 copie vendute e numerosi premi, nonché un film del regista Claudio Bonivento, racconta la dura realtà della mafia a Ostia ripercorrendo le sue inchieste in una testimonianza puntuale e incalzante. Ne “Il gioco di Lollo” il testimone passa al figlio e la brutalità degli abusi e dei soprusi subiti dalla famiglia viene smorzata dall’ingenuità e dalla naturalezza del racconto di un bambino.
«Qualunque cosa, dal proiettile alla benzina sotto la porta, dalle grida sotto casa agli insulti e ai pedinamenti, era per lui una prova necessaria per accumulare punti e vincere la villa, il più grande dei premi in palio. La finzione era l’unico modo che avevo per proteggerli, non potevo fare diversamente» con queste parole si confessa Federica Angeli nelle vesti di madre e da donna e cittadina aggiunge «è stata dura e lo è tuttora, ma denunciare era la priorità.
Le prime soddisfazioni sono arrivate con gli arresti, ora staremo a vedere».
Certo, non poca è la soddisfazione della cronista di Repubblica per i duecento otto anni più tre ergastoli per associazione mafiosa raccolti dai 24 imputati protagonisti del maxiprocesso del clan Spada, ma sarà solo nel giorno 21 gennaio di questo nuovo anno che Federica Angeli si troverà faccia a faccia con Armando Spada. Proprio lui, considerato il boss dell’organizzazione criminale del litorale romano, la tenne sequestrata in una stanza fino a minacciarla di morte per le sue inchieste giornalistiche sul malaffare che circolava nei territori di Ostia.
Mentre la giustizia romana segue il suo corso, Federica Angeli ci terrà compagnia a Carpi domani sera con inizio alle 21 con “Il gioco di Lollo”, protagonista inconsapevole di una vera e propria sfida alla malavita, che magari riuscirà a strapparci un sorriso, un sorriso che invita ad alzare la testa e dire di ‘no’. —